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Registro Regionale Dialisi e Trapianti Lazio (RRDTL)

Archivio Informazioni Covid-19 (da gennaio 2021) PDF Stampa E-mail

coronavisurQui trovate un archivio delle più importanti peer review, revisioni, documenti e pubblicazioni sul COVID-19 selezionati da noi ogni lunedì, mercoledì e venerdì nella sezione "in evidenza" di Covid-19: come informarsi al meglio sul coronavirus.

 

 


3 MAGGIO 2021

-Il Lancet ha pubblicato i risultati di uno studio di coorte (Mathur et al.) su oltre 17 milioni di adulti inglesi basato sulla piattaforma OpenSAFELY, che ha valutato il rischio di infezione e di malattia grave da SARS-CoV-2, tra febbraio e dicembre 2020 nelle diverse etnie presenti nel paese, evidenziando come nella prima ondata (Febbrario-Agosto 2020) il rischio di infezione, ospedalizzazione e decesso sia risultato maggiore nelle etnie diverse da quella causasica, mentre nella seconda ondata (Settembre-Dicembre 2020) il rischio è stato maggiore nei soggetti di etnia asiatica. È possibile che le cause siano multifattoriali e tutto ciò sottolinea l’importanza di superare le disuguaglianze nell'accesso alle cure, alla vaccinazione e ai test diagnostici. Leggi qui.

-In occasione della Settimana europea della salute mentale che si terrà dal 10 al 16 maggio 2021, proprio il Il 10 maggio dalle 10.30 alle 17:15 CET. si svolgerà il webinar Mental health and the pandemic: living, caring, acting! L’evento racconterà le storie dei pazienti COVID-19 e cosa significa vivere in un tempo segnato dalla pandemia, facendo il punto sulle evidenze scientifiche e su come rafforzare i sistemi sanitari. Clicca qui per informazioni e per iscriverti.


 

 

29 APRILE 2021

-Recenti studi suggeriscono che le persone affette da HIV (in particolare con un basso numero di cellule CD4 o un'infezione da HIV non trattata), in caso di infezione da SARS-CoV-2 potrebbero avere un decorso clinico più grave rispetto a coloro che sono HIV-negativi. In particolare lo studio di Ambrosioni et al., pubblicato su Lancet, affronta diversi aspetti come l’impatto dell’infezione da SARS-CoV-2 sulla progressione della infezione da HIV, il monitoraggio dei pazienti HIV durante la pandemia, le evidenze sulle terapie farmacologiche, e le scarse evidenze su questa popolazione, come gli RCT sui vaccini anti-COVID-19 che rendono urgente la produzione di prove relative alla risposta immunitaria di questi pazienti.
Leggi qui.

-Uno studio condotto tra settembre 2020 e marzo 2021 su oltre 20 mila casi covid-19 di 7 paesi europei (Cipro, Estonia, Finlandia, Irlanda, Italia, Lussemburgo e Portogallo) evidenzia un maggior rischio di ricovero ospedaliero e in terapia intensiva, ma non di mortalità, nei casi di variante B.1.1.7/SGTF (variante inglese), B.1.351 (variante sudafricana) e P.1 (variante Brasiliana), rispetto ai casi con infezione da ceppo virale originale. Il rischio è presente anche nella fascia di età 40-59 anni, e lo studio sottolinea l’urgenza di estendere la campagna vaccinale a questa fascia e delle misure di distanziamento sociale per ridurre l’incidenza della malattia e prevenire i casi gravi. Leggi qui.

 -Uno studio longitudinale su 6.9 milioni di inglesi in sovrappeso con età 20+ anni (BMI medio 26·78 kg/m2) valuta il rischio di infezione da SARS-CoV-2 e la gravità, evidenziando una relazione a forma di J tra BMI e ospedalizzazione per COVID-19 (Hazard Ratio di 1.05 per unità di BMI al di sopra di 23 kg/m2 e con i decessi, ed una relazione lineare con i ricoveri in terapia intensiva (Hazard Ratio di 1.10). Si evidenzia anche un maggior rischio di ricovero nelle persone di 20–39 anni rispetto alla classe 80–100 anni, e un rischio minore nelle popolazioni caucasiche. Leggi qui.


 

26 APRILE 2021

-Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) pubblica una nuova interim guidance sui benefici della vaccinazione anti-COVID-19, riassumendo i risultati dei trial e della real world evidence disponibili e le implicazioni in termini di rilassamento delle misure di distanziamento sociale, tenendo conto della circolazione di varianti del virus più infettive. Un aspetto importante da considerare sono le possibili disuguaglianze generate da un accesso differenziale al vaccino di diverse fasce della popolazione. Leggi qui.


 

 

22 APRILE 2021

-Il New England Journal of Medicine ha pubblicato i risultati del trial randomizzato di fase 3 (Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Messico, Peru, Sudafrica, Stati Uniti), aggiornati al 22 gennaio 2021, sul vaccino nCoV-19 prodotto da Johnson & Johnson, basato su un vettore di adenovirus umano inattivo (human adenovirus type 26 - Ad26), che ha recentemente ricevuto l’autorizzazione da parte di EMA e AIFA.
Lo studio documenta, su oltre 19 mila volontari con 18+ anni, un'efficacia nel prevenire il rischio di malattia severa-critica pari a 76.7% (adjusted 95% CI, 54.6 to 89.1) a due settimane dalla somministrazione dell’unica dose di vaccino. L’analisi sui dati del Sudafrica suggerisce un’elevata efficacia del vaccino (73.1% entro due settimane dalla somministrazione) anche dove è prevalente la variante del virus 20H/501Y.V2, e l'analisi sui sottogruppi evidenzia una efficacia nella classe 60+ con patologie croniche. Leggi qui.

 -È online il terzo rapporto AIFA sulla Sorveglianza dei tre vaccini anti COVID-19 in uso: tra il 27 dicembre 2020 e il 26 marzo 2021 su oltre 9 milioni di dosi (sia prima che seconda) somministrate, che riporta i dati sulle segnalazioni di effetti indesiderati e reazioni avverse per classi di età. Leggi qui.

-Il Dipartimento britannico Health and Social Care ha lanciato una “antiviral taskforce” che si occuperà di ricerca sui farmaci per il trattamento di pazienti esposti alla malattia COVID-19. La taskforce continuerà il lavoro di ricerca sugli studi clinici condotti finora nel Regno Unito sull’efficacia e sicurezza di trattamenti antivirali per la cura domiciliare. Leggi qui.

-ISTAT ha pubblicato i primi dati di mortalità per causa riferiti alla prima ondata della pandemia (marzo e aprile 2020) per regione, genere, età, luogo del decesso. I dati sono descritti da tabelle e infografiche. Il 60% dell’eccesso di mortalità registrato a livello nazionale (+49mila decessi) era direttamente attribuibile al COVID-19. Da notare incrementi nella mortalità per polmoniti (+211%), demenze (+49%), cause mal definite (+43%), diabete (+41%) e cardiopatie ipertensive (+40%), rispetto al periodo di riferimento (2015-2019). Leggi qui.


