• deplazio
    il Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario del Lazio (DEP)
    con sede a Roma è un’istituzione attiva da oltre 30 anni
  • Area Covid-19
    .
  • ambientale-valutativo
    il personale del DEP ha specifiche competenze di metodi
    epidemiologici in campo ambientale e valutativo
  • rischi ambientali
    Il DEP fornisce ai decisori le migliori conoscenze epidemiologiche
    per pianificare interventi di riduzione dei rischi per la salute
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Registro Regionale Dialisi e Trapianti Lazio (RRDTL)

Archivio Informazioni Covid-19 (da gennaio 2021) PDF Stampa E-mail

coronavisurQui trovate un archivio delle più importanti peer review, revisioni, documenti e pubblicazioni sul COVID-19 selezionati da noi ogni lunedì, mercoledì e venerdì nella sezione "in evidenza" di Covid-19: come informarsi al meglio sul coronavirus.

 

 


18 OTTOBRE 2022

-In un articolo dell’American Journal of Epidemiology alcuni ricercatori americani hanno valutato tramite modellistica una strategia di pooling testing per il SARS-CoV-2 differenziata in base diverso rischio di infezione (in base a esposizione, vaccinazione, sintomi) che è risultata più efficiente del pooling tradizionale, con più positivi identificabili per kit diagnostico (fino a 3 casi in più per un pool di 25 studenti/lavoratori). Questa strategia potrebbe essere utile per uno screening efficiente in contesti scolastici o lavorativi. Leggi qui.

 


 

12 OTTOBRE 2022

-Quali sono le interazioni tra clima e COVID-19?
In questo articolo di Lancet Planetary Health, alcuni ricercatori spiegano in che modo i rischi climatici possono influenzare la trasmissione, la percezione, la risposta e l'esperienzA del COVID19 in casi studio su comunità marginalizzate di diversi paesi come India, Sud Africa e Perù. Leggi qui.


 

29 SETTEMBRE 2022

-Il Long Covid ha acceso i riflettori sul mistero a lungo trascurato delle sindromi postvirali, che sebbene originino da patologie diverse, hanno sintomi comuni, come affaticamento, dolori muscolari, disturbi neurologici. L'attenzione e i finanziamenti rivolti al long covid possono aiutare a far luce su come e perché altre infezioni possono portare a sintomi persistenti? Leggi qui.
 
-Uno studio statunitense ha riscontrato una bassa incidenza di esiti gravi (ricoveri con polmonite da COVID-19 o di decessi) in una coorte di oltre un milione e mezzo di persone, grazie alla vaccinazione con due dosi/dose booster(per tutti e tre i vaccini utilizzati) durante un periodo di predominanza delle varianti Delta e Omicron (luglio 2021-maggio2022). Una bassa incidenza si osserva anche nei sottogruppi di età 65+ o con comorbidità. Leggi qui.

 

26 SETTEMBRE 2022

-I "fallimenti globali" nella preparazione e nella risposta alla pandemia sono costati vite, con impatti maggiori tra i più vulnerabili e con meno risorse economiche e inadeguato progresso verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile.
L'ultimo rapporto della Commissione Lancet sul COVID-19 delinea le lezioni essenziali per il futuro: leggi qui.

 

22 SETTEMBRE 2022

-Uno studio trasversale condotto nella prima fase della pandemia (marzo-dicembre 2020) suggerisce, tra tutte le donne statunitensi con gravidanze singole, che la pandemia sia stata associata a un maggiore incremento del peso in gravidanzarispetto al periodo pre-pandemico, specialmente nelle donne più giovani e con maggiore fragilità clinica e sociale. Leggi qui.

 


 

 

12 SETTEMBRE 2022

-Uno studio di coorte condotto in Korea su oltre 200mila casi di infezione da SARS-CoV-2 tra vaccinati (due dosi) e non vaccinati seguiti da luglio 2020 a marzo 2021, ha rilevato un effetto protettivo della vaccinazione sul rischio ridotto di ricovero ospedaliero per infarto miocardico acuto e ictus ischemico come complicanze del COVID-19, anche nei casi di malattia più grave. I risultati supportano la vaccinazione, specialmente per coloro che hanno fattori di rischio per le malattie cardiovascolari. Leggi qui.

 


 

 8 SETTEMBRE 2022
-Secondo i dati dell'ultimo rapporto annuale di UNAIDS, i progressi nella lotta contro l'AIDS sono minacciati dalla stasi dei finanziamenti, dalla crescita delle disuguaglianze a livello globale e dall'impatto del COVID-19 sulla risposta e sui servizi per i sieropositivi e i malati di AIDS. Ma non è il momento di perdere la speranza, affermano i redattori di The Lancet HIV. Leggi qui.

 


 

 

23 AGOSTO 2022

-Uno studio cross-sectional realizzato nel villaggio olimpico e paralimpico di Tokyo da luglio a settembre 2021 ha rilevato che il carico di SARS-CoV-2 nelle acque reflue è correlato ai casi segnalati entro i due giorni successivi nelle aree con casi positivi dal punto di vista clinico. I risultati suggeriscono che nei casi di infezione, l'RNA virale potrebbe essere stato rilasciato nelle fognature già 2 giorni prima dell'identificazione attraverso i test clinici giornalieri. Leggi qui.

 


 

 

26 LUGLIO 2022

-In uno studio multicentrico in 8 paesi (Italia inclusa), in bambini che avevano fatto visita al pronto soccorso, tra i positivi al SARS-CoV-2, il 5,4% aveva riportato condizioni post-COVID (PCC) a distanza di 90 giorni, più comunemente affaticamento e debolezza. Il rischio PCC era maggiore nei bambini con un ricovero di 2+ giorni, con 4+ sintomi ed età 14+ anni. Leggi qui.

 


 

 

22 LUGLIO 2022

-Un trial clinico randomizzato, condotto negli Stati Uniti, ha riscontrato che un intervento di nudge (spinta gentile) tramite promemoria via SMS a supporto della prenotazione della vaccinazione anti-COVID,sembra in grado di ridurre il time-to-adherence durante il mese di follow-up. Leggi qui. 

 


 

18 LUGLIO 2022

-Uno studio cross-sectional pubblicato su JAMA ha rilevato che, in 16 dei 19 stati americani, il rischio di infezione da SARS-CoV-2 era maggiore negli adolescenti e nei giovani rispetto agli anziani 65+ anninel primo anno di pandemia (fino ad ottobre-novembre 2020), prima della disponibilità del vaccino. Le differenze comportamentali possono senz'altro contribuire a questi risultati. Leggi qui. 

 


 

 

14 LUGLIO 2022

-Uno studio di variazione temporale ha rilevato un aumento del numero di bambine e ragazze con diagnosi di disturbi alimentari in Norvegia, a partire dall'inizio della pandemia di COVID-19 (fino a dicembre 2021) rispetto all'anno precedente. La somiglianza con gli studi nordamericani suggerisce che si tratta di un fenomeno internazionale. Leggi qui.

 


 

11 LUGLIO 2022

-Uno studio sui decessi nello stato della California ha rilevato che l'aspettativa di vita è diminuita nel 2020 rispetto agli anni precedenti e si è ulteriormente ridotta nel 2021, e che il divario di aspettativa di vita per livello di reddito è aumentato durante i primi due anni della pandemia COVID-19 rispetto al periodo pre-pandemico. Leggi qui.

 


 

7 LUGLIO 2022

-In questo studio osservazionale longitudinale condotto tra marzo 2020 e aprile 2022 in 9 ospedali italiani, tra gli operatori sanitari con infezioni da SARS-CoV-2 non gravi, la vaccinazione (con due o tre dosi) precedente all'infezione è stata associata ad una minore prevalenza di sindrome long COVID. Leggi qui.

-Una nuova revisione su BMJ supporta l'ipotesi di una trasmissione aerea "a lunga distanza" (maggiore di 2 metri) del virus SARS-CoV-2 in ambienti chiusi come ristoranti, luoghi di lavoro e trasporti pubblici. I risultati, basati su un "body of evidence" a medio-alto rischio di bias, suggeriscono l'importanza di misure di mitigazione in ambienti chiusi, anche se andranno confermati da studi di qualità elevata. Leggi qui.


 

 

9 GIUGNO 2022

 

-Uno studio coordinato dal team dell’Ospedale Bambin Gesù di Roma ha analizzato un campione di quasi 2500 tweet sui vaccini nel primo periodo di pandemia in Italia (febbraio-giugno 2020), evidenziando un aumento della presenza di tweet “promozionali” (in particolare per il COVID-19) rispetto al periodo pre-pandemico, che può avere incoraggiato la presenza di opinioni ambigue riguardo i vaccini nel dibattito pubblico nei social media. La presenza nel dibattito da parte di istituzioni pubbliche andrebbe potenziata, instaurando un dialogo che potrebbe beneficiare soprattutto gli individui esitanti riguardo la vaccinazione. Leggi qui.

-Una living systematic review pubblicata sul BMJ ha valutato l’effectiveness della vaccinazione anti-COVID-19 confrontando un regime eterologo e omologo. Un booster di vaccino a m-RNA in regime sia omologo che eterologo è risultato conferire una protezione elevata dall’infezione asintomatica e sintomatica. La protezione conferita rispetto al rischio di decesso per COVID-19 dei diversi regimi risulta più incerta probabilmente a causa di un effetto di confondenti misurati e non misurati quali età e comorbidità. Leggi qui.


 

 

6 GIUGNO 2022

 

-In questo studio di coorte a Chicago, Illinois, nelle aree della città con bassa copertura vaccinale, caratterizzate da una quota maggiore di residenti afroamericani, ispanici o con basso reddito, circa i due terzi dei decessi COVID-19 avrebbero potuto essere evitati grazie alla vaccinazione durante le ondate di variante Alfa e Delta. L'iniqua copertura vaccinale ha esacerbato le disparità razziali  esistenti nei decessi dovuti al virus. Leggi qui.

 


 

 

26 MAGGIO 2022

-Uno studio del gruppo di lavoro italiano sulla sorveglianza integrata COVID-19 ha analizzato i fattori di rischio di reinfezione tra agosto 2021 e marzo 2022. Il rischio di reinfezione era maggiore durante il periodo di dominanza della variante Omicron, mentre quello associato a COVID-19 grave è risultato maggiore nel periodo di variante Delta. Lo studio ha indagato quali possibili fattori di rischio la vaccinazione anti-COVID-19, l’età, il sesso e la nazionalità. Leggi qui.

-Un’indagine nazionale di sieroprevalenza americana degli anticorpi anti-SARS-CoV-2 ha rilevato un incremento nella prevalenza tra dicembre 2021 e febbraio 2022 tra 33.5% a 57.7%, con gli incrementi maggiori registrati nei bambini e negli adolescenti che corrispondono ai gruppi con minore copertura vaccinale. Leggi qui.


 

 

19 MAGGIO 2022

-Uno studio sulle acque reflue urbane di Milano condotto tra marzo 2020 e novembre 2021 ha permesso di riscontrare una carica virale elevata di SARS-CoV-2, anche nell'ultimo periodo, quando la copertura vaccinale era alta e gli indicatori di sorveglianza tradizionali suggerivano una prevalenza limitata del virus, suggerendo che la circolazione virale fosse in realtà più elevata, probabilmente anche nei vaccinati. Leggi qui.

 


 

 

12 MAGGIO 2022

-Un editoriale su BMJ Journal ci informa del fatto che, secondo recenti dati, il Regno Unito ha registrato un peggioramento delle condizioni di salute della popolazione già qualche anno prima del covid-19. Le indagini sui decessi causati dalla pandemia dovrebbero pertanto indagare anche sulle cause di questa tendenza preoccupante. Leggi qui.

-I ricercatori della Georgetown University negli Stati Uniti hanno valutato con un modello spaziotemporale i pattern di vaccinazione, evidenziando cluster spaziali di bassa copertura vaccinale nelle contee negli stati del sud-est del paese e fasi di crescita del tasso di vaccinazione alternate a momenti di arresto nelle diverse fasi epidemiche. Lo studio sottolinea l'importanza del monitoraggio della copertura vaccinale a livello spaziale fine, anche tenendo conto dell'avvento delle nuove varianti. Leggi qui.

-Uno studio caso-controllo innestato in una coorte su oltre un milione di persone residenti a Scania county in Svezia, - una regione dove la copertura delle due dosi di vaccino è elevata mentre quella della terza dose non raggiunge il 60% - ha valutato l'effectiveness del vaccino nei confronti dell'infezione grave, tra dicembre 2020 e marzo 2022. La terza dose è risultata essenziale per garantire una protezione nei confronti dell'infezione grave, in particolare dopo la prima settimana del 2022, con l'avvento della sottovariante Omicron BA.2, risultando anche molto più efficace della pregressa infezione nei confronti di questa ultima variante. Leggi qui.


 

 

5 MAGGIO 2022

-Uno studio condotto in Inghilterra su oltre 2000 casi di infezione da SARS-CoV-2 tra settembre 2021 e febbraio 2022, registrati negli ospiti di 259 residenze assistenziali, ha messo in evidenza, in una popolazione di età media 85 anni e con elevata copertura vaccinale (solo il 13% non vaccinato), un minor rischio di ospedalizzazione e decesso durante il periodo di dominanza della variante Omicron rispetto al periodo precedente. Leggi qui.

-Uno studio nazionale americano sui dati settimanali di copertura vaccinale e di incidenza e mortalità per COVID-19 aggiornati a dicembre 2021, con dettaglio fino al livello di contea, ha evidenziato che un aumento della copertura vaccinale è associato a una riduzione del tasso di mortalità e incidenza, sia durante il periodo di dominanza della variante alfa che della variante delta. Leggi qui. 


 

 

2 MAGGIO 2022

-Morbidity and Mortality Weekly Report pubblica i dati preliminari sulla mortalità per causa nel 2021 negli Stati Uniti che indicano che il tasso di mortalità totale è aumentato dello 0,7% nel 2021 rispetto al 2020. L'incremento hai interessato sia la mortalità totale che la mortalità per Covid-19, e  la maggior parte delle classi di età, ad eccezione della popolazione 85+ anni, dove si osserva invece una riduzione di entrambi gli indicatori. Il COVID-19 è stata la terza causa di morte dopo le malattie cardiache e i tumori maligni. Leggi qui.

-Uno studio di ISS ha valutato i livelli di sintomi depressivi prima della pandemia COVID-19, da gennaio 2018 a dicembre 2019, e durante la pandemia in Italia nel 2020.
La prevalenza dei sintomi depressivi è aumentata dal 6,1% del  2018-2019 al 7,1% del marzo-aprile 2020. È poi diminuita in maggio-giugno al 4,4%, ma in luglio-agosto è di nuovo salita all'8,2%, tornando infine gradualmente al livello pre-Covid entro novembre-dicembre 2020 (5,9%). Rispetto al periodo precedente la pandemia le donne e gli individui con difficoltà finanziarie sono risultati avere un rischio significativamente più elevato di sintomi depressivi, mentre i più giovani, gli individui con un'istruzione superiore e i residenti del Sud Italia sono diventati più vulnerabili. Leggi qui.