 

 

19 APRILE 2021

-In un commento pubblicato su Lancet vengono elencate 10 ragioni a sostegno dell’ipotesi che la trasmissione di SARS-CoV-2 possa avvenire per via aerea (airborne), soprattutto negli ambienti chiusi. Già nei mesi scorsi numerosi ricercatori avevano invitato l’Oms a modificare il proprio punto di vista, sottolineando come le prove di trasmissione aerea di Sars-Cov-2 si stessero accumulando. Trisha Greenhalgh, tra le autrici del commento, invita le istituzioni che si occupano di salute pubblica ad agire senza ulteriori ritardi. Leggi qui.
 
-New England Journal of Medicine pubblica lo studio israeliano sull’efficacia pratica o effectiveness del vaccino anti-COVID-19 Pfizer-BioNTech su oltre 500 mila persone di età 16+ anni, valutata a partire da una settimana dalla seconda dose (follow-up mediano di 15 giorni tra dicembre 2020 e febbraio 2021).
I risultati indicano che nel 92% dei casi il vaccino è stato in grado di prevenire il rischio di infezione e di malattia grave, con valori simili per fascia di età e genere, e mostrano un lieve decremento dell’effectiveness (a 86%) solo nei soggetti con 3 o più malattie croniche. Leggi qui.
 
-Un’analisi tramite modelli epidemici in Francia ha valutato che le misure di distanziamento sociale progressivamente più rigide instaurate a partire dall’inizio di gennaio 2021 hanno permesso di mantenere il numero di riproduzione effettivo (Re) inferiore a 1, nonostante la crescita della prevalenza della variante B.1.1.7.  Leggi qui.
 

 

15 APRILE 2021

-In uno studio di coorte condotto in Inghilterra (Frampton et al., Lancet) su 341 pazienti Covid-19 ricoverati tra novembre e dicembre 2020, l’ infezione causata dalla variante B.1.1.7 (variante inglese) non è risultata associata a una maggiore gravità clinica dell’infezione rispetto ad altri ceppi virali circolanti. Leggi qui.

 -Uno studio (Lazzerini et al., su Eurosurveillance) su oltre 2000 bambini, condotto grazie alla collaborazione di 20 ospedali italiani, tra febbraio e maggio 2020, ha analizzato i fattori di rischio di infezione da SARS-CoV-2 tra cui, oltre al contatto con un caso Covid-19, sono emersi la presenza di una malattia cardiaca e tra i sintomi, febbre e anosmia, mentre l’età 2-9 anni sembra essere a minor rischio rispetto alla classe di età 10-18 anni. Leggi qui. 

-Annals of Internal Medicine ha pubblicato uno studio metodologico (Follman et al.) sugli approcci di analisi nei trial clinici di fase 3 su efficacia e sicurezza dei vaccini, che proseguono per rispondere a domande fondamentali come la durata dell’immunità. In questi trial la presenza di un gruppo trattato solo con il placebo potrebbe non essere più etica e quindi, secondo i ricercatori, anche questo gruppo dovrà ricevere il vaccino. Quello che propongono è un disegno crossover in cieco che permetta di valutare all’interno dello stesso gruppo l’efficacia tardiva e quindi la durata dell’immunità. Il disegno proposto è definito “deferred-vaccination design”. Leggi qui.


 

 

12 APRILE 2021

-Lo studio randomizzato di fase 2 Steroid in COVID-19 (STOIC), condotto nel Regno Unito, ha sottoposto alcune persone in una fase iniziale dell'infezione SARS-CoV-2 ad un trattamento con glucorticoidi (budesonide) inalatori, e altre ad un trattamento standard, fino alla scomparsa dei sintomi. I partecipanti sono stati seguiti presso il proprio domicilio dall’inizio dello studio e per i successivi 14 giorni. Tra gli esiti misurati, il rischio di ricovero o di ricevere cure urgenti sembra diminuire del 90% nel gruppo assegnato al trattamento cortisonico. Leggi qui.

 

-Sebbene stia aumentando la disponibilità di vaccini contro il virus SARS-CoV-2, ci sono ancora molte incertezze sull’immunità indotta, anche per la presenza delle varianti. Lancet ha pubblicato i risultati di uno studio di coorte prospettico, SIREN, condotto in Gran Bretagna su oltre 25.000 operatori sanitari. Una precedente infezione da SARS-CoV-2 è associata ad un rischio di infezione dell'84% inferiore rispetto alla coorte non precedentemente infetta.. Leggi qui.

 

8 APRILE 2021

-Epicentro presenta la variabilità regionale della copertura vaccinale della popolazione 80+, con dati aggiornati al 23 marzo scorso. La percentuale di vaccinati over 80 per 100 abitanti media nazionale è pari a 55,6% e 8 regioni hanno una copertura minore o uguale alla media nazionale. La copertura varia tra 41.9 in Calabria a 88.9% nella Provincia Autonoma di Bolzano. I dati sottolineano la necessità di un costante monitoraggio della campagna vaccinale in corso. Leggi qui. 

-Lancet (Taquet et al.) ha pubblicato i risultati del primo studio di coorte di grandi dimensioni, sull’incidenza di esiti neurologici e psichiatrici in oltre 200 mila pazienti seguiti per 6 mesi dopo la diagnosi di COVID-19 e confontati con gruppi di pazienti senza l’infezione, selezionati dal database del TriNetX Global Health Research Network (dati da 28 paesi). L’incidenza di queste condizioni era maggiore nei pazienti COVID-19 rispetto ai pazienti con un’altra malattia respiratoria come l’influenza (Hazard Ratio = 1.44), in particolare tra i pazienti che erano stati ricoverati in terapia intensiva considerando solo le prime diagnosi di malattia neurologica/psichiatrica (HR = 2.87, IC95% 2·45–3·35). Leggi qui.


 

 

5 APRILE 2021

-JAMA Pediatrics ha pubblicato i risultati di uno studio condotto negli Stati Uniti che ha stimato il numero di bambini e adolescenti che ha subito la perdita dei genitori per COVID-19. Le stime, basate su modelli demografici e non su dati amministrativi, riportano che circa 40.000 bambini di età compresa tra 0 e 17 anni, tre quarti dei quali adolescenti, hanno perso almeno un genitore per COVID-19. I bambini afroamericani sono stati quelli maggiormente colpiti. Leggi qui.