 

 

21 APRILE 2022

-Uno studio dei CDC, condotto tra dicembre 2021 e febbraio 2022, sui dati di farmacovigilanza sulla dose booster del vaccino a m-RNA BNT162b2 (Pfizer-BioNTech) per COVID19 in adolescenti di 12-17 anni ha trovato che il 92% degli eventi riportati erano non gravi, ed il rischio di eventi gravi era molto basso e comunque minore rispetto al rischio associato alla seconda dose. Leggi qui.

-ISS ha pubblicato una nuova flash survey sulla prevalenza delle varianti SARS-CoV-2. Il 4 aprile scorso la variante Omicron aveva una prevalenza stimata al 100%, con la sottovariante BA.2 predominante e la presenza di alcuni casi di variante ‘ricombinante’ della stessa Omicron. Leggi qui.
 

 

14 APRILE 2022

-I risultati preliminari relativi ai primi 30 giorni di follow-up, in uno studio di coorte condotto in Israele tra gennaio e febbraio 2022 in oltre 180 mila ultra60enni vaccinati con la quarta dose di vaccino a mRNA Pfizer-BioNTech, suggeriscono che quest’ultima sia in grado di proteggere dal rischio di infezione e in particolare dal rischio di infezione grave e di decesso, rispetto ai vaccinati solo con tre dosi da almeno 4 mesi. I risultati andranno confermati su tempi di follow-up più lunghi. Leggi qui.

-Nella regione amministrativa speciale di Hong Kong, l’ultima ondata di variante Omicron, tra gennaio e marzo 2022, ha fatto registrare oltre un 1 milione di casi e quasi 6mila decessi COVID-19, soprattutto negli ultra60enni tra i quali la proporzione di vaccinati con almeno 2 dosi è solamente del 49%. Questi dati rinforzano le raccomandazioni riguardo la vaccinazione anti-COVID-19 e i successivi richiami, in particolare nelle fasce di popolazione anziane. Leggi qui.


 

 

11 APRILE 2022

 

-Un’analisi condotta dal gruppo di ricerca internazionale “COVID-19 Cumulative Infection Collaborators”, relativa al periodo precedente all’introduzione della variante Omicron (marzo 2020-novembre 2021), ha stimato l’incidenza giornaliera e cumulativa di infezione da SARS-CoV-2 in 190 paesi e a livello globale, correggendo per fonti di variabilità come ritardi di notifica, vaccinazione, reinfezione tra varianti, durata dell’immunità naturale. Le stime presentate e disponibili su IHME (  https://covid19.healthdata.org) possono supportare studi di valutazione di strategie di prevenzione e l’identificazione delle popolazioni a maggior rischio. Leggi qui.
 
-L'elevata quota di prescrizioni di antibiotici riportata durante le visite mediche per COVID-19 nella popolazione americana 65+ beneficiaria Medicare, tra aprile 2020 e aprile 2021, rafforza l'importanza di migliorare l'appropriatezza delle prescrizioni di antibiotici, evitando quelle non evidence-based, come nel caso delle infezioni virali come SARS-CoV-2, soprattutto negli anziani. Leggi qui.

 


 

7 APRILE 2022

 

-L'India è stata gravemente colpita dalla pandemia di COVID-19. Tuttavia, a causa delle carenze nella sorveglianza della malattia, il carico della mortalità associato al COVID-19 rimane poco compreso.
In The Lancet Infectious Diseases, uno studio valuta l'eccesso di mortalità durante la pandemia a Chennai, utilizzando i dati  mortalità per tutte le cause per distretto.
Gli autori indicano tra marzo 2020 e giugno 2021 un eccesso di circa 26 mila decessi rispetto all'atteso, con il maggior peso concentrato nelle comunità svantaggiate. I decessi notificati come COVID-19 hanno notevolmente sottostimato la mortalità associata alla pandemia.
Leggi qui.
 
-Uno studio di coorte in JAMA Pediatrics condotto in Israele tra marzo e settembre 2021 su oltre 24mila neonati, ha evidenziato che la vaccinazione della madre con un vaccino a mRNA anti-COVID-19 durante la gravidanza, non era associata, entro 4 mesi dalla nascita, a rischi per la salute del bambino rispetto ai bambini di madri non vaccinate. Leggi qui.
 
-Uno studio condotto negli istituti penitenziari della regione Lombardia,  durante le prime due ondate di pandemia (marzo 2020-febbraio 2021),  ha rilevato un rischio di infezione da COVID-19 maggiore rispetto alla popolazione generale sia nei detenuti che nel personale penitenziario. Leggi qui.

 

5 MARZO 2022

-Anche una COVID-19 asintomatica o in forma lieve sembra essere in grado di causare cambiamenti cerebrali persistenti nel tempo. I ricercatori dell'Università di Oxford su circa 800 volontari arruolati nella coorte della UK Biobank (età 50+) hanno mostrato, tramite tecnologie di neuroimaging, una maggiore perdita di materia grigia e anomalie del tessuto, soprattutto nelle aree del cervello associate all'olfatto e un maggiore declino cognitivo (rispetto al periodo pre-pandemia) nei pazienti con pregressa infezione da SARS-CoV-2 (avuta nel periodo marzo 2020 e aprile 2021) rispetto ai partecipanti che non erano stati infettati dal virus. Leggi qui

-Al fine di stimare la prevalenza delle varianti VOC (Variant Of Concern) e altre varianti di SARS-CoV-2 presenti in Italia, ISS ha pubblicato una survey – realizzata con il supporto della Fondazione Bruno Kessler e in collaborazione con il Ministero della Salute, le Regioni e le Provincie Autonome - tenendo in considerazione i campioni notificati il 7 Marzo 2022. I risultati indicano una prevalenza della variante Omicron, pari al 99.86, di cui il sottolignaggio BA.2 è presente in tutte le regioni con una prevalenza media del 44.07%. Solo lo 0.08% dei casi è dovuto alla variante Delta. Leggi qui.


 

 

20 FEBBRAIO 2022

-Le persone affette dalla variante Omicron di SARS-CoV-2 hanno meno probabilità di essere ricoverate in ospedale o di morire (a due settimane o a un mese dall'infezione rispettivamente) rispetto a quelle con la variante Delta, secondo uno studio pubblicato su The Lancet su una coorte inglese di oltre un milione e mezzo di casi notificati tra novembre 2021 e gennaio 2022. Leggi qui.

 

14 FEBBRAIO 2022

 

-American Journal of Epidemiology pubblica il protocollo di uno studio collaborativo su 14 coorti prospettiche di adulti (18+ anni) negli stati uniti (C4R study), che si propone di valutare l’associazione tra fattori di rischio individuali precedenti al COVID-19 e il rischio di infezione da SARS-CoV-2 ed esiti della malattia, grazie ad una ricchezza di dati clinici e di laboratorio relativi agli anni pre-pandemia e una serie di survey durante la pandemia. Leggi qui.

-Uno studio nazionale coordinato da ISS e condotto durante l’epidemia di COVID-19, tra ottobre 2020 e maggio 2021 su oltre mille donne in gravidanza, ha rivelato che quasi un terzo non si è sentito supportata dalla propria rete sociale, una quota maggiore rispetto al periodo pre-pandemia. Leggi qui.


 

 

10 FEBBRAIO 2022

-Uno studio inglese, pubblicato su American Journal of Epidemiology , basato sulla coorte UK Biobank in persone di 40-69 anni seguite in modo prospettico fino a gennaio 2021, ha rilevato un forte differenziale per etnia nel rischio di decesso per COVID-19, al netto di comorbidità e altri fattori sociali e relativi allo stile di vita. Leggi qui.


 

7 FEBBRAIO 2022

-Attraverso un disegno di studio caso-controllo innestato in una coorte svedese, su oltre 55mila casi e 500mila controlli, è stata riscontrata una effectiveness superiore al 90% nel prevenire l’infezione grave nei vaccinati con due dosi (a prescindere dal tipo di vaccino). La protezione si è mantenuta costante in tutto il periodo luglio 2021-gennaio 2022 anche in presenza di diverse varianti del virus SARS-CoV-2 (Delta e Omicron). Leggi qui.

 


 

 

28 FEBBRAIO 2022

-Con la disponibilità dei dati sulle cause di morte dei mesi di pandemia, è interessante analizzare eventuali eccessi o decrementi attribuibili direttamente o indirettamente a COVID-19. Una pubblicazione di Thrombosis Research mette in evidenza nella regione Veneto eccessi di mortalità per specifiche cause cardiovascolari, soprattutto negli uomini e nella seconda ondata (ottobre-dicembre 2020) sia per embolia polmonare, direttamente riconducibile al COVID-19, sia per altre malattie (ischemiche cardiache, cerebrovascolari etc). Leggi qui.

 


 

 

24 FEBBRAIO 2022

-Mentre gli uomini appaiono maggiormente a rischio degli effetti più gravi del COVID-19, le donne sembrano essere più predisposte a sviluppare la sindrome long-COVID, come avviene anche nel caso di altre sindromi simili a seguito di infezioni virali come il cytomegalovirus. Alla base di queste differenze di genere vi è probabilmente la diversa espressione genica di proteine responsabili dell’ingresso del virus nelle cellule, ma anche differenze nella risposta immunitaria e allo stress, influenzate da stili di vita, fattori comportamentali e comorbidità. Secondo gli autori di questo personal view di Lancet Diabetes and Endocrinology è tempo di raccomandazioni genere-specifiche nella prevenzione e gestione dei pazienti con il COVID-19. Leggi qui.

-ISS ha pubblicato un approfondimento sulla situazione COVID-19 in Africa, sulla base di un recente Weekly bulletin on outbreaks and other emergencies dell’Ufficio regionale per l’Africa dell’OMS. Le cifre attuali mostrano che, se confrontate con il resto del mondo, le infezioni in Africa sono relativamente poche, costituendo il 3,3% dei casi globali e il 4,2% delle morti globali, al netto di una popolazione che comprende circa il 17% di quella mondiale. Ma purtroppo un'analisi dell’OMS evidenzia che la stragrande maggioranza dei casi di COVID-19 in Africa non vengano rilevati e che il numero di infezioni sia di circa sette volte superiore a quanto riportato. Il rafforzamento dei sistemi sanitari e di sorveglianza in Africa è una priorità urgente non solo al fine di migliorare l’accesso della popolazione a diagnosi e prevenzione, ma anche per poter descrivere e analizzare in maniera i numeri mondiali legati a questa pandemia. Leggi qui.


 

 

21 FEBBRAIO 2022

 
-Una revisione Cochrane fa il punto sull’impatto degli interventi implementati in ambito scolastico per ridurre la trasmissione di SARS-CoV-2. La revisione valuta sia interventi di protezione individuale, che basati su sorveglianza e screening e anche interventi multicomponenti, evidenziando una possibile efficacia di alcuni di essi, anche se con un livello di incertezza elevato.
Vanno anche valutati i possibili effetti avversi quali le assenze da scuola. Leggi qui.

-I pazienti con malattie reumatiche e muscoloscheletriche infiammatorie (RMD) sono stati esclusi dagli studi sul vaccino COVID-19. Per colmare questa lacuna, l'European Alliance of Associations for Rheumatology Coronavirus Vaccine registry tra febbraio 2021 e luglio 2021 ha raccolto rapporti volontari post-vaccinazione da clinici reumatologi, e i dati ci dicono che la vaccinazione contro la SARS-CoV-2 fornisce alle persone con RMD un livello di protezione dal virus molto vicino alla media generale. Leggi qui.


 

 

17 FEBBRAIO 2022

 

-L'età avanzata è associata a esiti peggiori dell'infezione da SARS-CoV-2, in particolare se associata a una malattia oncologica.
Uno studio longitudinale condotto dal COVID-19 and Cancer Consortium quantifica l'associazione tra la gravità degli esiti di COVID-19 tra gli adulti ultrasessantenni con il cancro e un indice di fragilità specifico (il CCC19 geriatric risk index), con l'obiettivo di aiutare i medici a identificare i pazienti oncologici anziani più a rischio degli effetti gravi dell'infezione da SARS-CoV-2. Leggi qui.
 
-In uno studio di coorte pubblicato su NEJM, su quasi 150 mila pazienti israeliani che erano guariti da Covid-19, la somministrazione di almeno una dose del vaccino Pfizer è stato associato a un rischio significativamente inferiore di reinfezione rispetto ai pazienti non vaccinati. Leggi qui.

-Utilizzando campioni di sangue essiccato auto-raccolti, una grande indagine nazionale di sieroprevalenza in Canada ha trovato che l'incidenza cumulativa di SARS-CoV-2 negli adulti non vaccinati pur essendo aumentata dall'1,9% del maggio-settembre 2020 al 6,5% del dicembre 2020-marzo 2021, è comunque inferiore ai livelli necessari per ridurre la circolazione virale, rendendo centrale il ruolo della campagna vaccinale per proteggere la popolazione dalla trasmissione e dalla malattia grave. Leggi qui.


 

14 FEBBRAIO 2022

-Secondo l'ultima survey rapida dell'Istituto Superiore di Sanità sui casi COVID-19 positivi notificati il 26 gennaio scorso, la variante Omicron è ormai predominante in tutte le regioni con valori di prevalenza compresi tra 95% e 100%, mentre la variante Delta si attesta tra lo 0.5% e l'1%. Leggi qui.

-Uno studio condotto nel Regno Unito, pubblicato su The Lancet, ha valutato incidenza e prevalenza di COVID-19 nelle diverse aree del paese per diversi livelli di deprivazione e diversi gruppi etnici, durante il periodo che va dal 1° giugno 2020 al 19 settembre 2021. Sono emersi differenziali per etnia e reddito, variabili nel tempo nelle diverse ondate epidemiche. Leggi qui.


 

 

10 FEBBRAIO 2022

-La pandemia di COVID-19 ha colpito gli adolescenti direttamente - nei casi di infezione - o indirettamente – con le chiusure e le restrizioni che hanno influenzato la loro la vita.
In un articolo su The Lancet Child & Adolescent Health, Kikkenborg Berg e colleghi hanno studiato la salute, compresi i sintomi del long COVID, in un gruppo di adolescenti danesi (età 15-18) che sono risultati positivi alla SARS-CoV-2, rispetto a un gruppo di controllo.
Il gruppo dei partecipanti positivi alla SARS-CoV-2 ha avuto una maggiore probabilità di sintomi di long-COVID, come dispnea e tosse, e maggiori assenze scolastiche per malattia, mentre nel gruppo di controllo emerge un maggior rischio di problemi psicologici e sociali e una peggiore qualità della vita. Leggi qui.