 -È stato condotto uno studio (Li et al., su Building and Enviroment), a partire da un cluster di COVID-19 in un ristorante a Guangzhou (Cina) poco ventilato, per valutare la probabilità di trasmissione in aria (airborne) e la distribuzione spaziale di SARS-CoV-2, utilizzando misure di gas traccianti e modelli di fluidodinamica computazionale. Lo studio suggerisce che un'adeguata e corretta ventilazione degli ambienti ed evitare condizioni di affollamento sono fattori da tenere in considerazione per prevenire la diffusione di SARS-CoV-2. Leggi qui.

-Eurosurveillance pubblica uno studio inglese che confronta la sieropositività alla proteina Spike (valutato tramite Roche S assay) in due gruppi di circa 80 adulti di età 70+ anni, il primo trattato con una sola dose di vaccino Pfizer/BioNTech e il secondo trattato con due dosi a tre settimane di distanza, confrontando poi la risposta anticorpale di entrambi i gruppi con quella di 100 convalescenti a 3-6 settimane dall’infezione.
La sieropositività alla nucleoproteina (N) virale è stata interpretata come evidenza di passata infezione. Lo studio, nei pazienti con passata infezione e trattati con una dose, mostra una risposta anticorpale anti-proteina spike maggiore a quella dei convalescenti, mentre la seconda dose non sembra provocare un ulteriore aumento della risposta anticorpale. In pazienti senza infezione, solo la somministrazione della seconda dose sembra in grado di generare una risposta anticorpale adeguata, che arriva anche a valori superiori a quella dei convalescenti. Leggi qui. 

-Un’analisi spaziale a livello di ZIP code in tre città americane (Chicago, New York, e Philadelphia), con dati aggiornati a settembre 2020, rivela la presenza di cluster spaziali dei test e degli outcome COVID-19, e l’associazione di tali cluster all’indice di vulnerabilità sociale (Social Vulnerability Index definito dai CDC), rilevando meno test, più positivi, più casi confermati e più decessi COVID-19 negli zip code con maggiore vulnerabiltà sociale. Leggi qui.


 

 

1 APRILE 2021

-L’ISS ha pubblicato il nuovo report sulla sorveglianza COVID-19 nelle RSA con dati aggiornati al 14 marzo 2021 per 833 strutture. I dati mostrano un picco di incidenza ad ottobre-novembre 2020 e una riduzione con l’avvio della campagna vaccinale, iniziata il 27 dicembre 2020, sia negli ospiti che negli operatori sanitari, evidente anche nei mesi di febbraio-marzo, in controtendenza con l’incremento della curva epidemica a livello nazionale. Leggi qui.

-La nuova indagine ISS sulle varianti di SARS-CoV-2 mostra, al 18 marzo 2021, un'ampia diffusione sul territorio nazionale della “variante inglese” del virus con una prevalenza media pari a 86,7% (range: 63,6%-100%), ed una prevalenza pari al 4,0% (range 0%-32,0%) per la “variante ‘brasiliana”. Questi risultati confermano quanto in questa fase sia essenziale contenere e ridurre la diffusione del virus SARS-CoV-2, mantenendo o riportando rapidamente i valori di Rt a valori Leggi qui.

-Morbidity and Mortality Weekley Report ha pubblicato l’analisi delle cause di decesso (ICD-10) negli Stati Uniti per tutto il 2020. La diagnosi di COVID-19 è stata riportata in 378048 schede, nel 40% delle quali era anche presente una condizione componente la catena di eventi morbosi che ha condotto al decesso (polmonite, insufficienza respiratoria, arresto cardiaco) o una condizione concomitante che ha contribuito ad esso. Tra queste ultime le condizioni più frequenti erano ipertensione, diabete mellito e demenza. Leggi qui.


 

 

29 MARZO 2021

-Uno studio multicentrico italiano pubblicato su JAMA ha confrontato due tecniche di ventilazione non invasive, come il casco e l’ossigenoterapia ad alti flussi, per il trattamento di pazienti COVID-19 con modesta o severa insufficienza respiratoria, ammessi in terapia intensiva. Lo studio non ha evidenziato una differenza tra i due gruppi per quanto riguarda il numero mediano di giorni liberi da supporto respiratorio entro i 28 giorni dall’inizio del trattamento. Anche nella maggior parte degli esiti secondari non sono risultate differenze tra i gruppi a confronto. Leggi qui.

-Lancet Public Health ha pubblicato i risultati di un’indagine di siero prevalenza dell’infezione da virus SARS-CoV-2 per stimarne la diffusione tra persone senza fissa dimora accolte in diversi centri di accoglienza, centri di aiuto e mense gestiti da Medici senza Frontiere in Francia. Lo studio mostra che la proporzione di persone maggiormente infettate dal virus e che possiedono una risposta anticorpale varia significativamente tra i diversi luoghi esaminati e tra gruppi: è più alta tra le persone senza fissa dimora che vivono nei dormitori o ostelli (89%); di una certa rilevanza tra coloro che si trovano nei centri di accoglienza (50%) e minore nelle mense (28%). Leggi qui.

-Uno studio italiano (Gandini et al, su Lancet Regional Health Europe) cross sectional e di coorte, condotto da settembre 2020 fino a febbraio 2021, ha utilizzato i dati raccolti dal Ministero della Pubblica Istruzione e dal sistema unico regionale veneto sulla notifica dei casi, per confrontare l’incidenza di SARS-CoV-2 tra gli studenti e il personale scolastico (docente e non) rispetto alla popolazione generale. Lo studio mostra tra gli studenti un’incidenza di COVID-19 inferiore rispetto alla popolazione generale (incidenza overall:108/10,000) e l’assenza di un’associazione temporale tra riapertura delle scuole in diverse regioni italiane e incremento dell’indice Rt regionale. Leggi qui.


 

 

25 MARZO 2021

-Numerosi studi hanno già evidenziato il ruolo di diversi fattori di rischio e patologie pregresse nel decorso della malattia da COVID-19, anche tra i lavoratori. Alcune categorie di lavoratori risultano essere maggiormente a rischio. Una revisione della letteratura pubblicata su JOEM fornisce una guida pratica e raccomandazioni per il ritorno al lavoro in sicurezza sulla base di tre “pilastri”: i fattori individuali; i fattori di comunità e i fattori legati al tipo di attività lavorativa. Leggi qui.

-La stagione influenzale 2020/21 è stata eccezionale, in quanto nonostante l’elevato numero di campioni analizzati non si è raggiunta la soglia epidemica del 10% di positività in tutta la regione europea dell’OMS, probabilmente grazie alle misure di prevenzione del virus SARS-CoV-2 (es. riduzione degli spostamenti delle persone, uso di mascherine). Leggi qui.