-Un articolo su NEJM riporta i risultati finali del trial clinico di fase 3 sul vaccino Johnson & Johnson (Ad26.COV2.S Covid-19) su oltre 9mila adulti con almeno 6 mesi di follow-up (fino al 9 luglio 2021). L'efficacia del vaccino nel proteggere dal COVID-19 grave e critico era pari al 74.6% e non mostrava una riduzione a 5-6 mesi di distanza dalla somministrazione, mantenendosi elevata anche contro le varianti del virus. Non sono emerse criticità relative alla sicurezza del vaccino. Leggi qui.


 

7 FEBBRAIO 2022

-In uno studio cross-sectional pubblicato su JAMA, effettuato su circa mille adulti statunitensi non vaccinati testati tra settembre e novembre 2021, gli anticorpi selettivi contro la proteina Spike virale sono stati rilevati nel 99% degli individui con pregressa infezione, nel 55% di coloro che credevano di avere contratto l'infezione ma non si erano sottoposti a test diagnostico, e nell'11% di coloro che ritenevano di non avere mai contratto l'infezione. L'immunità naturale dopo infezione è risultata persistere fino a 20 mesi dall'infezione. Leggi qui.

-Un articolo ISTAT indaga la mortalità causa-specifica in Italia durnate la prima ondata della pandemia, nello specifico nei mesi di  marzo e aprile 2020, riportando la variazione dei tassi di mortalità rispetto a quelli del 2015-2019 per sesso, età e area geografica. Sono emersi dati di mortalità per specifiche patologie croniche che andranno confermati da analisi future estese a tutto il periodo pandemico per valutare l'impatto a lungo termine della pandemia COVID-19 sulle cause di morte. Leggi qui.


 

3 FEBBRAIO 2022

-L'OMS ha stimato che 736 milioni di donne (quasi una su tre) abbiano subito almeno una volta nella loro vita una violenza dal proprio partner o da altra persona. Un editoriale su The Lancet ci ricorda quindi come violenza contro le donne sia un problema di salute pubblica globale, purtroppo intensificato dalle misure di restrizioni per COVID-19, con donne spesso costrette a restare a casa con partner violenti, come documentato da un recente rapporto di UN Women. Ricerca, istituzioni ma tutti noi in generale abbiamo un ruolo per fermare questa "altra" pandemia. Leggi qui.


 

31 GENNAIO 2022

-Nel nuovo rapporto sulla prevalenza delle varianti di SARS-CoV-2, l'ISS mostra che la prevalenza di casi di infezione da variante Omicron in Italia (fonte Sorveglianza Integrata) è aumentata molto rapidamente nel periodo 27 novembre 2021 - 10 gennaio 2022 fino ad un valore di 71%. Questo andamento è coerente con quanto osservato nell’indagine di prevalenza realizzata nella giornata del 3 gennaio 2022. Leggi qui.

-ECDC pubblica il terzo aggiornamento delle raccomandazioni sulla fine del periodo di isolamento nei casi COVID-19, che includono le nuove evidenze sulla rimozione del virus (o virus shedding) relative alla variante Omicron, tenendo conto della possibile maggiore efficienza nel ridurre la carica virale nei vaccinati rispetto ai non vaccinati. Leggi qui


27GENNAIO 2022

-Eurosurveillance descrive un tool di valutazione del rischio per SARS-CoV-2 in uso dai Dipartimenti di Prevenzione in Irlanda a supporto di un uso appropriato dei test antigenici rapidi (self-test vs sotto supervisione, singolo vs due volte a settimana), sulla base del rischio associato alla situazione epidemica, al tipo di attività o evento a cui il soggetto aveva partecipato. Leggi qui.


 

 20 GENNAIO 2022

-JAMA ha pubblicato una revisione sistematica e meta-analisi di 12 articoli che includevano rapporti di eventi avversi (EA) al placebo in 45380 persone partecipanti nei trial clinici sui vaccini. Gli EA nei gruppi del placebo hanno rappresentato il 76% degli EA sistemici dopo la prima dose del vaccino COVID-19 e il 52% dopo la seconda dose. Queste sono definite risposte nocebo, ovvero reazioni avverse che derivano dall'aspettativa del soggetto sui possibili effetti avversi. Un numero sostanziale, di cui si dovrebbe tener conto nei programmi di vaccinazione pubblica. Leggi qui.

 


 

17 GENNAIO 2022

-ISS ha pubblicato i risultati di uno studio condotto il 3 gennaio scorso su oltre 2mila tamponi effettuati su casi SARS-CoV-2, dove la variante Omicron mostra una prevalenza nazionale dell’81%, molto superiore a quella della survey precedente condotta il 20 dicembre (pari a 21%), mentre la prevalenza di variante Delta diminuisce al 19%. Leggi qui.

 -Adattando un modello matematico alla terza ondata dell’epidemia di COVID-19 a Hong Kong, alcuni ricercatori hanno valutato l’impatto delle diverse misure di distanziamento sociale che erano state introdotte nella città. In particolare, lo studio mostra che il maggiore impatto delle misure di contenimento si è avuto quando le restrizioni erano appaiate ad una riduzione dei tempi di risposta ai test e contact tracing ottenuta attraverso campagne di test mirati su gruppi a rischio come personale delle RSA, e delle strutture per disabili e anziani, autisti di mezzi pubblici e molte categorie di lavoratori (es. ristoratori, commerciali). Leggi qui.


 

13 GENNAIO 2022

-Il tasso di tubercolosi (TBC) a Londra non si è ridotto durante la pandemia di COVID-19.
Un nuovo Spotlight su The Lancet Respiratory Medicine prova a scavare a fondo la questione, individuando tra le possibili cause una maggiore mescolanza nelle case private durante le restrizioni, ambienti quindi a più alto rischio di trasmissione della tubercolosi rispetto ai luoghi pubblici e ai luoghi di lavoro; la coinfezione con COVID-19, che potrebbe aumentare la suscettibilità alla TBC o portare alla riattivazione di una infezione latente. Alcune di queste teorie potrebbero essere studiate collegando i dati a livello di paziente sulla tubercolosi o sui test di screening per la tubercolosi latente con il test COVID-19 o i dati ospedalieri. Leggi qui.

 

-Uno studio condotto a Hong Kong valuta la risposta immunitaria al vaccino Pfizer BioNTech e al vaccino a virus inattivato CoronaVac in un gruppo di donatori di sangue a 6 mesi dalla vaccinazione, evidenziando un decadimento esponenziale della risposta anticorpale alla proteina Spike del virus al vaccino Coronavac ma non al vaccino Pfizer. La risposta a CoronaVac, vaccino utilizzato in molti paesi a basso reddito, si riduce al di sotto della soglia di positività entro 4 mesi dalla vaccinazione. Leggi qui.


 

10 GENNAIO 2022

-Secondo uno studio pubblicato su Eurosurveillance dai ricercatori della London School of Hygiene and Tropical Medicine, tra i paesi europei in cui è atteso il maggiore impatto del COVID-19 su ospedalizzazioni e decessi - tenendo conto della quota di popolazione rimasta suscettibile poiché non vaccinata o senza precedente infezione per classe di età - ci sono Romania, Slovenia, Grecia, Germania, Slovacchia e Olanda. Leggi qui.

-Uno studio pubblicato su JAMA ha esaminato l'incidenza dei risultati falsi positivi in un ampio campione di test antigenici rapidi utilizzati per lo screening dei lavoratori asintomatici tra gennaio e ottobre 2021 in Canada. Dal confronto con la RT-PCR, il tasso complessivo di risultati falsi positivi tra il totale dei test antigenici rapidi per la SARS-CoV-2 è stato molto basso, in linea con altri studi più piccoli. Tuttavia questi risultati potrebbero non essere applicabili ad altri paesi con una diversa situazione epidemiologica associata al COVID-19. Leggi qui.


 

 

3 GENNAIO 2022

-In una lettera al New England Journal of Medicine, ricercatori sud-africani, con un disegno caso-controllo a test negativo mostrano che le due dosi di vaccino Pfizer-BioNTech (BNT162b2) si mantengono efficaci nel ridurre il rischio di ricovero ospedaliero durante un periodo di elevata circolazione della variante omicron (15 novembre-7 dicembre) rispetto al riferimento (ottobre 2021) in cui era dominante la variante delta, sebbene l’effectiveness sia minore, suggerendo l’importanza della dose booster di vaccino. Leggi qui.

 -Una research letter di JAMA riporta i risultati di una survey ripetuta in tre periodi tra giugno 2020 e aprile 2021 su oltre 23 mila ultra 65enni beneficiari di Medicare negli Stati Uniti evidenziando che l’11.5% dei rispondenti aveva rinunciato alle cure a causa della pandemia, in modo uniforme tra i vari tipi di servizi di assistenza, soprattutto tra coloro che avevano riportato disturbi psichici come ansia, depressione, sensazione di solitudine. Leggi qui.


 

 

20 DICEMBRE 2021

-Una revisione sistematica della letteratura pubblicata su JAMA Network Open ha identificato una prevalenza di infezioni asintomatiche pari al 40.50% nelle persone sottoposte a test diagnostico e con diagnosi confermata di COVID-19, maggiore in alcune categorie come gli operatori sanitari e gli ospiti delle RSA e nei soggetti di età minore di 20 anni e di 20-39 anni.
Gli autori sottolineano l’importanza di misure di contenimento dell’infezione come isolamento e contact tracing per ridurre il rischio di trasmissione da casi asintomatici. Leggi qui.

 -ISS ha pubblicato i risultati di una nuova indagine nazionale di sequenziamento genomico su oltre duemila casi di infezione notificati il 1° dicembre scorso, ottenendo stime di prevalenza del 99.53% per la variante Delta, e identificando quattro casi di variante Omicron. Gli autori sottolineano in questa fase l’importanza dei test, del contact tracing e di un continuo monitoraggio delle varianti virali. Leggi qui.


 

 

16 DICEMBRE 2021

-La variante beta della SARS-CoV-2 ha mutazioni che possono renderla capace di evasione immunitaria, ma non è ancora chiarita la sua capacità di stimolare una risposta anticorpale rispetto alla variante alfa o al virus wild-type.
In questo articolo pubblicato su The New England Journal of Medicine, i ricercatori del Qatar hanno evidenziato un'efficacia superiore al 90% dell'infezione naturale in un periodo di elevata circolazione della variante beta, nel proteggere dal rischio di reinfezione sia nei confronti della variante beta che della variante alfa. Leggi qui.

-Nel 2020, in concomitanza con la pandemia di Covid-19, l'incidenza complessiva dei disturbi alimentari è aumentata del 15,3% rispetto agli anni precedenti, con una prevalenza d'incremento nelle donne e in particolare nelle adolescenti per anoressia nervosa.
Anche prima della pandemia le meta-analisi indicavano la necessità di rivedere e migliorare i programmi di trattamento, ma ora - secondo gli autori di un comment su Lancet Psychiatry – è necessaria una call to action globale per rimuovere lo stigma verso questi disturbi e dare impulso alla ricerca e al finanziamento di nuovi innovativi approcci clinici. Leggi qui. 

-Uno studio caso-controllo a test negativo, condotto su 8000 casi e relativi controlli in California tra aprile e maggio 2021, ha valutato nel real-world l’effectiveness del vaccino anti-COVID-19 mRNA-1273 (Moderna) nei confronti della variante indiana (delta) e della altre varianti. Le due dosi di vaccino sono risultate in grado di prevenire il 94.1% delle infezioni da variante delta a 14-60 giorni rispetto ai non vaccinati. La protezione è risultata diminuire moderatamente nel tempo ed essere minore nella fascia di età 65+ anni. Leggi qui.


 

 

13 DICEMBRE 2021

-L’allarme creato dalla identificazione della variante omicron in Sud Africa il 24 novembre scorso ha portato alcuni paesi, come Stati Uniti e Gran Bretagna, a bloccare le frontiere con il paese africano con l’obiettivo di contenere la diffusione della nuova variante. Tuttavia queste chiusure non solo non sembrano efficaci, ma possono avere la controindicazione di disincentivare le nazioni nell’allerta delle nuove varianti a causa degli effetti negativi sull’economia. Leggi qui.

 


 

 9 DICEMBRE 2021

-Una review su The Lancet Respiratory Medicine evidenzia come, contrariamente alle prime ipotesi che consideravano la malattia polmonare grave da COVID-19 come un'entità patofisiologica e immunopatologica unica, i risultati post-mortem abbiano stabilito invece un alto grado di eterogeneità della malattia, che deve essere riconosciuto nella gestione dei pazienti e nello sviluppo di nuove strategie di trattamento. Leggi qui.

-New England Journal of Medicine ha pubblicato uno studio di coorte, condotto in Israele, per valutare il beneficio aggiuntivo della dose booster del vaccino Pfizer-BioNTech BNT162b2 in termini di riduzione del rischio di mortalità su oltre 800 mila operatori sanitari che avevano ricevuto da almeno 5 mesi le due dosi del vaccino. Rispetto ai soggetti che non avevano ricevuto la dose booster, i soggetti in trattameto presentavano un rischio di decesso del 90% più basso (follow-up di 54 giorni tra agosto e settembre 2021). Leggi qui.


 

 

6 DICEMBRE 2021

-La variante Omicron SARS-CoV-2: un nuovo capitolo della pandemia COVID-19.
In un commento su The Lancet , i professori Abdool Karim forniscono indicazioni preliminari sulla trasmissibilità, la gravità e la fuga immunitaria da ciò che è noto sulle mutazioni di omicron. Leggi qui.

 

2 DICEMBRE 2021

-Uno studio caso-controllo condotto in Israele valuta il rischio di infezione da SARS-CoV-2 in oltre 270 mila operatori sanitari, che avevano ricevuto tre dosi di vaccino a mRNA Pfizer-BioNTech rispetto ai circa 230 mila operatori con solo 2 dosi di vaccino tra agosto e ottobre 2021. La terza dose è risultata in grado di prevenire l’86% delle infezioni tra 28 e 65 giorni dalla somministrazione. Leggi qui.

-I ricercatori di Imperial college  propongono una modellistica per stimare il numero di riproduzione dell’epidemia (Rt) in tempo reale, tenendo anche conto di diversi scenari collegati alle nuove varianti. Il nuovo metodo, validato su dati reali di Gran Bretagna e Francia, è open-source e può essere utilizzato nella quantificazione degli impatti delle nuove varianti in modo tempestivo. Leggi qui.

 -Un articolo pubblicato su BMJ ha stimato l’impatto della pandemia in termini di speranza di vita e mortalità prematura in 37 paesi (Italia inclusa). Rispetto al periodo 2005-2019, quasi tutti i paesi hanno registrato una riduzione della speranza di vita alla nascita, con un andamento per genere ed età diverso nei vari paesi. In alcuni paesi, come gli Stati Uniti, la perdita di speranza di vita è dovuta soprattutto alla classe di età minore di 65 anni in particolare negli uomini, in altri come la Spagna è invece attribuibile ai decessi nella classe di età 65+ in entrambi i generi. Leggi qui.


 

 

29 NOVEMBRE 2021

-Eurosurveillance pubblica i dati dell’ISS sull’impatto della vaccinazione in Italia sulla popolazione di età 12+ anni tra gennaio e settembre 2021, con oltre 500 mila nuove infezioni, 79 mila ricoveri ospedalieri entro 30 giorni dalla diagnosi di COVID-19, e 22 mila decessi evitati grazie alla vaccinazione, con il maggiore impatto nelle aree del nord e del centro che hanno raggiunto una maggiore copertura vaccinale. Leggi qui.

-I dati italiani sull’impatto della vaccinazione sono stati integrati con quelli di altri 32 paesi europei, per stimare il numero di decessi evitati grazie al vaccino nella popolazione di età 60+. Sul complesso di tutti i paesi, risulta che tra dicembre 2020 e novembre 2021 sono stati evitati grazie alla vaccinazione oltre 450mila decessi, la maggior parte dei quali nella fascia di età 80+. Leggi qui.

-Uno studio caso-controllo a test negativo condotto in India tra aprile e maggio 2021 ha valutato, su circa 2mila casi e controlli, l’efficacia nella pratica clinica (effectiveness) di due dosi del vaccino anti-COVID ChAdOx1 nCoV-19 (Vaxzevria) negli adulti. Sebbene sia basato su una piccola quota di casi vaccinati (85 casi 1 168 controlli), lo studio mostra che le due dosi di vaccino risultano in grado di prevenire il 63% delle infezioni rispetto ai non vaccinati. Leggi qui.

-Lancet pubblica un RCT su un intervento di riduzione del rischio di contagio (misure di igiene, mascherine obbligatorie, test anti-COVID, ventilazione) in giovani di 18-45 anni, condotto durante un evento di massa organizzato a Parigi il 29 maggio 2021, evidenziando a sette giorni da questa data un rischio di infezione per gli oltre 4mila partecipanti simile a quello del gruppo di controllo. Leggi qui.


 

 

25 NOVEMBRE 2021

-Il 29 novembre, l'editor in chief del Lancet, Richard Horton, terrà la conferenza Royal Society of Medicine's Soulsby, seguita da un Q&A. “Le origini di COVID-19: La sfida più urgente di One Health”. Potete registrarvi qui: hubs.li/H0_L4tF0

-Rita Rubin, su JAMA, commenta un recente articolo pubblicato su World Psychiatry nel quale sugli americani vaccinati tra dicembre 2020 ed agosto 2021, si osserva un maggior rischio di infezione tra gli individui completamente vaccinati contro COVID-19 affetti da disturbi da uso di sostanze.
Leggi il comment su JAMA.

 Leggi l'articolo su World Psychiatry.

 

-Annals of Internal Medicine pubblica uno studio di coorte americano su oltre 7 mila pazienti COVID-19 trattati presso il proprio domicilio (età media 43 anni) per valutare l’effectiveness di un sistema di messaggistica automatico e di telemonitoraggio sviluppato dall’Università della Pennsylvania. Tra i pazienti inclusi nell’intervento, si osserva un minor rischio per tutti gli esiti considerati rispetto al gruppo di controllo a 30 e 60 giorni di follow-up. Leggi qui.

 

 

 

 

 

 22 NOVEMBRE 2021

-Una research letter di JAMA rivela un altro aspetto della iniquità nella distribuzione dei vaccini anti-COVID-19 ai paesi poveri, quello relativo al fatto che neanche la partecipazione ai trial clinici sui vaccini sia una garanzia di accesso agli stessi da parte della popolazione di questi paesi. Ramachandran et al. con un approccio cross-sectional e dati su 37 paesi, a settembre 2021 osservano che tra quelli inclusi nei trial clinici, i paesi a reddito medio-basso hanno tassi di copertura vaccinale molto più bassi (tra 14.9% e 31%) rispetto ai paesi ad alto reddito (copertura 51.7% della popolazione 15+ anni)  ), nonostante gli sforzi internazionali in programmi come COVAX. Qui l'articolo.
Qui il commentary.


 

 

18 NOVEMBRE 2021

-Nel 2020, anno della pandemia, i paesi dell’Unione Europea hanno registrato un decremento mai riscontrato prima nel consumo di antibiotici (dati ESAC-net), pari a −3.35 dosi giornaliere (DDD) al giorno ogni 1000 abitanti. Il decremento ha interessato soprattutto le penicilline ed i beta-lattamici in diversi paesi tra cui l’Italia. Gli autori raccomandano un continuo monitoraggio di questo trend, anche per comprendere le implicazioni in termini di antibiotico-resistenza. Leggi qui.

 

 


 

15 NOVEMBRE 2021

 

-Eurosurveillance ha pubblicato i risultati della sorveglianza sull’enterovirus D68 - un virus respiratorio che colpisce soprattutto i bambini minori di 5 anni - attivata in 18 paesi europei in risposta ad un’allerta lanciata dal network europeo Non-Polio Enterovirus. Si osserva un picco delle infezioni a settembre-ottobre 2021, per la prima volta dall’inizio della pandemia, probabilmente riconducibile al rilassamento delle restrizioni anti-COVID-19 che ha trovato gruppi di bambini suscettibili, poiché non precedentemente esposti all’enterovirus, creando il presupposto per il verificarsi di focolai di questo e altri virus respiratori e intestinali in questa fascia di età. Leggi qui.

-Long-COVID è stata descritta come la prossima grande sfida sanitaria globale, poiché il fatto che sia in parte sottostimata potrebbe generare nuove vulnerabilità e amplificare le disuguaglianze esistenti. In un Commento del Lancet, Ward et al sottolineano la necessità di collaborazioni su larga scala, multicentriche per la sorveglianza e ricerca su questa condizione, che includa anche i paesi a basso reddito. Leggi qui.

 


 11 NOVEMBRE 2021

 

-L'eliminazione della SARS-CoV-2 tramite la vaccinazione è ancora prioritaria, o l'equilibrio si è va spostato verso altre strategie, in particolare la mitigazione?
Un punto di vista in The Lancet Global Health delinea le opinioni di studiosi di tutto il mondo. Leggi qui.

-Come un'epidemia è diventata una pandemia: un'analisi cronologica dei primi mesi del COVID-19 da parte dell'Independent Panel for Pandemic Preparedness and Response dell'OMS. Gli autori offrono un'analisi della risposta dei vari paesi e i regolamenti internazionali per una solida preparedness e risposta futura a eventuali future pandemie. Leggi qui.
 
-Uno studio randomizzato di fase 2-3, pubblicato su NEJM, evidenzia come due dosi da 10 μg del vaccino BNT162b2 (Pfizer-BioNTech) somministrate a distanza di 21 giorni siano risultate sicure, immunogeniche ed efficaci al 90,7% contro il Covid-19 su oltre 2mila bambini americani di età 5-11 anni tra gruppo in trattamento e di controllo, con un tempo mediano di follow-up di 2 mesi dopo la seconda dose.
Il vaccino è risultato anche efficace nel prevenire l’infezione grave e non sono emerse criticità relative alla sua sicurezza. Leggi qui.
 
-Lo studio randomizzato multicentrico COVID STEROID 2 in 26 ospedali in Europa e India rivela che, su circa 1000 pazienti con Covid-19 e ipossiemia grave, un raddoppiamento della dose quotidiana di desametasone non comporta un vantaggio in termini di giorni vissuti senza necessità di terapia intensiva rispetto al gruppo trattato con 6 mg del farmaco (dose raccomandata da OMS). Sono tuttavia necessari ulteriori studi. Leggi qui.
 
 

 

4 NOVEMBRE 2021

-Il JAMA pubblica un ulteriore tassello nelle evidenze sulla effectiveness nel real world dei vaccini anti-COVID-19.
Tra gli oltre 600 mila partecipanti residenti a Buenos Aires in Argentina di 60+ anni di età, l'aver ricevuto due dosi di uno dei tre vaccini autorizzati nel paese (AstraZeneca, Sputnik V, e Sinopharm) è risultato associato a una elevata protezione rispetto all'infezione e complicanze da Covid-19 che sulla mortalità totale e per COVID-19. Leggi qui.

-Uno studio americano pubblicato sul Lancet ha valutato l’associazione tra il numero di riproduzione effettivo dell’epidemia di SARS-CoV-2 e i movimenti delle persone tracciati dai dati di telefonia mobile. L’associazione tra la crescita dell’epidemia e gli spostamenti delle persone è risultata molto forte nelle aree maggiormente urbanizzate e nelle prime settimane di pandemia, quando non erano ancora attive misure di protezione, suggerendo l’importanza di includere dati sulla mobilità della popolazione nei modelli epidemici. Leggi qui.

-Tra gli impatti indiretti della pandemia di COVID-19 sono stati segnalati ritardi nelle cure dei tumori. Questo studio multicentrico in 8 centri clinici di paesi europei (di cui tre in Italia) ha evidenziato una riduzione nel ricorso all’asportazione chirurgica della prostata durante la pandemia (marzo-dicembre 2020) rispetto agli stessi mesi del 2019, evidenziando viceversa un aumento del rischio di malattia extra-prostatica e di invasione linfonodale, indici di una tendenza a trattare malattie in uno stadio più avanzato. Leggi qui.


 

 

2 NOVEMBRE 2021

-Per valutare adeguatamente la qualità, sicurezza ed efficacia dei vaccini anti-COVID-19, Ivana Knezevic e colleghi in un articolo su The Lancet Microbe, lanciano un appello alla comunità scientifica affinché i test per gli anticorpi neutralizzanti siano calibrati su un reagente standard comune (lo standard anticorpale anti-SARS-CoV-2 del WHO) al fine di facilitare i confronti dei test effettuati in diversi paesi ad esempio nell’ambito di trial clinici multicentrici. Leggi qui.

-In una research letter su JAMA, vengono descritti i comportamenti protettivi delle persone con e senza vaccinazione anti-COVID-19 tra febbraio e giugno 2021 in survey ripetute (ICL-YouGov Global Survey) su oltre 80 mila adulti in 12 paesi inclusa l’Italia. In questi primi mesi di vaccinazione fino a giugno 2021, lo studio non evidenza differenze rilevanti tra i comportamenti dei vaccinati rispetto ai non vaccinati ad eccezione di un minore ricorso al distanziamento fisico in coloro che avevano completato il ciclo vaccinale. Leggi qui.

 -Su Lancet i ricercatori dell’Imperial College suggeriscono, tramite l’applicazione di modelli matematici all’epidemia di COVID-19 e tenendo conto di diversi scenari di vaccinazione e variante Delta, che il completo rilassamento delle restrizioni anti-COVID-19 a giugno 2021 in Gran Bretagna può aver determinato un picco di ricoveri ospedalieri. Leggi qui.


 

 

28 OTTOBRE 2021

-Per valutare adeguatamente la qualità, sicurezza ed efficacia dei vaccini anti-COVID-19, Ivana Knezevic e colleghi in un articolo su The Lancet Microbe, lanciano un appello alla comunità scientifica affinché i test per gli anticorpi neutralizzanti siano calibrati su un reagente standard comune (lo standard anticorpale anti-SARS-CoV-2 del WHO) al fine di facilitare i confronti dei test effettuati in diversi paesi ad esempio nell’ambito di trial clinici multicentrici. Leggi qui.

-In una research letter su JAMA, vengono descritti i comportamenti protettivi delle persone con e senza vaccinazione anti-COVID-19 tra febbraio e giugno 2021 in survey ripetute (ICL-YouGov Global Survey) su oltre 80 mila adulti in 12 paesi inclusa l’Italia. In questi primi mesi di vaccinazione fino a giugno 2021, lo studio non evidenza differenze rilevanti tra i comportamenti dei vaccinati rispetto ai non vaccinati ad eccezione di un minore ricorso al distanziamento fisico in coloro che avevano completato il ciclo vaccinale. Leggi qui.

 -Su Lancet i ricercatori dell’Imperial College suggeriscono, tramite l’applicazione di modelli matematici all’epidemia di COVID-19 e tenendo conto di diversi scenari di vaccinazione e variante Delta, che il completo rilassamento delle restrizioni anti-COVID-19 a giugno 2021 in Gran Bretagna può aver determinato un picco di ricoveri ospedalieri. Leggi qui.


 

25 OTTOBRE 2021

-In una sintesi della letteratura pubblicata su The Lancet Rheumatology, i pazienti con malattie infiammatorie autoimmuni non sembrano avere un maggior rischio di infezione o di malattia grave a seguito di infezione da SARS-CoV-2. Alcuni trattamenti farmacologici tipici di questi pazienti sembrano migliorare la prognosi in caso di infezione, mentre per altre terapie come i glucorticoidi gli esiti associati all'infezione sembrano essere peggiori. I primi dati su questi pazienti relativi alla vaccinazione anti-COVID suggeriscono che la loro tollerabilità della vaccinazione è buona, anche se la risposta immunitaria può essere in qualche modo ridotta. Leggi qui.

 


 

 

21 OTTOBRE 2021

-MMWR pubblica uno studio caso-controllo a test negativo sulla efficacia nella pratica clinica (effectiveness) di due dosi del vaccino anti-COVID Pfizer-BioNTech negli adolescenti americani (12-18 anni). Sebbene sia basato su una piccola popolazione (464 adolescenti), lo studio conferma i dati dei trial clinici, evidenziando che la vaccinazione è risultata in grado di prevenire il 93% dei ricoveri ospedalieri rispetto ai non vaccinati. Leggi qui.

-Lo studio brasiliano DETECTCoV-19 , ha arruolato una coorte di 2496 persone che non avevano avuto il COVID-19 e seguite fino a novembre 2020 per valutare la sieroconversione agli anticorpi IgG contro il nucleocapside di SARS-CoV-2 e i fattori di rischio. L’incidenza di sieroconversione era del 13·06% su un follow-up di 57 giorni e sono emersi come fattori di rischio comportamenti a rischio come non utilizzo della mascherina in caso di contatto con un positivo, non aderenza al distanziamento fisico, mentre il lavoro a distanza è risultato protettivo. Leggi qui.

-Annals of Internal Medicine pubblica uno studio condotto su 2397 operatori sanitari presso un ospedale della Lombardia vaccinati con il vaccino Pfizer-BioNTech a febbraio 2021. Gli operatori sanitari sono stati sottoposti a screening tramite RT-PCR se lavoravano in reparti ad alto o moderato rischio di infezione (ogni 2-4 settimane). Tra marzo e agosto 2021 sono stati identificati 33 casi di infezione asintomatici a fronte di soli 8 casi sintomatici, e i casi asintomatici mostravano una più rapida clearance virale, sottolineando l’importanza di uno screening il più frequente possibile degli operatori sanitari vaccinati. Leggi qui. 