-Uno studio pubblicato sul Lancet e una revisione sistematica pubblicata su Annals of Internal Medicine affrontano il tema della durata della risposta anticorpale contro SARS-CoV-2.
Lo studio del Lancet condotto a Wuhan, Cina su oltre 9000 persone arruolate con sintomi o diagnosi di COVID-19 con follow-up da aprile a dicembre 2020, riporta una persistenza dei titoli di anticorpi neutralizzanti e della quota di persone con anticorpi IgG.
La revisione di 66 studi osservazionali su casi di infezione confermati con RT-PCR suggerisce che l’80% dei casi adulti sviluppa anticorpi IgM che iniziano a diminuire a 27 giorni dalla diagnosi (prove di qualità moderata), che il 95% sviluppa anticorpi IgG che possono essere rilevati fino a 120 giorni dalla diagnosi (qualità moderata) e che il livello di anticorpi aumenta con l’età e con la gravità della malattia (qualità bassa).

Studio del Lancet (He et al.).

Revisione sistematica di Annals of Internal Medicine (Arkhipova-Jenkins et al.).

-Uno studio di coorte (pubblicato su BMJ) su oltre 2500 studenti di 6-16 anni di 55 scuole svizzere, seguiti tra giugno-luglio a ottobre-novembre 2020, evidenzia un incremento della sieroprevalenza a SARS-CoV-2 tra i due periodi (e nessuna variazione tra le fasce di età), a fronte di una limitata presenza di cluster di casi a livello di singole classi, contrariamente a quanto atteso sulla base delle esperienze di altri paesi. Questo risultato potrebbe essere attribuibile alle misure di prevenzione attive a scuola tra cui il contact tracing, la quarantena preventiva e l’utilizzo delle mascherine da parte del personale scolastico e degli studenti delle scuole superiori. Leggi qui.


 

 

22 MARZO 2021

-Lo European Centre for Disease Prevention and Control pubblica uno statement sui test antigenici rapidi che possono essere auto-somministrati dalla popolazione, che se da una parte permettono una rapida identificazione dei casi e quindi del contenimento dell’infezione, dall’altra pongono alcune criticità ad esempio relative al monitoraggio dell’epidemia, tra cui la misura del tasso di positivi e di nuovi casi. Leggi qui.

 

-“Making the Link: Gender Equality and Health” è una nuova pubblicazione del network europeo Eurohealthnet che fa una sintesi delle evidenze su genere, salute e disuguaglianze prima e durante la pandemia, portando alcuni esempi di buone pratiche tra cui i centri antiviolenza attivi in Italia. Leggi qui.


 

 

18 MARZO 2021

-Continua la sperimentazione sull’efficacia dei vaccini contro le varianti del coronavirus. NEJM riporta i risultati di un trial condotto in Sudafrica su adulti, con un’età media di 30 anni, senza patologie croniche e HIV-negativi, assegnati in modo random a due dosi di vaccino ChAdOx1 nCoV-19 (prodotto da Astrazeneca) o placebo. Sintomi COVID da lievi a moderati sono comparsi nel 3,2% dei partecipanti che hanno ricevuto il placebo e nel 2,5% di quelli che hanno ricevuto il vaccino, per un’efficacia pari a 21.9%. Leggi qui.

-Eurostat pubblica i dati di mortalità totale del 2020 per tutti i 27 paesi dell’Unione, stimando un eccesso totale di 580 mila decessi tra marzo e dicembre 2020 rispetto al periodo 2016-2019 preso come riferimento. L’eccesso è stato osservato in tutti i mesi, ma è stato più alto nel mese di novembre (+41%) con una forte eterogeneità tra paesi che riflette la diversa evoluzione dell’epidemia. Leggi qui.


 

 

15 MARZO 2021

-L’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato i risultati del modulo COVID-19 delle indagini PASSI (18-69enni) e PASSI d’argento (ultra 65enni), che fanno un quadro sulla percezione del rischio e le misure di prevenzione adottate, sull’impatto dell’emergenza sulle condizioni economiche e lavorative e sulle esperienza di malattia e sullo stato emotivo. Leggi qui.

-Una rapid review sui test molecolari per SARS-CoV-2 pubblicata su Eurosurveillance analizza le evidenze disponibili sui test molecolari in base al campione biologico utilizzato (naso-faringeo, oro-faringeo, sangue, etc), al numero di giorni dall’insorgenza dei sintomi, alla gravità e allo stadio clinico della malattia. La rilevazione dell’RNA virale nel tratto respiratorio durante la convalescenza può essere prolungata. Gli autori suggeriscono l’utilizzo dell’esame sierologico per confermare la presenza di anticorpi neutralizzanti nei casi di bassa viremia (elevati valori Ct della PCR) in campioni delle vie respiratorie superiori. Leggi qui.


 

 

11 MARZO 2021

-BMJ ha pubblicato uno studio inglese (Challen et al.) che confronta la mortalità nei casi con infezione dai ceppi di SARS-CoV-2 predominanti fino a settembre 2020, con i casi con la variante inglese del virus comparsa nel mese di ottobre. L’analisi condotta tra il 1 Ottobre 2020 e il 29 Gennaio 2021, con follow-up al 12 Febraio 2021, mostra un Hazard Ratio di mortalità pari a 1.64 (95% confidence interval 1.32 to 2.04) nei soggetti infettati dalla variante rispetto ai casi di infezioni dai ceppi originali. Leggi qui.

-Annals of Internal Medicine (Paltien et al.) propone una valutazione dell’impatto clinico ed economico di uno screening di massa, basato su test antigenici rapidi di uso domestico sulla popolazione americana utilizzati con cadenza settimanale. Questo intervento, secondo diversi scenari a 60 giorni, porterebbe ad evitare tra 634 mila e 7 milioni di infezioni, e tra 3390 e 41700 decessi, con importanti risparmi in termini economici. Leggi qui.

-L'articolo di Kompaniyets et al. - pubblicato su Morbility and Mortality Weekley Report – documenta, su oltre 3 milioni di americani con accesso in pronto soccorso o ricovero nel 2020, che l’obesità è un fattore di rischio per ospedalizzazione e decesso in ospedale legati all'infezione da Covid-19, con rischi crescenti all'aumentare dell’indice di massa corporea, particolarmente elevati tra gli adulti di età inferiore a 65 anni. Leggi qui.

-The Lancet Global Health pubblica i risultati di una revisione sistematica sugli studi di sieroprevalenza di SARS-CoV-2: la metanalisi mostra una sieroprevalenza di infezione pari a 4.7% nella regione europea WHO, inferiore a quella di India (19.6%), Africa (16.3%) e del Mediterraneo orientale (13.4%). La sieroprevalenza è maggiore nei sottogruppi a maggior rischio come gli operatori sanitari e i contatti stretti di casi COVID-19. Leggi qui.


 

 

8 MARZO 2021

-Una nuova sezione Vaccines Explained series dell’OMS spiega come si originano le varianti del virus SARS-CoV-2 e come la vaccinazione possa contribuire a bloccarne la diffusione e prevenire nuove future varianti. Leggi qui.

-Uno studio francese basato su due survey, condotte a distanza di 20 giorni nel mese di gennaio 2021, ha stimato che la variante “inglese” è più contagiosa del 59% rispetto al virus originale e che la sua prevalenza potrà raggiungere il 96% (95% CrI: 94–97%) entro il 1 aprile. Questi dati sottolineano l’importanza di rafforzare la sorveglianza genomica tramite un monitoraggio rapido e accurato delle varianti attuali e di quelle future.Leggi qui.

-In un podcast pubblicato in The Lancet Voice, sir Michael Marmot parla di come le disuguaglianze siano associate ai peggiori esiti del COVID-19, suggerendo cosa debba cambiare nella società post-pandemia. Ascolta qui.

-In tutto il mondo le carceri sono luoghi centrali della pandemia, ma le strategie messe in atto dai paesi sono diverse, e né l’Oms né l’Unione Europea hanno prodotto specifiche linee guida per le vaccinazioni nelle carceri. Negli Stati Uniti, dove la popolazione carceraria è pari a 2.3 milioni, la probabilità di contrarre l’infezione da SARS-CoV-2 è fino a 5 volte più alta rispetto alla popolazione generale. Un editoriale (Barksy et al.) pubblicato su NEJM sottolinea il ruolo centrale della vaccinazione nelle carceri insieme a politiche di scarcerazione, test e tracciamento delle visite domiciliari. Leggi qui.


 

 

4 MARZO 2021

-L'OMS ha pubblicato un nuovo aggiornamento delle Living guidelines on drugs to prevent covid-19 tra le persone che non hanno contratto il virus. Le raccomandazioni sono quelle di non usare l’idrossiclorochina in via preventiva. Gli studi finora disponibili mostrano che l’effetto sulla mortalità e sulle ospedalizzazioni risulta essere piccolo o nullo, mentre è probabile un aumento degli eventi avversi. Il panel raccomanda inoltre di orientare la ricerca su altri farmaci. Leggi qui.

-Una revisione Cochrane sull’accuratezza diagnostica di segni e sintomi per identificare le persone affette da COVID-19 che si presentano al Pronto soccorso o dal proprio medico di famiglia. La revisione ha identificato 44 studi che hanno coinvolto più di 26mila partecipanti e che riportano dati relativi a 84 segni e sintomi, tra i quali tosse e febbre. Nessuno di questi risulta essere abbastanza accurato per una diagnosi certa di COVID-19. Leggi qui.

-Una nuova indagine ISS sulla prevalenza delle nuove varianti del virus SARS-CoV-2 conferma un’ampia diffusione della variante inglese (prevalenza=54%, range: 0%-93,3%) e una espansione della variante brasiliana in Lazio, Toscana e Umbria (prevalenza=4.3% (range: 0%-36,2%), mentre la prevalenza della variante sudafricana è ancora bassa (prevalenza=0,4% range: 0%-2,9%). Leggi qui.

 

1 MARZO 2021

-In uno studio osservazionale (Dagan et al.), condotto in Israele e pubblicato su NEJM, circa 500,000 sanitari che avevano ricevuto il vaccino Pfizer sono stati confrontati con personale sanitario non vaccinato negativo al SARS-CoV-2, documentando una efficacia crescente della vaccinazione, sia nel prevenire le nuove infezioni (sia sintomatiche che non) che gli esiti più gravi (ospedalizzazione e decesso).
Considerando la capacità di prevenire le nuove infezioni, l’efficacia cresce dal 46% (intervalli di confidenza al 95% [CI], 40 to 51 da 14 a 20 giorni dopo la prima dose, al 92% (95% CI, 88 to 95) a partire da 7 giorni dopo la seconda dose di vaccino. L’efficacia è presente in tutti i gruppi di età e nei sottogruppi con condizioni croniche (obesità, diabete, ipertensione). Leggi qui.

-L’OMS ha pubblicato un policy brief sul long-COVID, la sindrome che colpisce un paziente Covid ogni 10 a 4 mesi dall’infezione, caratterizzata da persistenza di problemi di salute quali dolori muscolari, disturbi di memoria, dispnea e palpitazioni. È fondamentale una sorveglianza di questi pazienti e una risposta sanitaria coordinata e omogenea tra i diversi paesi e le diverse aree di uno stesso paese, così come iniziative per la sensibilizzazione ed empowerment dei pazienti nella gestione di questa condizione. Leggi qui.


 

 

25 FEBBRAIO 2021

-Un’analisi pooled di studi randomizzati di fase 2/3 (UK), 3 (Brasile) e 1/2 (Sud Africa) sul vaccino nCoV-19 prodotto da Astrazeneca e Università di Oxford, che ha recentemente ricevuto l’autorizzazione da parte di EMA e AIFA, documenta su oltre 17 mila volontari con 18+ anni un'efficacia nel prevenire il rischio di infezione sintomatica dopo la seconda dose pari al 66·7% (95% CI 57·4–74·0). L’efficacia è maggiore se la seconda dose è somministrata a maggiore distanza (≥12 settimane) rispetto a Leggi qui.

-L’ONU ha pubblicato una guida per i governi locali e nazionali per promuovere una gestione sostenibile delle infrastrutture da applicare anche in fase di ripresa economica e sociale post COVID-19, fornendo una serie di strumenti ed esperienze locali anche sul tema della resilienza ai disastri naturali e ai cambiamenti climatici. Leggi qui.

-Il Lancet (Mansfield et al.) ha pubblicato i risultati di uno studio di serie temporali interrotte sugli effetti indiretti della pandemia sul ricorso a visite mediche e cure primarie per disturbi mentali e altre condizioni - come alcolismo, asma, COPD, diabete e malattie cardiovascolari - in Inghilterra, su circa 10 milioni di persone.
Durante il periodo di misure restrittive, dopo una prima riduzione delle visite per tutte le condizioni, si osserva invece un rapido incremento temporale delle visite, in particolare per angina instabile e sintomi acuti dell’alcolismo, mentre le altre condizioni fino al mese di luglio rimangono comunque al di sotto dei livelli di visite pre-lockdown. Leggi qui.

-A partire dai dati disponibili dal sistema informativo di mortalità attivo in Cina “China’s Disease Surveillance Points”, che riguarda circa 300 milioni di abitanti, è stato valutato l’eccesso di mortalità totale per causa e per area geografica durante i primi tre mesi di pandemia (gennaio-marzo 2020).
In tre distretti della regione di Wuhan, è stato osservato un eccesso significativo di mortalità, soprattutto nelle aree centrali e suburbane dei distretti considerati, non solo per polmonite ma anche per altre cause. Viceversa, in altre regioni della Cina non è stato osservato nessun eccesso significativo di mortalità e un minor tasso per polmonite, patologie respiratorie e incidenti stradali. Leggi qui.