-ISS pubblica un aggiornamento sui decessi per COVID-19 con un’analisi delle caratteristiche dei deceduti sulla base delle cartelle cliniche di tre gruppi: non vaccinati, vaccinati con contagio precoce, persone che avevano completato il ciclo vaccinale) tra febbraio e ottobre 2021. I risultati confermano che la quasi totalità dei decessi si verificano tra le persone non vaccinate e suggeriscono che i decessi registrati tra coloro che avevano completato il ciclo vaccinale è legata ad un elevato livello di complessità clinica. Il rapporto suggerisce che le persone molto fragili e con ridotta risposta immunitaria possono maggiormente beneficiare di una ampia copertura vaccinale dell’intera popolazione. Leggi qui.

 


 

18 OTTOBRE 2021

-L’Health Financing Collaborator Network del Global Burden of Disease pubblica sul Lancet una analisi della spesa totale sanitaria per 204 paesi, tenendo conto del contributo degli aiuti allo sviluppo. Durante il 2020, a livello globale sono stati spesi 54.8 miliardi di dollari americani in sanità dagli aiuti allo sviluppo, di cui solo il 7.7% è andato all’America Latina, nonostante questa regione abbia registrato il 34.3% dei decessi correlati al COVID-19 tra i paesi a reddito medio e basso. Si prevede che la spesa sanitaria globale continui ad aumentare arrivando a 1519 dollari americani procapite nel 2050. Leggi qui.

-Uno studio norvegese ha valutato l’incidenza di COVID-19 e di ricoveri ospedalieri nella coorte nazionale di popolazione residente in età lavorativa tra 20 e 70 anni tra febbraio e dicembre 2020 in base al tipo di occupazione. Tra la prima (febbraio-luglio 2020) e la seconda (luglio-ottobre 2020) ondata le occupazioni a maggior rischio sono diverse, con il personale sanitario e gli autisti di autobus, tram o tax a maggior rischio nella prima ondata e addetti ai bar, alla ristorazione, altri addetti ai trasporti, steward di viaggio a maggior rischio nella seconda ondata. Leggi qui.

-Il Lancet pubblica uno studio di coorte inglese su oltre 1000 adulti ricoverati per COVID-19 tra marzo e novembre 2020, con follow-up a due e sette mesi dalla dimissione, per valutare lo stato fisico, cognitivo e psichico. Solo il 29% dei pazienti era guarito al follow-up e la mancata guarigione è risultata associata al sesso femminile, età compresa tra 40-59 anni, presenza di 2 o più comorbidità e una malattia più grave. La gravità clinica della salute fisica e mentale sono risultate strettamente correlate. Leggi qui.

 


 

7 OTTOBRE 2021

Questa edizione del rapporto annuale Financing Global Health di Institute for Health Metrics and Evaluation, l'istituto che produce le stime del Global Burden of Disease, fornisce stime aggiornate sulla spesa sanitaria, sull'assistenza allo sviluppo per la salute e sulle proiezioni della spesa sanitaria futura.
Il rapporto di quest'anno evidenzia i cambiamenti nella spesa sanitaria durante una pandemia globale e include sezioni dedicate al COVID-19. Leggi qui.

-ISS ha pubblicato un nuovo rapporto sull’impatto della vaccinazione in Italia al 29 agosto 2021 su oltre 29 milioni di persone vaccinate con uno dei due vaccini a m-RNA. Nella popolazione generale vaccinata, rispetto ai non vaccinati (0-14 giorni dalla prima dose), si osserva una effectiveness elevata sul rischio di infezione, ricovero e terapia intensiva. dopo circa 7 mersi dalla seconda dose. Si osserva una riduzione dell’effetto protettivo in persone immunocompromesse e con comorbidità e una diminuzione nella popolazione generale nel periodo luglio-agosto 2021, caratterizzato da una predominanza della variante Delta rispetto a gennaio-giugno 2021. Leggi qui.

-Il Lancet ha pubblicato uno studio inglese su una coorte di 29 milioni di adulti sul rischio di decessi COVID-19 in base allo stato di disabilità, tra gennaio 2020 e febbraio 2021 (prime due ondate epidemiche). La condizione di disabilità è risultata associata ad un eccesso di mortalità per COVID-19 in entrambe le ondate epidemiche, soprattutto nelle donne e nella fascia di età più giovane (30-69 anni) rispetto agli anziani (70+ anni). Leggi qui.


 

4 OTTOBRE 2021

-ISS ha pubblicato un aggiornamento dell’indagine di sequenziamento genomico sui casi confermati di infezione da SARS-CoV-2. La variante Delta è individuata nell’89.6% dei casi, e la predominanza di questa variante si osserva in tutte le classi di età. Leggi qui.

-Eurosurveillance ha pubblicato i risultati di uno studio su un focolaio ospedaliero di variante Delta di SARS-CoV-2 in pazienti e operatori sanitari la maggior parte dei quali erano vaccinati (tempo mediano dalla seconda dose = 177 giorni (range 111–194), suggerendo un declino dell’immunità nel tempo e sottolineando l’importanza di una terza dose di vaccino in persone a rischio di effetti più gravi a seguito di infezione, insieme ad un adeguato utilizzo dei dispositivi di protezione individuali. Leggi qui.

-Un’analisi filogenetica di confronto dei geni S, M e ORF1v dei coronavirus umani (incluso SARS-CoV-2), ha stimato le variazioni temporali del livello di anticorpi IgG specifici per i tre geni e della probabilità di re-infezione a partire dal momento di picco anticorpale. L’analisi evidenzia per tutti i coronavirus tempi di dimezzamento dei livelli anticorpali simili e, per SARS-CoV-2, tempi compresi tra 148 e 185 giorni e più basse probabilità di rimanere liberi da re-infezione rispetto agli altri coronavirus umani. Leggi qui.


30 SETTEMBRE 2021

-Uno studio di coorte basato sui dati di 59 organizzazioni sanitarie, soprattutto americane (fonte TriNetX Analytics) ha evidenziato che, su oltre 270 mila pazienti con COVID-19, la probabilità di sviluppare la sindrome cronica da COVID-19 o long-COVID a sei mesi dalla diagnosi è pari al 57% ed è lievemente maggiore nelle donne e nei giovani adulti. I sintomi più frequenti sono ansia/depressione, difficoltà di respiro, dolore al petto, affaticamento. Leggi qui.

-L’OMS pubblica GO VIRAL!, un videogioco per insegnare a riconoscere le fake news sviluppato in collaborazione con Università di Cambridge e UK Cabinet Office per contribuire a ridurre la diffusione di misinformazione sul COVID-19 tramite internet. Leggi qui.

 -New England Journal of Medicine pubblica, in una lettera, un case-report sugli operatori sanitari dell’Università della California di San Diego che tra marzo e luglio 2021 ha riportato un crescente numero di casi di COVID-19 anche tra i vaccinati, parallelamente ad una diminuzione stimata della effectiveness della vaccinazione, in particolare nel mese di luglio in concomitanza con la diffusione della variante Delta e il rilassamento delle restrizioni sull’uso della mascherina. Leggi qui.


 

 

27 SETTEMBRE 2021

-Eurosurveillance ha pubblicato i dati di uno studio portoghese di coorte basato sul record-linkage tra anagrafe vaccinale e sistemi informativi sanitari che valuta gli esiti legati al COVID-19 (incidenza, ricoveri ospedalieri, decessi) in oltre 750 mila vaccinati e 125 mila non vaccinati tra marzo e agosto 2021. L’effectiveness del vaccino sul rischio di decesso nel caso di completamento del ciclo vaccinale è del 96% nella classe di età 65-79 anni, e dell’81% nella classe 80+ anni. Leggi qui.

-Sempre sul tema dell’effectiveness della campagna vaccinale anti-COVID-19, il Lancet pubblica uno studio israeliano che stima che circa 1160 mila infezioni, 19 mila ricoveri  e 4 mila decessi sono stati evitati grazie alla vaccinazione nella popolazione di età 16+, a 21 giorni dopo la seconda dose del vaccino BNT162b2 Pfizer-BioNTech tra dicembre 2020 e aprile 2021. Leggi qui.

-ISS aggiorna le precedenti indicazioni ad interim, sulla base delle nuove evidenze scientifiche su immunogenicità e sicurezza dei vaccini in gravidanza e considerando la maggiore morbosità della variante Delta. Secondo le nuove indicazioni, le donne nel secondo e terzo trimestre di gravidanza che lo desiderino, possono vaccinarsi con vaccini anti-COVID-19 a mRNA. Anche le donne che allattano possono vaccinarsi senza necessità di interrompere l’allattamento. Vai all'aggiornamento delle linee guida.


 

 

23 SETTEMBRE 2021

-Un contributo pubblicato sul Lancet Regional Health Western Pacific riporta i risultati di un’analisi dei determinanti delle variazioni temporali dell’intenzione di vaccinarsi con i vaccini anti-COVID-19 nella popolazione neozelandese, a partire da due survey condotte a marzo e maggio 2021. Le survey mostrano circa un quarto degli intervistati insicuro riguardo la vaccinazione e un 8-10% scettico. Dal confronto con i gruppi che non hanno cambiato nel tempo la loro intenzione sul vaccino, si sono analizzati i due principali cambiamenti: una riduzione della cosiddetta vaccine hesitancy, maggiore nelle minoranze etniche, e un aumento dell’hesitancy che non è risultato associato a nessun fattore socio-demografico, a parte una debole associazione con le fasce di età più giovani. Leggi qui.

-Annals of Internal Medicine pubblica i risultati di un modello di microsimulazione per stimare gli anni di vita persi e i quality-adjusted-life-years persi a causa della pandemia di COVID-19, tra marzo 2020 e marzo 2021 negli Stati Uniti nella popolazione di età 25+ per età, sesso ed etnia, tenendo conto di fattori di rischio individuali come fumo, BMI, comorbidità. La pandemia è risultata associata a oltre 6 milioni di QALY persi e 9 milioni di anni di vita persi, con il maggiore impatto nei neri e ispanici, negli uomini e nella fascia di età 65+ anni. Leggi qui.


 

 

20 SETTEMBRE 2021

-BMJ ha pubblicato i risultati di uno studio di coorte su quasi 7 milioni di inglesi per la validazione di due nuovi algoritmi di stratificazione del rischio di COVID-19 grave in pazienti vaccinati e non vaccinati al fine di identificare le persone a maggior rischio su cui indirizzare interventi di prevenzione, tra cui il richiamo nelle persone vaccinate. L’algoritmo, basato su informazioni socio-demografiche e comorbidità del paziente, è risultato avere una buona performance. Leggi qui.

-Eurosurveillance ha pubblicato uno studio in tre regioni francesi su quasi 300 mila persone positive per SARS-CoV-2, testate con RT-PCR tra giugno e luglio 2021, per caratterizzare le variazioni temporali nel carico virale (valori Cq del test PCR), tenendo conto delle varianti di SARS-CoV-2, della vaccinazione e della presenza di sintomi. Valori di carica virale minori (Cq minori) sono risultati associati alla presenza di sintomi, alla infezione da variante Delta, mentre non si osservano differenze nella carica virale tra i vaccinati e i non vaccinati sintomatici. In presenza della variante Delta si osserva una maggiore durata dell’infezione con valori bassi di Cq. Leggi qui.

 

-Il Direttore Generale dell’OMS Dr. Tedros Adhanom Ghebreyesus e un gruppo di leader sanitari mondiali hanno lanciato l’allarme sulla necessità di garantire una distribuzione più equa dei vaccini anti-COVID-19, in particolare per il continente africano che ad oggi ha ricevuto solo il 2% delle dosi disponibili a livello globale. Leggi qui.

 


16 SETTEMBRE 2021

-Lancet ha pubblicato uno studio controllato con randomizzazione a cluster, condotto tra marzo e maggio 2021 in 201 scuole superiori inglesi, per valutare l’efficacia nel prevenire la trasmissione di SARS-CoV-2 di un approccio basato su identificazione dei contatti e per 7 giorni, continuando a frequentare la scuola, test giornaliero tramite test antigenici rapidi a flusso laterale, come misura alternativa all’auto-isolamento per 10 giorni.
L’approccio basato sui test giornalieri è risultato non inferiore a quello tradizionale dell’auto-isolamento nel prevenire le nuove infezioni sia negli studenti che nel personale scolastico. Leggi qui.
 
-Uno studio su Annals of Internal Medicine ha pubblicato i risultati di un modello di stima dell’immunità verso SARS-CoV-2 negli Stati Uniti, sulla base dei dati sui decessi e tenendo conto delle stime di effectiveness dei vaccini e del livello di protezione da reinfezioni in persone con pregressa infezione. L’immunità globale stimata al 15 luglio 2021 è risultata pari al 62%, un livello ancora insufficiente per contenere l’epidemia e permettere di rilassare le misure restrittive. Leggi qui.
 
-New England Journal of Medicine ha pubblicato uno studio di coorte condotto in Israele per valutare l’effectiveness di una terza dose di vaccino sul rischio di infezione e malattia grave entro 12 giorni di follow-up, su oltre un milione di ultra 60enni che avevano completato il ciclo vaccinale da almeno 5 mesi. I rischi per entrambi gli esiti valutati sono risultati inferiori nel gruppo in trattamento rispetto al gruppo di controllo, aumentando il livello di protezione nei confronti del virus anche in un periodo di circolazione della variante Delta. Leggi qui.

 

 

13 SETTEMBRE 2021

-I CDC americani hanno pubblicato i risultati di un'analisi ad interim sulla effectiveness dei vaccini anti-COVID-19 (Pfizer-BioNTech, Moderna e Janssen) sul rischio di ricovero ospedaliero e accesso al pronto soccorso tra giugno e agosto 2021 in nove stati americani, durante il periodo di maggiore circolazione della variante Delta. L’effectiveness combinata dei tre vaccini è risultata pari all’86% sulle ospedalizzazioni e all’82% sulle visite urgenti/accessi in pronto soccorso. I dati più dettagliati dello stesso studio, con i risultati di effectiveness anche per sottogruppi di etnia, età e comorbidità sono pubblicati sul New England Journal of Medicine.
Leggi l'articolo su CDC.
Leggi l'articolo su NEJM

-La PanEuropean Commission su Salute e Sviluppo Sostenibile ha pubblicato il suo rapporto finale di valutazione della crisi pandemica, identificando la stretta interconnessione tra salute e sviluppo sostenibile e 7 key objectives con raccomandazioni in termini di policy che tengono conto delle interconnessioni tra uomo ed ecosistemi, secondo l’approccio One Health, e delle implicazioni non solo economiche, ma anche tecnologiche, sociali e internazionali di ogni policy. Leggi qui.
 Del report è stato pubblicato dagli autori anche un editoriale sul Lancet.