-L’esperienza della pandemia ha messo in luce la necessità di essere preparati ad eventi pandemici inattesi, in termini di capacità diagnostiche, dispositivi di protezione individuali, prevenzione e controllo delle infezioni, sorveglianza virologica ed epidemiologica. Per questo, il Centro di Prevenzione e controllo delle malattie del Ministero della Salute ha aggiornato il Piano pandemico influenzale, inserendo una serie di azioni mutuate dall’esperienza SARS-CoV-2 in corso. Leggi qui. 


 

 

22 FEBBRAIO 2021

-Il comitato di Bioetica della Commissione Europea ha pubblicato una serie di raccomandazioni per assicurare un accesso equo ai vaccini in questa e nelle future pandemie riguardo i sottogruppi più fragili che potrebbero avere maggiori difficoltà ad accedere ai servizi sanitari, ponendo l'accento sulla necessità di abbattere i costi, su quella di evitare la discriminazione nell’accesso, e sulla comunicazione alla popolazione e alla qualità dei servizi vaccinali. Leggi qui.

-Gli Stati Membri dell'Unione Europea hanno sottoscritto una strategia comune sui test rapidi antigenici in particolare per quanto riguarda il loro uso e la condivisione dei dati a livello comunitario. Leggi qui.

-Sulla base delle evidenze scientifiche sempre maggiori, ISS ha aggiornato le linee guida sulle pratiche clinico-assistenziali appropriate per la presa in carico del percorso nascita in donne con infezione sospetta o confermata da virus SARS-CoV-2. Leggi qui.


 

 

18 FEBBRAIO 2021

-È online il rapporto ISS che riporta i dati della prima indagine di prevalenza sulla variante inglese, con una prevalenza nazionale del 17.8%, a conferma di una grande diffusione sul nostro territorio ma non omogena tra le regioni, probabilmente in base alla data di ingresso della variante stessa. Leggi qui.

-Epicentro pubblica un approfondimento sulle possibili differenze di genere della cosiddetta sindrome long-COVID, dovuta alla persistenza di sintomi variabili e debilitanti per molti mesi dopo l'infezione iniziale. Leggi qui.

-I dati real world preliminari sul vaccino Pfizer e BioNTech sul personale sanitario in Israele confermano la capacità della prima dose vaccino di stimolare una risposta anticorpale, con valori di IgG 21 giorni dopo la vaccinazione simili a quelli ottenuti negli studi clinici. Leggi qui.

-Un’analisi del BMJ (Crozier et al.) torna a parlare dei test antigenici rapidi a flusso laterale, in particolare illustrando l’utilizzo che ne stanno facendo le autorità di Liverpool nella strategia basata su: test-to-protect, per isolare rapidamente casi sospetti in contesti ad alto rischio; test-to-release, per “liberare” dalla quarantena persone non più infettive; e test-to-enable, per consentire i contatti sociali. Leggi qui.


 

 

15 FEBBRAIO 2021

-Uno studio osservazionale statunitense (Rentsch et al., su BMJ), basato sull'analisi di cartelle cliniche, valuta se una profilassi con anticoagulanti nelle prime 24 ore di ospedalizzazione diminuisca, rispetto a nessuna somministrazione degli stessi, il rischio di mortalità tra pazienti con COVID-19.
Tra i pazienti che hanno ricevuto il trattamento di profilassi, eparina o enoxaparin sono stati i farmaci più utilizzati. Gli esiti principali sono stati la mortalità a 30 giorni, la mortalità intraospedaliera e altre complicanze. Leggi qui.

-Appena pubblicato il report della ECDC che, sulla base delle prove disponibili, ha sviluppato una serie di raccomandazioni sull’uso delle mascherine di tipo medico per contrastare la diffusione del virus SARS-CoV-2. Anche se le prove sono incerte si raccomanda l’uso delle mascherine di tipo medico negli spazi chiusi pubblici e in luoghi all’aperto affollati, soprattutto per le persone anziane e con patologie. Nelle abitazioni private l’uso è raccomandato per persone con sintomi da COVID-19 o per infezione conclamata e per i loro conviventi. Leggi qui.


 

11 FEBBRAIO 2021

-Il Ministero della Salute redige un documento sulle raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19. Leggi qui

-Come è noto, è stata segnalata sia in Europa che negli Stati Uniti una malattia iperinfiammatoria che si può presentare nei bambini da 2 a 4 settimane dopo una grave forma di COVID-19. Uno studio francese, retrospettivo (Ouldali et al., pubblicato su JAMA), condotto su un campione di bambini con sospetta sindrome infiammatoria multisistemica, valuta gli esiti clinici dopo un trattamento con immunoglobuline o immunoglobuline in associazione a metilprednisolone. Leggi qui.

-Un insight del JAMA (Rasmussen et al.) fa il punto sulla relazione tra COVID-19 e gravidanza anche in relazione alla vaccinazione. Riguardo quest'ultimo aspetto, anche se non sono disponibili dati sul periodo della gravidanza né sulla fase di allattamento, i medici curanti devono tenere presenti le evidenze sulla sicurezza provenienti da studi sperimentali su modelli animali e quelle su altri vaccini. Leggi qui.

-Kampf e Kulldorff sul Lancet pubblicano un appello affinché ci sia una mobilitazione da parte degli scienziati, degli operatori sanitari, dei decisori politici e dei giornalisti, che spinga a far valutare il costo-beneficio dei lockdown e di altre misure di contenimento per l’epidemia, anche in termini di ricadute indirette sulla salute in termini di diagnosi e cura di patologie non COVID-19. Leggi qui.


 

 

8 FEBBRAIO 2021

-Il 9 febbraio inizia una nuova serie di seminari promossi dall’OMS sulla vaccinazione anti-COVID-19, dedicati agli operatori sanitari e per stakeholder nazionali, regionali e globali.
Le prime date:
9 febbraio: First session for national, regional and global stakeholders
16 febbraio: First session for health workers

-L’OMS, con il nuovo Early AI-supported Response with Social Listening, analizza ogni settimana in 20 paesi i contenuti dell’infodemia, ovvero la parallela “epidemia” di informazione che interessa soprattutto i social network. Leggi qui.

-Secondo un editoriale pubblicato su The Lancet Rheumatology, 10 milioni di cittadini britannici sono in attesa di intervento chirurgico di elezione, e tra questi 86mila attendono l’intervento di artroplastica cancellato durante il lockdown. Allungare i tempi di attesa può peggiorare la qualità della vita a causa del dolore e delle limitazioni nei movimenti e rappresenta uno dei tanti problemi causati dal COVID-19 sulle altre patologie. Leggi qui.