-Uno studio di coorte retrospettivo pubblicato sul Lancet confronta gli esiti dei pazienti con COVID-19 durante la prima (marzo-agosto 2020) e la seconda (agosto 2020-gennaio 2021) ondata della pandemia nel Bronx, a New York, utilizzando i dati di una organizzazione sanitaria che garantisce assistenza alle minoranze etniche ed ai gruppi socialmente svantaggiati. Rispetto ai pazienti con COVID-19 della prima ondata, i pazienti della seconda ondata hanno un minor rischio di mortalità intra-ospedaliera, di ricovero, di ventilazione meccanica invasiva, insufficienza renale acuta, con le persone di colore e gli ispanici che mostrano un miglioramento più netto negli outcome clinici. Leggi qui.


 

 

9 SETTEMBRE 2021

-Il Lancet pubblica una revisione sistematica aggiornata a febbraio 2021 sulla “hesitancy” verso i vaccini anti-COVID-19. I 209 studi, la maggior parte cross-sectional, documentano che alla base della esitazione vaccinale vi sono barriere che vanno da paure relative alla sicurezza dei vaccini alla motivazione finanziaria delle aziende farmaceutiche e che alcuni sottogruppi di popolazione sono a maggior rischio di non accettazione dei vaccini. Leggi qui. 

-Uno studio (Joachim et al., su Lancet) controllato con randomizzazione a cluster, condotto tra novembre e dicembre 2020 in 14 scuole primarie e secondarie di 5 città tedesche, ha valutato la fattibilità della tecnica di pooling RT-qPCR dei campioni salivari e orofaringei raccolti entro cluster (classi) come metodo di screening dei casi positivi a SARS-CoV-2 nelle scuole. La tecnica è risultata efficiente, portando a identificare 36 casi asintomatici da 2218 campioni pooled di oltre 21 mila campioni individuali. Il campionamento salivare è risultato avere un elevato detection rate in questo contesto a bassa carica virale. Leggi qui.


 

 

6 SETTEMBRE 2021

-Il nuovo report ISS sul sequenziamento genomico conferma la predominanza della variante Delta (lignaggio B.1.617.2) di SARS-CoV-2, che interessa tutte le fasce di età, mentre si osserva per la prima volta un aumento di casi di infezione di un’altra variante indiana, la Kappa (lignaggio B.1.617.1) nei soggetti di età superiore a 80 anni. Gli autori sottolineano l’importanza di continuare la sorveglianza genomica per identificare tempestivamente l’insorgenza di mutazioni che evadono la risposta immunitaria al virus. Leggi qui.

-Epicentro ha pubblicato una paginaweb sulle traduzioni disponibili per la popolazione straniera del materiale informativo su COVID-19 a cura di OMS, UNHCR,  Istituzioni nazionali e regionali e ONG. Leggi qui.

 -Eurosurveillance ha pubblicato i risultati di uno studio “real-world”, condotto in Norvegia, sull'efficacia della vaccinazione nei confronti della variante Delta, ed effettuato su oltre 4 milioni di persone, il 46% vaccinati e il 32,4% che non avevano ancora completato il ciclo vaccinale tra il 15 aprile e il 15 agosto 2021. L’effectiveness verso la variante Delta associata ad una vaccinazione incompleta e completa è risultata rispettivamente pari al 22.4% e al 64.6%, valori più bassi rispetto all’effectiveness verso la variante Alfa. Leggi qui.

-I ricercatori cileni insieme all’Università di Harvard e all’UC di Londra hanno pubblicato una stima dell’impatto del COVID-19 su incidenza e sopravvivenza per cinque tumori (mammella, cervice uterina, colon-retto, prostata, stomaco) con proiezioni al 2030. Lo studio stima un rapido decremento nelle diagnosi di nuovi casi a causa della pandemia nel 2020 e un successivo rapido incremento tra il 2021 e il 2022. Questo ritardo nella diagnosi si tradurrà in un incremento dei decessi per tumore nel 2022-2024 rispetto ad uno scenario senza pandemia. Leggi qui.

-Uno studio di coorte nazionale condotto tra febbraio e maggio 2021 in Cile su circa 10 milioni di adulti 16+ anni valuta l’effectiveness del vaccino cinese inattivato Coronavac, attualmente in revisione da parte di EMA ma non ancora autorizzato in Europa, con una stima di effectiveness associata al completamento del ciclo vaccinale del 65.9% sul rischio di infezione, dell’87.5% sul rischio di ricovero ospedaliero e dell’ 86.3% sul rischio di decesso, risultati consistenti con quelli degli studi randomizzati di fase 2. Leggi qui.


 

 

2 SETTEMBRE 2021

-ISS pubblica le indicazioni strategiche ad interim per la prevenzione e il controllo delle infezioni da SARS-CoV-2 in ambito scolastico (a.s. 2021-2022), che fa il punto sulle misure proposte per limitare il contagio secondo diversi scenari epidemiologici che si potrebbero presentare durante l’anno, e una sintesi delle evidenze scientifiche. È anche disponibile il Piano di monitoraggio della circolazione di SARS-CoV-2 destinato alla scuola primaria e secondaria di primo grado. Leggi qui.

-Uno studio pubblicato su MMWR analizza l’associazione tra COVID-19 e il rischio di miocardite in una coorte americana di 36 milioni di pazienti con almeno una visita ambulatoriale o ricovero ospedaliero tra marzo 2020 e gennaio 2021. Il COVID-19 risulta essere un fattore di rischio per la miocardite con differenze per sesso ed età, e i risultati sottolineano l'importanza di intensificare la vaccinazione nelle fasce di popolazione suscettibili a questa malattia. Leggi qui.

-Eurosurveillance ha pubblicato i risultati di uno studio austriaco su bambini e operatori scolastici di oltre 5 mila scuole elementari e medie, che valuta la “real-world” performance dei test nasali rapidi di autodiagnosi, introdotti da gennaio 2021 come screening nelle scuole austriache, confrontandoli con il test RT-qPCR. I vari scenari di valore predittivo positivo evidenziano una bassa sensibilità dei test antigenici, spiegata in parte dalla popolazione asintomatica testata, ma simile specificità. Leggi qui.


 

 

30 AGOSTO 2021

-NEJM ha pubblicato uno studio “real world” sulla sicurezza del vaccino a mRNA BNT162b2 (Pfizer) in Israele, confrontando i rischi di eventi avversi a 42 giorni di una popolazione vaccinata (operatori sanitari) con quelli di persone non vaccinate per un totale di quasi 900 mila persone. La vaccinazione non comparta un incremento di rischio nella maggior parte degli eventi avversi studiati. Leggi qui.

-Uno studio (Lancet, Huang et al.) con follow-up a un anno dall’infezione in circa 1200 pazienti ricoverati per COVID-19 tra gennaio e maggio 2020 a Wuhan, in Cina, ha identificato una prevalenza di pazienti con almeno una complicanza pari al 68% a sei mesi e al 49% ad un anno di follow up. Rispetto agli uomini, le donne avevano un maggior rischio di sintomi come debolezza muscolare, ansia/depressione e ridotta diffusione polmonare. Leggi qui.

-Annals of Internal Medicine ha pubblicato un articolo metodologico che, nella stima dell’incidenza di COVID-19 per età, propone una tecnica di aggiustamentoche tiene conto della diversa probabilità di sottoporsi al test diagnostico per le diverse classi di età. L’aggiustamento fornisce un rapporto standardizzato di incidenza (SIR) maggiore negli adolescenti e negli uomini di età 20-49 anni rispetto alla popolazione generale, un dato che non emergeva dall’analisi dell’incidenza non aggiustata. Leggi qui.

-Una research letter di JAMA riporta i risultati di uno studio di coorte retrospettivo che ha analizzato le variazioni temporali nell’indice di massa corporea di quasi 200 mila bambini californiani di 5-17 anni prima (marzo 2019-gennaio 2020) e dopo (marzo 2020-gennaio 2021) la pandemia. L’incremento maggiore si osserva tra i 5 e gli 11 anni e i 12 e 15 anni sia in termini di crescita di peso (a parità di altezza) che di rischio di sovrappeso e obesità, rispetto al periodo di riferimento. Leggi qui.


 

 

26 AGOSTO 2021

-BMJ pubblica uno studio che ha indagato l'associazione dell'uso basale di biologici o sintetici mirati (b/ts) farmaci antireumatici modificanti la malattia (DMARDs) e gli effetti del COVID-19 in pazienti con artrite reumatoide (AR) .
I pazienti con AR trattati con RTX o JAKi avevano un esiti più gravi  del COVID-19, evidenziando la priorità di migliorare le cure e i trattamenti in questi sottogruppi. Leggi qui.

-Il Covid-19 è associato a un danno polmonare diffuso. I glucocorticoidi possono modulare il danno polmonare mediato dall'infiammazione e quindi ridurre la progressione verso l'insufficienza respiratoria e la morte.Nello studio del  RECOVERY Collaborative Group, pubblicato su NEMJ, nei pazienti ricoverati con Covid-19 l'uso del desametasone ha portato a una mortalità inferiore a 28 giorni tra coloro che ricevevano la ventilazione meccanica invasiva o il solo ossigeno al momento della randomizzazione, ma non tra coloro che non ricevevano alcun supporto respiratorio. Leggi qui.


 

 

23 AGOSTO 2021

-In una meta-analisi prospettica (pubblicata su JAMA) di 27 studi clinici randomizzati, che hanno incluso 10930 pazienti ricoverati per Covid-19, la somministrazione di antagonisti IL-6, rispetto alla cura usuale o placebo, è stata associata a una minore mortalità di tutte le cause a 28 giorni. Leggi qui.

-Il Covid-19 è frequentemente associato con la disfunzione olfattiva dopo l'infezione virale, che fornisce un'opportunità di ricerca per valutare il corso naturale di questa scoperta neurologica.
La rapid review di Xydakis et al. su Lancet Neurology indaga proprio gli effetti post-virali di COVID-19 nel sistema olfattivo e loro implicazioni. Leggi qui.

-Uno studio post-autorizzativo pubblicato sulla rivista BMJ ha stimato l'efficacia di tre vaccini anti-covid mRNA contro le infezioni sintomatiche ed esiti gravi come ospedalizzazione e decesso. I vaccini si dimostrano più efficaci negli adulti che hanno ricevuto due dosi, soprattutto nella prevenzione di eventi gravi, rispetto ad una dose singola. L'efficacia di una singola dose sembra essere minore, in particolare per le persone con età>70 anni e in tempi ravvicinati rispetto alla somministrazione del vaccino. Leggi qui.


 

 

16 AGOSTO 2021

-Una nuova conversazione di Science in 5 dell’OMS è dedicata alla sindrome cosiddetta Post-Covid, che si può manifestare nelle persone con pregressa infezione. Il video spiega quali sono i sintomi che caratterizzano la sindrome e come gestire e curare questa condizione. Leggi qui.

-OMS e UNESCO pubblicano la guidance Making every school a health-promoting school, che mira a diffondere un approccio globale ad una scuola impegnata attivamente nella promozione della salute per gli studenti, gli insegnanti e tutta la comunità, un ruolo essenziale che diventa ancora più importante per le strette interconnesioni tra salute pubblica e sistemi educativi emerse durante la pandemia di COVID-19. Leggi qui.

-Una revisione sistematica (pubblicata su Evidence-Based Mental Health) sui disturbi psichici in età pediatrica ha incluso 14 studi in 11 paesi condotti tra il 2003 e il 2020, ha evidenziato una prevalenza complessiva pari a 12.7%, ricontrando che solo il 44.2% dei bambini con disturbi psichici aveva ricevuto assistenza per la sua malattia. Gli autori sottolineano come il dato sia preoccupante e possa essere ulteriormente peggiorato durante la pandemia di COVID-19. Leggi qui.

-Uno studio pubblicato su eurosurveillance valuta il contributo degli europei EURO 2020 alla trasmissione della variante Delta in Scozia. Oltre 2600 casi notificati tra 11 giugno e 7 luglio erano riconducibili agli europei, con il 73% dei casi di età compresa tra 20 e 39 anni, probabilmente a seguito dei frequenti assembramenti durante l’evento sportivo e della bassa copertura vaccinale in questa fascia di età. I comportamenti individuali hanno giocato un ruolo importante: tramite contact-tracing è stato possibile ricostruire che ogni caso correlato a EURO 2020 era associato a 5.6 contatti stretti, rispetto ai 3.2 della popolazione generale. Leggi qui.

-New England Journal of Medicine pubblica i risultati del trial randomizzato di fase 2-3 (Stati Uniti), aggiornati all’11 giugno 2021, sul vaccino anti-COVID-19 a RNA messaggero - mRNA-1273 - sviluppato negli Stati Uniti da Moderna, e sperimentato su circa 2500 volontari di 14-17 anni.
Entro 14 giorni dalla seconda dose, non sono stati rilevati casi di infezione da COVID-19 nel gruppo in trattamento, mentre sono stati rilevati 4 casi nel gruppo trattato con il placebo. Lo studio registra una non inferiorità nella risposta sierologica a 28 giorni dalla seconda dose negli adolescenti rispetto ai giovani adulti e non sono emerse criticità relative alla sicurezza del vaccino. Leggi qui.

-Uno studio longitudinale su 546 casi covid-19 diagnosticati tra marzo e maggio 2020 presso l’ospedale di Udine, a 10 mesi di follow-up, rileva un rischio di reinfezione molto basso (1.1%) in pazienti con malattia moderata e l’analisi sierologica dei casi di reinfezione mostra una risposta assente a livello degli anticorpi IgM e una risposta transitoria a livello delle IgG. Leggi qui.

-Uno studio condotto su tutti gli operatori sanitari di una struttura ospedaliera della regione Lombardia nel periodo agosto-dicembre 2020, quindi prima della campagna vaccinale, ha rilevato - dopo uno screening di primo livello - una prevalenza elevata di sintomi di disagio psicologico, stress posttraumatico e ansia, soprattutto nelle donne, nei lavoratori più giovani, negli infermieri, negli operatori esposti ai casi COVID-19 e con un caso familiare. L’indagine verrà aggiornata per monitorare nel tempo il benessere psichico degli operatori sanitari. Leggi qui.


 

 

5 AGOSTO 2021

-Nell’ambito del progetto europeo Joint Action on Vaccination, che si propone l’obiettivo di rafforzare le politiche riguardanti le vaccinazioni nei paesi dell’Unione, è stata sviluppata una piattaforma pilota per il monitoraggio delle ricerche sul web e delle conversazioni sui social media, testata in Italia durante i mesi della pandemia. La piattaforma può servire come sorveglianza rapida ed essere la base per costruire degli interventi di comunicazione mirati e tempestivi. Leggi qui.
 

-Nature Communications pubblica un articolo congiunto ISS, INAIL e Fondazione Kessler sull’impatto delle restrizioni durante la seconda ondata della pandemia in Italia, documentando riduzioni rilevanti nella mobilità delle persone (dati Google mobility), della trasmissibilità del virus (misurata dal numero di riproduzione Rt) e anche in termini di ospedalizzazioni evitate. Leggi qui.


 

 

2 AGOSTO 2021

-Una nuova indagine flash di sequenziamento genomico condotta da ISS su 1.325 campioni notificati il 15 luglio scorso, rivela un valore di prevalenza della variante delta (lignaggio B.1.617.2) pari al 94,8% (range: 80%-100%) presente in tutte le regioni, mentre la variante alfa si riduce al 3.2%. Leggi qui.

-La Commissione Europea ha lanciato Re-open EU una piattaforma (ma anche una App per Android and iOS) disponibile in 24 lingue con informazioni sulle restrizioni sui viaggi tra paesi europei e sull’utilizzo del certificato COVID digitale europeo. Leggi qui.

 -JAMA pubblica i risultati di un trial in cui oltre 9 mila operatori sanitari, ancora non prenotati per la vaccinazione in Pennsylvania, sono stati assegnati a un gruppo di trattamento che riceveva una mail sull’importanza della vaccinazione e di prendere una decisione attiva rispetto ad essa, basandosi su un nudge (“spinta gentile”) imperniato sulle norme sociali o sulla rivalutazione dei rischi associati al vaccino, verso un gruppo di controllo che riceveva una delle due mail dopo tre giorni. Entrambi i gruppi in trattamento hanno visto un raddoppio delle prenotazioni per la vaccinazione rispetto al gruppo di controllo, suggerendo una possibile efficacia dell’approccio comportamentale utilizzato. Leggi qui.

 -Una revisione sistematica pubblicata su JAMA Psychiatry indaga l'associazione tra disturbi dell'umore preesistenti e incidenza di eventi avversi per COVID-19.La metanalisi condotta dagli autori evidenzia un maggior rischio di ospedalizzazione e di mortalità nelle persone con precedenti disturbi dell'umore, mentre non si osserva un'associazione con una maggiore suscettibilità all'infezione e con la comparsa di eventi avversi gravi. Leggi qui.


 

 

29 LUGLIO 2021

-Nella newsletter di luglio del Comitato Permanente dei Medici Europei si parla di misinformazione e miti sul COVID-19, delle aggressioni rivolte contro il personale sanitario aggravate dalla pandemia e della cooperazione sui vaccini in Europa, ma anche di telemedicina e della Joint Action sull’Health Data Space Europeo. Leggi qui.

-Una living systematic review pubblicata su Eurosurveillance fa il punto sui dati su efficacy ed effectiveness dei vaccini anti-Covid-19 basati su RCT, ma anche su studi osservazionali (coorte e caso-controllo). L'analisi ad interim mostra che una singola dose di vaccino Pfizer o Moderna è in grado di prevenire il 36-79% delle infezioni asintomatiche e le percentuali aumentano per la doppia dose (80-94%). Leggi qui.

-Considerata l’elevata diffusione della contagiosa variante delta, una guidance dei CDC indica ai decisori locali di adottare una strategia di prevenzione “a strati” che tenga conto dell’intensità di trasmissione nella popolazione, della capacità dei sistemi sanitari, della copertura vaccinale, della capacità diagnostica, e della quota di popolazione vulnerabile, a rischio di esiti gravi in caso di infezione. Leggi qui.

-ISS ha ripetuto l’indagine nazionale di sequenziamento genomico con dati aggiornati al 19 luglio 2021 su quasi 5 mila casi di infezione tra giugno e luglio 2021, grazie ad un aumento della capacità di genotipizzazione e sequenziamento. In aumento la variante delta (indiana) che diventa la variante prevalente (prevalenza di 46%, con un maggior numero di casi nella fascia di età compresa tra i 10 ed i 29 anni) rispetto alla variante alfa (inglese), mentre la gamma (brasiliana) rimane stazionaria. Leggi qui.


 

 

26 LUGLIO 2021

-Jama pubblica i risultati di uno studio nazionale di confronto delle cause di mortalità nei Latinos e non-Latinos americani bianchi tra 2020 e il 2019. La mortalità per COVID-19 è stata 3 volte maggiore nei Latinos rispetto ai bianchi; inoltre, solo nella popolazione dei Latinos si osservano eccessi di mortalità per malattie cardiache e diabete nel 2020 rispetto al 2019. Leggi qui.

-New England Journal of Medicine pubblica lo studio caso-controllo cosiddetto a test negativo (in cui i controlli sono selezionati tra persone che si sottopongono al test), condotto da Public Health England sulla effectiveness dei vaccini Pfizer e AstraZeneca con dati aggiornati al 16 maggio 2021. Lo studio era stato menzionato dal BMJ quando era ancora in preprint perché indicava che una singola dose di uno dei due vaccini aveva una effectiveness del 30% circa verso la variante delta del virus. Tuttavia, la seconda dose aumenta l’efficacia dei due vaccini rispettivamente all’88% e al 67% verso l’infezione causata sempre dalla variante delta. Leggi qui.

-Uno studio su tre dataset internazionali di sorveglianza di pazienti adulti con COVID-19 in Inghilterra, Stati Uniti e Israele, con dati aggiornati al 31 luglio 2020, conferma che l’anosmia-ageusia è il sintomo più fortemente associato ad un test positivo (Odds Ration = 16,96), seguito da febbre, dispnea e tosse, con una elevata eterogeneità per durata della malattie, timing e caratteristiche del test, paese e piattaforma. Leggi qui.

-Annals of Internal Medicine pubblica un ulteriore tassello alla “real world” evidence sulla effectiveness dei vaccini anti-COVID-19, attraverso i risultati dello studio caso-controllo a test negativo (in cui i controlli sono selezionati tra persone che si sottopongono al test) condotto dall’ U.S. Department of Veterans Affairs con dati aggiornati al 4 marzo 2021. Lo studio mostra una effectiveness dopo la seconda dose, pari al 96.2% per il vaccino Pfizer–BioNTech BNT-162b2 e al 98.2% per il vaccino Moderna mRNA-1273, mantenendosi sopra il 95% in tutti i sottogruppi di età, genere, etnia e comorbidità. Leggi qui.


 

 

15 LUGLIO 2021

-Epidemiology pubblica un articolo metodologico che confronta l’approccio caso-controllo tradizionale e quello basato sui controlli con test molecolare negativo, per valutare l’effectiveness della vaccinazione anti-SARS-CoV-2.
I due tipi di disegno sono soggetti a diversi tipi di bias quali la misclassificazione dei casi e dei controlli o il confondimento dovuto al rischio di infezione.
Gli autori suggeriscono strategie pratiche per limitare i bias nella stima della effectiveness in fase di disegno e di analisi. Leggi qui.
 
-The Lancet Regional Health pubblica uno studio della mortalità attribuibile al COVID-19 negli Stati Uniti tra marzo 2020 e maggio 2021, valutando i certificati di morte dei decessi in eccesso durante la pandemia. Utilizzando un approccio di serie temporale, si stimano a livello nazionale oltre 760 mila decessi attribuibili al COVID-19, dei quali tuttavia il 24% non riportava il COVID-19 tra le cause di decesso.
La quota di decessi non certificati come COVID-19 era maggiore negli anziani (soprattutto 85+ anni) e nei primi mesi della pandemia, con una notevole eterogeneità geografica.  Leggi qui.

 12 LUGLIO 2021

-Il nuovo rapporto ISS sulle strutture residenziali socio-sanitarie, con dati aggiornati al 13 giugno per 845 strutture (43% delle quali per anziani non autosufficienti), conferma la riduzione dell’incidenza di COVID-19 negli ospiti delle strutture fino a valori prossimi allo 0,01% di nuovi casi per settimana a maggio-giugno 2021.
La prevalenza di ospiti che hanno completato il ciclo vaccinale aumenta progressivamente fino all’85% per tutte le strutture nella settimana dal 7 al 13 giugno 2021. Leggi qui.
 
-Uno studio giapponese, utilizzando i dati di sequenziamento genomico di SARS-CoV-2 fino al 16 giugno 2021, stima le frequenze delle varianti e la loro variazione temporale a livello nazionale fino all’11 settembre.
Secondo il modello epidemico, considerata la sua elevata trasmissibilità, la variante delta diventerà quella predominante in Giappone già prima del 23 luglio, data di inizio dei giochi Olimpici e pertanto è essenziale accelerare la campagna vaccinale e rafforzare le misure di distanziamento sociale nel paese. Leggi qui.
 

 

8 LUGLIO 2021

-In risposta alla pandemia di COVID-19, è stato sviluppato e implementato un nuovo programma di cura prenatale che integra la telemedicina in tutti i percorsi nascita.
Tra il 1° gennaio 2018 e il 22 marzo 2020, più di 20031 donne hanno partorito al Monash Health in Australia durante il periodo di assistenza convenzionale e 2292 donne hanno partorito durante il periodo di assistenza integrata telehealth.
L'analisi della serie temporale interrotta non evidenzia differenze significative negli esiti della gravidanzadopo l'integrazione della telemedicina rispetto alle cure convenzionali, permettendo di minimizzare i contatti diretti medico-paziente senza compromettere l'assistenza. Leggi qui.


 

 

5 LUGLIO 2021

-La nuova indagine rapida nazionale di sequenziamento genomico su oltre 700 campioni positivi sequenziati (al 16 giugno 2021) aggiorna i dati di prevalenza delle varianti VOC (Variants of Concern) di SARS-CoV-2 rispetto al report precedente (18 maggio 2021): in diminuzione la variante alfa (inglese), in aumento le varianti delta (indiana, prevalenza di 22.7%) e la gamma (brasiliana, prevalenza di 11.8%). Leggi qui.

 

-New England Journal of Medicine pubblica i risultati dello studio randomizzato di fase 3 su efficacia e sicurezza del vaccino anti-COVID-19 Novavax (NVX-CoV2373) - un vaccino a base proteica contenente nanoparticelle di proteina spike virale ricombinante - che coinvolge oltre 14mila inglesi di età 18-84 anni tra gruppI in trattamento e di controllo, arruolati a settembre-novembre 2020 e con un tempo mediano di follow-up di 3 mesi dopo la seconda dose.
A partire da 7 giorni dopo la seconda dose, l’efficacia del vaccino nel prevenire l’infezione era dell’89.7% (95% CI, 80.2 to 94.6) e l’efficacia rimaneva elevata in una sottoanalisi sulla variante B.1.1.7 (variante inglese). Il vaccino è risultato anche efficace nel prevenire l’infezione grave e non sono emerse criticità relative alla sua sicurezza. Leggi qui.


 

 

1 LUGLIO 2021

-L’ISS pubblica il rapporto della sorveglianza COVID-19 delle strutture residenziali socio-sanitarie, con dati aggiornati al 13 giugno 2021, in cui viene documentato un picco di casi durante il mese di novembre 2020 e, da fine febbraio, un decremento costante dei nuovi casi che raggiunge un minimo a maggio-giugno 2021, probabilmente da attribuire alla campagna vaccinale rivolta agli ospiti e agli operatori delle strutture.
Leggi qui.

-In una survey, condotta tra marzo e aprile 2021 negli Stati Uniti, su 26,174 operatori sanitari coinvolti nell’assistenza durante la pandemia oltre il 50% dei rispondenti riporta nelle ultime due settimane sintomi di disturbi psichici (ansia, depressione, stress post-traumatico, idee di suicidio), e questa percentuale aumenta nei lavoratori che non riescono a prendere giorni di riposo o che lavorano più di 40 ore a settimana. Leggi qui.


 

 

28 GIUGNO 2021

-Uno studio di coorte condotto in Italia dai ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità su oltre 7 milioni di persone con più di 16 anni, vaccinate con almeno una dose, ha confrontato i rischi di malattia, ospedalizzazione e decesso dovuti al covid-19 nei 14 giorni precedenti la vaccinazione e in un periodo successivo di almeno due settimane, con dati dell’anagrafe vaccinale aggiornati al 4 aprile 2021. Lo studio evidenzia riduzioni significative in tutti e tre gli outcome nel periodo successivo alla vaccinazione, in tutte le classi di età, in entrambi i generi, sia nella popolazione generale che negli altri gruppi prioritari per la vaccinazione (operatori sanitari, ospiti di strutture residenziali). Leggi qui.

-Uno studio trasversale condotto negli Stati Uniti (Andrasfay et al., su JAMA), basato sui dati su oltre 380 mila decessi Covid-19 verificatisi nel 2020 (dati CDC), ha stimato una riduzione in termini di speranza di vita alla nascita a livello nazionale pari a 1.31 anni rispetto al 2018, da 78.74 anni a 77.43 anni. L'analisi per le diverse etnie ha evidenziato una maggiore riduzione negli afroamericani e nei latinoamericani rispetto ai caucasici, suggerendo disuguaglianze socioeconomiche sia nel rischio di infezione che nel rischio di decesso per covid-19. Leggi qui.


 

 

24 GIUGNO 2021

-In una Letter al New England Journal of Medicine, i ricercatori di Public Health England, attraverso un record-linkage dell’anagrafe vaccinale anti-COVID-19 con i dati sui casi confermati tra gennaio e febbraio 2021, confrontano il rischio di infezione secondaria in famiglie in cui una persona aveva ricevuto almeno una dose di vaccino rispetto alle famiglie in cui non erano presenti persone vaccinate. La probabilità di trasmissione famigliare era del 40-50% più bassa nelle famiglie in cui era presente una persona vaccinata, già a partire da 14 giorni dopo la vaccinazione. Leggi qui.

-Uno studio olandese analizza l’accuratezza della RT-PCR su campioni delle vie respiratorie superiori prelevati da pazienti con sospetto Covid-19, evidenziando cambiamenti della sensibilità nel tempo in base alla carica virale (indicata dai valori del ciclo Ct) e a seconda della gravità clinica del paziente, con valori più bassi tra i pazienti immunodepressi. Nello studio il 5-14% dei casi ospedalizzati e il 21% dei pazienti ambulatoriali è risultato negativo al test RT-PCR. Un test negativo va interpretato con cautela, valutando anche le caratteristiche cliniche del paziente. Leggi qui.


 

 

21 GIUGNO 2021

-L’Agenzia europea per la tutela dei diritti umani pubblica il rapporto The coronavirus pandemic and fundamental rights: A year in review, che analizza l’ impatto della pandemia sulle vite delle persone e sui loro diritti fondamentali alla scuola, al lavoro, alla salute, ai viaggi, alla giustizia con particolare riferimento a sottogruppi vulnerabili come anziani, disabili, vittime di violenza domestica e detenuti, fornendo chiare indicazioni affinché i piani di ripresa dalla pandemia tengano conto dei gruppi vulnerabili e tutelino i diritti umani fondamentali. Leggi qui.