 

 

4 FEBBRAIO 2021

-Il coronavirus SARS-CoV-2 si diffonde principalmente attraverso le goccioline del respiro delle persone infette (droplets),mentre è rara la trasmissione con il contatto di superfici. Un editoriale pubblicato su Nature sollecita le grandi agenzie sanitarie internazionali come OMS e CDC ad aggiornare le linee guida sulla trasmissione del coronavirus SARS-CoV-2. Sono infatti numerose le agenzie sanitarie che, a livello nazionale, suggeriscono la sanificazione delle superfici come mezzo di contenimento dell’epidemia. Leggi qui.

-Il Lancet ha pubblicato i risultati dell’analisi ad interim dello studio randomizzato di fase 3 su efficacia e sicurezza del vaccino anti-COVID-19 Gam-COVID-Vac (Sputnik V) - che trasporta il materiale genetico della proteina Spike del virus in due vettori di adenovirus umano inattivi (Ad26 e Ad25) - sviluppato in Russia e sperimentato su 22mila volontari, di cui il 10% con più di 60 anni e un quarto con patologie croniche (diabete, ipertensione, malattia ischemica cardiaca, obesità).
Con un follow-up mediano di 48 giorni dalla prima dose (e con la seconda dose somministrata il giorno 21), il vaccino si è mostrato efficace nel breve termine, prevenendo il rischio di infezione nel 91,6% dei casi (IC 95% 85,6 to 95,2), e l’efficacia rimane elevata nei diversi sottogruppi di età e genere. Il vaccino sembra indurre una risposta immunitaria anticorpale (IgG) e cellulare (IFN-γ). Non sono emerse criticità relative alla sicurezza del vaccino. Leggi qui.

-Una revisione sistematica (Rattka et al., su Heart) su 10 studi sui pazienti con infarto STEMI pubblicati fino ad agosto 2020 documenta un minore tasso di ricovero ospedaliero per questi pazienti durante la pandemia, e un aumento (+7 minuti) del tempo intercorso tra ingresso in ospedale e angioplastica (door-to-balloon time), mentre non sembrano esserci differenze nella mortalità ospedaliera di questi pazienti rispetto al periodo precedente. Leggi qui.


 

 

1 FEBBRAIO 2021

-C’è un legame stretto tra Covid-19 e patologie cardiovascolari, sia perché le persone affette da queste condizioni sono a maggior rischio di sviluppare gli effetti più gravi dell’infezione, sia per le conseguenze cardiovascolari causate dalla stessa. Il 3 febbraio (ore 10-13) le evidenze e i dati raccolti durante il primo anno di pandemia saranno presentati in un evento organizzato dalla commissione europea su “Lessons learned from COVID19 for Cardiovascular Health: Health Systems Resilience & Digital Transformation”. Leggi qui.

-Di fronte al COVID-19 i sistemi sanitari di tutto il mondo sono stati messi sotto pressione per il carico di assistenza sanitaria richiesta dai pazienti affetti. Un gruppo di ricercatori italiani ha indagato l’impatto di tutto ciò sulla mortalità nei pazienti ricoverati in un ospedale lombardo, nel periodo febbraio-maggio 2020. Da un punto di vista di sanità pubblica i risultati suggeriscono l’importanza strategica di politiche mirate ad evitare il ricovero per COVID-19. Leggi qui.


 

 

28 GENNAIO 2021

-Centers for Disease Control and Prevention ha pubblicato i risultati di uno studio (Falk et al.) che ha coinvolto studenti delle scuole primarie e secondarie e docenti di 17 scuole statunitensi. L’uso della mascherina riportato dai partecipanti allo studio è stato molto alto (>92%).Tra i 5,530 partecipanti sono stati riportati 191 casi di COVID-19, un numero più basso rispetto a quello registrato nello stato di riferimento. Il 3.7% di questi casi sono stati associati alla trasmissione in ambiente scolastico, tutti tra gli studenti. Leggi qui.

-Una revisione pubblicata su Annals of Internal Medicine (Oran et al.) sugli studi di sieroprevalenza o di screening di massa pubblicati fino a novembre 2020, con gli studi di maggiori dimensioni condotti in Spagna (60mila soggetti) e in Inghilterra (365mila), evidenzia che circa un terzo delle persone con infezione da SARS-CoV-2 sono asintomatiche, e la maggior parte di esse (i tre quarti) continua a non sviluppare sintomi anche alle valutazioni successive. Leggi qui.

-Gli Stati Uniti, uno dei primi paesi ad avere iniziato la vaccinazione anti-covid-19, ha però il 39% dei rispondenti ad una delle ultime survey nazionali che sostiene che probabilmente o sicuramente non si vaccinerà. Come persuadere queste persone affinché si possa raggiungere l’80% della popolazione (necessario per ottenere la cosiddetta immunità di gregge)? Wood e Schulman, in un articolo pubblicato sul New England Journal of Medicine suggeriscono delle possibili strategie prese in prestito dalle tecniche di marketing. Leggi qui.

-Il network europeo per le neuroscienze (European Brain Council) ha pubblicato uno Statement sull’impatto del COVID-19 sulla salute mentale e neurologica, in cui vengono sintetizzate le evidenze di impatto diretto e indiretto della pandemia su queste patologie, come le manifestazioni neurologiche presenti in due terzi dei pazienti Covid-19, il burn-out degli operatori sanitari e il maggior ricorso a cure psichiatriche o psicologiche nella popolazione post-lockdown. Leggi qui.


25 GENNAIO 2021

-JAMA ha pubblicato i risultati preliminari di uno studio clinico in corso (Gottlieb et al.), randomizzato, sull’efficacia degli anticorpi monoclonali Bamlanivimab in monoterapia rispetto alla combinazione con Etesevimab e con placebo su persone con sintomi da COVID-19 lievi e moderati, in regime ambulatoriale. Gli esiti clinici valutati sono stati la riduzione della carica virale, miglioramento dei sintomi e degli eventiLeggi qui.

-WHO ha sviluppato un risk-meter con un quiz di 10 domande per valutare il rischio associato ai propri comportamenti, con raccomandazioni a seconda del luogo in cui ci si trova, soprattutto in relazione al distanziamento e al tempo che si trascorre in un determinato posto. Leggi qui.

Video Youtube alla fine del quiz

-L’Associazione italiana di Epidemiologia insieme ad Epidemiologia e Prevenzione e a Scienza in Rete ha sviluppato il cruscotto MADE per il monitoraggio e l’analisi dei dati dell’epidemia di CODIV-19 fino al dettaglio provinciale. Il sistema utilizza i dati pubblicati giornalmente dalla Protezione Civile e si aggiorna automaticamente ogni sera verso le ore 19. Leggi qui.


 

21 GENNAIO 2021

-Un nuovo rapporto della London School of Hygiene and Tropical Medicine riporta i risultati della validazione di un modello previsionale della durata del ricovero e dell’occupazione dei posti letto ospedalieri, utilizzando i cinque percorsi intraospedalieri reparto-terapia intensiva di oltre 14 mila pazienti Covid-19 ricoverati tra marzo e luglio 2020 in Gran Bretagna, con una eterogeneità a livello regionale. Leggi qui.

 

-Il COVID-19 Social Study (  https://www.covidsocialstudy.org/) è una web survey settimanale che coinvolge oltre 70 mila persone in tutta la Gran Bretagna. Gli ultimi dati rivelano che da settembre a dicembre l’aderenza delle persone al lockdown è aumentata, mentre è molto basso il ricorso ai test diagnostici, con solo il 18% dei partecipanti con più di 60 anni che risulta averne effettuato uno a seguito dell’insorgenza di sintomi. Leggi qui.

-Un numero di studi sempre maggiore valuta, soprattutto tramite survey, la salute mentale di bambini e adolescenti in relazione al Covid-19, in particolare all’isolamento forzato causato dal virus. Una survey condotta a giugno 2020 dal Campus biomedico e da Sapienza Università di Roma, su un campione nazionale di 992 tra bambini e adolescenti con disturbo da deficit di attenzione, ha rivelato durante i giorni di lockdown totale o parziale, un aumento dei sintomi di noia, rabbia e scarso interesse in entrambi i gruppi di età, anche se i bambini sono risultati più vulnerabili ai cambiamenti emotivi. Leggi qui.


 

18 GENNAIO 2021

-Uno studio (Whang et al., su JAMA Ophtalmology) condotto su oltre 120,000 bambini di età compresa tra 6-13 anni in 10 scuole primarie cinesi, a Feicheng, nello Shandong, mostra dopo 5 mesi di didattica a distanza durante il lockdown, un aumento della prevalenza di miopia rispetto ai dati di prevalenza degli anni 2015-2019, con un incremento da 27.7% nel 2018 a 37.2% nel 2020 nei bambini di 8 anni. Leggi qui.

-Lo European Center for Disease Prevention and Control pubblica, con il contributo di valutatori indipendenti, un documento di analisi strategica e di performance della propria risposta di sanità pubblica in termini di sorveglianza pandemica, di supporto dato ai paesi membri e di produzione di evidenze scientifiche nel periodo gennaio-settembre 2020, con indicazioni sulle aree critiche per migliorare l’efficacia della risposta anche nel lungo periodo. Leggi qui.

 

-Continua la pubblicazione di materiale divulgativo sul COVID-19 da parte dell’OMS. Questa volta dedicato a due temi: sui criteri per assicurare una vaccinazione equa ed efficiente e sui motivi per cui gli scienziati devono continuare a indagare sulle origini del virus.

 

Leggi documento 1
Leggi documento 2.


 

 

 

14 GENNAIO 2021

-Una nuova sezione sul sito di Epicentro sui vaccini, per essere aggiornati su quelli già disponibili, su quelli che lo diventeranno e sul piano di vaccinazione italiano. Leggi qui.

-L’obesità può contribuire all’insorgenza di eventi avversi nella malattia da COVID-19. Uno studio (Hendren et al.) pubblicato su Circulation analizza i dati di registri di patologia cardiovascolare relativi a pazienti ricoverati in 88 ospedali statunitensi. Lo studio conferma che le persone con obesità, ospedalizzate per COVID-19, sono a maggior rischio di mortalità o ventilazione meccanica, anche se sotto i 50 anni di età. Leggi qui.


 

 

 

11 GENNAIO 2021

-Anche se l’Rt è inferiore a 1 è importante mantenere il livello di incidenza basso e costante, altrimenti eventuali allentamenti delle misure di contenimento potrebbero portare a una ripresa della curva epidemica. Lo dimostrano i risultati di uno studio FBK-ISS-INAIL sui dati dell’epidemia in Italia fino a settembre 2020. Leggi qui.

 

-Lancet pubblica il più lungo follow-up di pazienti ricoverati per COVID-19, condotto su 1733 persone a Wuhan in Cina a 6 mesi di distanza dal ricovero. Lo studio (Huang et al.) evidenzia rischi elevati all’aumentare della criticità dei pazienti (senza/con supporto ossigeno o con ventilazione meccanica) in particolare associati ad alterazioni nella perfusione polmonare, a depressione e ad astenia o debolezza muscolare. Leggi qui.

 

-Uno studio (Bendevid et al, su European Journal of Clinical Investigation) ha stimato la crescita dei casi COVID-19 in relazione alla messa in atto di misure non farmacologiche per il controllo dell’epidemia da SARS-CoV-2, confrontando il numero di casi in paesi che hanno adottato misure molto restrittive, con quelli di paesi che hanno attuato minori restrizioni. Leggi qui.


 

 

7 GENNAIO 2021

 

-L’Istituto Superiore di Sanità pubblica il rapporto sui casi di Covid-19 nelle scuole da settembre a dicembre 2020 e sulle evidenze disponibili relative all’impatto della chiusura e riapertura delle scuole sulla curva epidemica in Italia e in altri paesi. Leggi qui.

-Ricercatori di Harvard e di Yale, in una lettera pubblicata su Annals of Internal Medicine, analizzano i pro e i contro dell'utilizzo di una sola dose di vaccino anti-COVID-19 anziché le due dosi previste. Anche se esistono informazioni sufficienti sull’efficacia della dose singola, ci sono d’altro canto implicazioni importanti in termini etici, di massimizzazione dei benefici e minimizzazione dei rischi, che i ricercatori suggeriscono di non ignorare. Leggi qui.


 4 GENNAIO 2021

-Una revisione sistematica pubblicata su Cancer (Desai et al.) riporta i risultati di 18 studi di coorte che valutano la mortalità overall in pazienti con diagnosi di tumore e con infezione da SARS-CoV-2. Tra i 2922 pazienti, in maggioranza ospedalizzati, il tasso di mortalità stimato è stato pari al 30% (95% IC 25%-35%). Considerando nell’analisi sia pazienti ospedalizzati che altri setting il tasso di mortalità è diminuito al 15% (95% IC 9%-22%), con una significativa eterogeneità tra gli studi. Leggi qui.

-Due recenti studi inglesi, seppure con approcci diversi, confermano che la nuova variante SARS-CoV-2 B.1.1.7 che ha colpito il sud-est dell’Inghilterra è più trasmissibile dei ceppi precedenti: le misure di contenimento esistenti potrebbero non essere sufficienti, e potrebbe risultare necessario raggiungere una maggiore copertura vaccinale nel paese, oltre a monitorare gli spostamenti da UK verso altri paesi.

 

Leggi qui il report dell'Imperial College.
Leggi qui il report della London School.