-Utilizzando i dati di un'iniziativa globale di condivisione delle sequenze genetiche virali, nata per i virus influenzali ed estesa al COVID-19 (Global Initiative On Sharing All Influenza Data (GISAID) hCoV-19), i ricercatori della London School of Hygiene and Tropical Medicine, dell’Imperial College e del WHO hanno valutato la trasmissibilità delle varianti VOC (Variants of concern) e VOI (Variants of Interest), con dati aggiornati al 3 giugno 2021 per 64 paesi (Italia inclusa). Rispetto ai ceppi originali di SARS-CoV-2, si osserva un aumento dell’indice Rt (numero di riproduzione netto), tra il 25% e il 40% per la cosiddetta inglese (alpha), sudafricana (beta) e brasiliana (gamma) e pari al 97% per la variante indiana (delta). Leggi qui.

 -WHO sta collaborando con l’ONG Viamo per fornire servizi tramite la telefona mobile - che attualmente è mezzo di comunicazione più diffuso anche nei paesi più poveri - quali messaggistica con informazioni per aumentare la consapevolezza della popolazione riguardo il Covid-19, training da remoto per operatori sanitari, messaggi utili ai lavoratori e intrattenimento educativo per i bambini. Attualmente il servizio ha raggiunto 20 milioni di persone nei paesi africani e asiatici più vulnerabili. Leggi qui.


 

17 GIUGNO 2021

-Un articolo pubblicato sul New England Journal of Medicine condotto negli Stati Uniti indaga la sicurezza dei vaccini a mRNA in gravidanza attraverso le persone registrate alla App V-safe dei CDC, che registra informazioni sulle reazioni avverse e sullo stato di salute dei vaccinati fino a 12 mesi dalla vaccinazione. Da dicembre 2020 a febbraio 2021, in circa 3 mila donne che avevano effettuato la vaccinazione nel primo o nel secondo trimestre di gravidanza, sono state registrate 221 reazioni avverse, di cui il 29% era legato alla gravidanza o al parto. Le prevalenze di esiti osservate (es. 12.6% per gli aborti spontanei, 9.4% per la nascita pretermine) sono coerenti con quelle osservate nella popolazione generale riportate in letteratura. Leggi qui.

-Uno studio sierologico di popolazione (Manica et al., su Clinical Infectious Diseases) condotto su circa 6mila persone residenti in 5 comuni della provincia di Trento di età 10+ anni a maggio 2020, incrociato con i dati sulla sorveglianza dell’infezione tra giugno 2020 e gennaio 2021, ha stimato un rischio di reinfezione sintomatica da SARS-CoV-2 molto minore nelle persone IgG positive (con pregressa infezione) rispetto alle persone IgG negative, con una stima del rischio relativo pari a 0.055 (95%CI: 0.014-0.220). Leggi qui.

-Con l'allentamento delle misure restrittive in molti paesi UE, l'OMS Europa - insieme all'UNICEF Europa e Asia centrale - lancia la campagna #SummerSense, consigliando alle persone come divertirsi e uscire, rimanendo però il più possibile al sicuro dal Covid-19.
La campagna #SummerSense si concentra su quattro aree chiave: viaggi e turismo; eventi sportivi; vita mondana, matrimoni festival e vacanze; ritorno all'istruzione alla fine dell'estate, ma con buon senso e proteggendosi dal rischio di infezione. Leggi qui.


 

 

14 GIUGNO 2021

-Un rapporto dell'EDCD presenta evidenze sull'impatto clinico, sanitario e sociale che il COVID-19 ha avuto sulle popolazioni migranti nei paesi UE/SEE e nel Regno Unito; i fattori di rischio e le vulnerabilità nelle popolazioni migranti al COVID-19, e considerazioni per assicurare un accesso equo al vaccino COVID-19. Un possibile approccio è quello di adattare culturalmente i messaggi di sanità pubblica e coinvolgere le comunità di migranti nella loro definizione. Leggi qui.

-Molti paesi richiedono ai viaggiatori aerei in entrata la quarantena o il test diagnostico per limitare i casi di importazione. I ricercatori della London School of Hygiene and Tropical Medicine hanno sviluppato un modello di trasmissione virale per valutare l’impatto del test molecolare e dei test antigenici rapidi a flusso laterale pre e post viaggio nel ridurre il rischio di trasmissione dai viaggiatori in entrata nel paese, e nel ridurre la durata della quarantena. I risultati della simulazione (disponibili come pre-print), condotti su 99 paesi, indicano che i test rapidi a flusso laterale effettuati prima del viaggio, seguito da una quarantena di 5 giorni dopo il viaggio, hanno maggiore impatto in termini di riduzione dei casi di importazione attesi -85% (IC95% -70%, -96%) rispetto all’autoisolamento dei sintomatici, simile all’impatto osservato nel caso dei test molecolari. Leggi qui.

-Una research letter pubblicata su JAMA pubblica un’analisi di un caso studio pubblicazione del trial danese DANMASK-19, con risultati non conclusivi sulla potenziale efficacia delle mascherine all’aperto nel bloccare il rischio di infezione evidenzia come i social media, ad esempio facebook,  possono essere esposti alla distorsione delle informazioni riportate nello studio tramite la messaggistica automatica (bot) a partire da account contraffatti. Leggi qui.


 

 

10 GIUGNO 2021

-Tra le priorità della ricerca c’è la validazione di nuovi strumenti diagnostici per l’identificazione rapida del virus SARS-CoV2, da utilizzare in setting differenti e su popolazioni diverse.
Uno studio condotto in Spagna (Fernandez-Montero et al., su Lancet) ha sottoposto 2542 studenti universitari, asintomatici ad un test per la rilevazione dell’antigene SARS-CoV2, che ha mostrato un’accuratezza limitata con una sensibilità pari al 71,4% (CI 95,56%- 83,42) e una specificità pari a 99,7% (CI 95%: 99,37 - 99,86). L’accuratezza del test aumenta in pazienti con un’alta carica virale o alto rischio di contrarre la malattia da COVID-19 (presenza di sintomi moderati o esposizione a SARS-CoV-2). Leggi qui.

-Da una recente consultazione pubblica dell’OMS emerge l’importanza della fiducia, della coesione sociale e della leadership nel promuovere risposte inclusive da parte dei cittadini durante emergenze sanitarie come COVID-19.
Un comment pubblicato su The Lancet discute i principali ostacoli verso l'efficacia di questi aspetti durante la pandemia e riassume i modi per far progredire l’engagement dei cittadini nelle emergenze sanitarie e i disastri in termini di comunicazione del rischio, partecipazione alla ricerca scientifica, e disseminazione delle conoscenze. Leggi qui.

-Uno studio condotto negli Stati Uniti (Bilinski et al., su Annals of Internal Medicine) ha utilizzato la network analisi per simulare la trasmissione dell’infezione tra scuola, casa e attività extrascolastiche, considerando sia gli studenti che il personale docente e le rispettive famiglie nelle scuole elementari e superiori. Come interventi sono stati considerati l’isolamento dei sintomatici, la quarantena dei contatti stretti, la riduzione del numero degli studenti in una classe, la vaccinazione dello staff, lo screening settimanale degli asintomatici in scenari di bassa, media o alta mitigazione (aderenza a mascherine e distanziamento). Diversi interventi hanno mostrato diversa efficacia nelle scuole elementari e superiori, nei differenti scenari e in base al livello di incidenza della malattia nella popolazione. Questi risultati possono fornire informazioni utili per decisioni sulla riapertura delle scuole durante l’epidemia. Leggi qui. 

-Una survey condotta durante il lockdown di aprile-maggio 2020, su un campione di oltre 6mila italiani adulti di 18-74 anni, indica un aumento nella prevalenza di sintomi depressivi, di ansia, di disturbi del sonno e un maggior consumo riportato di farmaci psicoattivi (+20% almeno un farmaco) nelle 4 settimane precedenti, oltre ad un peggioramento di questi sintomi in particolare negli uomini, tra i fumatori, tra i giocatori di azzardo e in chi faceva abuso di alcol. Leggi qui.

 


 

7 GIUGNO 2021

-ISS pubblica il secondo report sull’impatto della vaccinazione in Italia attraverso record-linkage dell’anagrafe vaccinale e della sorveglianza integrata COVID-19. Al 30 maggio 2021, oltre 21 milioni di persone vaccinate mostrano a partire da 35 giorni dall’inizio del ciclo vaccinale rispetto al periodo di riferimento (0-14 giorni dalla prima dose), una riduzione dell’80% delle infezioni, del 90% dei ricoveri e del 95% dei decessi. Queste riduzioni sono evidenti in tutte le fasce di età, in entrambi i generi e sono presenti negli operatori sanitari e negli ospiti delle RSA. I risultati confermano le riduzioni osservate nel report precedente. Leggi qui.

-Uno studio pubblicato su JAMA (Vitale et al.) ha valutato il rischio di reinfezione ad un anno dall’infezione primaria del 28 febbraio 2021 in una coorte di 1579 pazienti di un distretto della regione Lombardia, positivi al COVID-19 durante la prima ondata epidemica (febbraio-luglio 2020). Durante i 280 giorni di follow-up (media) si sono verificate 5 reinfezioni, con un tasso di incidenza pari a 1 (IC 95%, 0.5-1.5) per 100,000, assai minore del tasso di incidenza di nuove infezioni nella coorte dei non infetti (n=13496 persone) pari a 15.1 (IC 95%, 14.5-15.7) per 100,000. Leggi qui.


 

 

3 GIUGNO 2021

-Una survey su oltre 3 mila operatori sanitari vaccinati con il vaccino anti-COVID-19 a mRNA Pfizer tra gennaio e febbraio 2021, in due ospedali di Milano, ha indagato l’associazione tra pregressa infezione e segnalazione di eventi avversi della vaccinazione, riscontrando nelle persone con pregressa infezione un maggior rischio di sviluppare sintomi dopo la prima dose e, viceversa, un minor rischio dopo la seconda. Questo suggerisce un possibile stato di iperattivazione immunitaria in questi soggetti, di durata limitata nel tempo. Nello studio non sono state osservate reazioni avverse gravi. Leggi qui.

-“Medicare”, il programma americano di assistenza sanitaria dedicato alla popolazione anziana, ha documentato che dei 28 millioni di suoi pazienti oltre un milione degli ultra 65enni ha avuto un ricovero o una visita medica per COVID-19 tra aprile e dicembre 2020. Il costo medio di un ricovero è stato di 21,752 dollari e quello di una visita ambulatoriale di 164 dollari. Le persone di etnia non caucasica e gli uomini avevano un maggior rischio di essere ricoverati e maggiori costi associati alle cure. Leggi qui.


 

 

31 MAGGIO 2021

-New England Journal of Medicine pubblica i risultati fino al 13 marzo 2021 dell’analisi dello studio randomizzato di fase 3 su efficacia e sicurezza di due vaccini anti-COVID-19 Pfizer (BNT162b2) su oltre 2mila adolescenti americani di 12-15 e 16-25 anni, rispetto ad un gruppo di controllo di oltre mille volontari. A partire da 7 giorni dopo la seconda dose, negli adolescenti di 12-15 anni l’efficacia del vaccino nel prevenire l’infezione era del 100% (95% CI, 75.3 to 100). Il vaccino sembra indurre una risposta immunitaria anticorpale e non sono emerse criticità relative alla sua sicurezza.Leggi qui.

-JAMA ha pubblicato i risultati dell’analisi ad interim dello studio randomizzato di fase 3 su efficacia e sicurezza di due vaccini anti-COVID-19 a virus inattivato WIV04 e HB02, sviluppati in Cina e sperimentati su oltre 13 mila volontari adulti per ogni braccio (WIV04 e HB02 e controllo), reclutati negli Emirati Arabi e Bahrain e in prevalenza uomini (84.4%). Con un follow-up mediano di 77 giorni a partire da due settimane dopo la seconda dose, il vaccino si è mostrato efficace nel breve termine, prevenendo il rischio di infezione sintomatica rispettivamente nel 72.8% e 78.1% dei casi. Il vaccino sembra indurre una risposta immunitaria anticorpale e non sono emerse criticità relative alla sua sicurezza. Leggi qui.

  

-La pandemia da COVID-19 ha avuto un impatto sula salute mentale, sul benessere psicologico e sui rapporti sociali. Lancet ha pubblicato i risultati di uno studio inglese che ha valutato lo stato emotivo, la qualità della vita e l’intensità dei rapporti sociali durante i primi mesi della pandemia in persone con disabilità, di età maggiore di 50 anni. L’impatto di eventi pandemici su popolazioni già vulnerabili può aumentare il rischio di complicanze, in caso di infezione da SARS-CoV2, e di isolamento sociale. Leggi qui.

-Per determinare la prevalenza di miocardite in atleti che hanno avuto il COVID e confrontare diverse strategie di screening di routine, è stata condotta una survey su 1597 atleti provenienti da 13 Università statunitensi risultati positivi al test per SARS CoV2-2, che si sono sottoposti ad una valutazione cardiologica. Su 1600 atleti che hanno avuto il COVID, 37 (pari al 2,3%) presentano una miocardite; 9 di questi sono sintomatici. Leggi qui.


 

 

27 MAGGIO 2021

-Uno studio di popolazione (Alfego et al., su Lancet) su oltre 39 mila casi COVID-19, identificati tramite RT-PCR tra marzo 2020 e gennaio 2021 negli Stati Uniti e seguiti nel tempo, ha evidenziato la sieropositività agli anticorpi IgG anti-spike e anti- N fino a 10 mesi dall’infezione, in misura maggiore per gli IgG anti-S. Questi risultati possono aiutare i decisori di sanità pubblica in questa fase di campagna vaccinale. Leggi qui.

-Uno studio di Public Health England pubblicato come pre-print e condotto tra il 5 aprile e il 16 maggio 2021, indica che la singola dose del vaccino Pfizer e AstraZeneca ha una effectiveness solo del 33% per la variante indiana del virus SARS-CoV-2, mentre la seconda dose aumenta l’effectiveness all’88% per il vaccino Pfizer e al 60% per il vaccino AstraZeneca. Questi risultati suggeriscono l'importanza di completare il prima possibile il ciclo vaccinale nelle fasce di popolazione più vulnerabili. Leggi qui.


 

 

24 MAGGIO 2021

-Uno studio di coorte (Vasileou et al., su Lancet) sulla popolazione adulta della Scozia fornisce una delle prime stime di effectiveness del vaccino Pfizer/BioNTech e del vaccino Oxford-Astrazeneca nel prevenire il rischio di ricovero ospedaliero per COVID-19. Tre milioni di individui sottoposti a vaccinazione nel periodo 8 dicembre 2020-22 febbraio 2021 sono stati confrontati con tre milioni di individui non vaccinati: l'efficacia è risultata pari al 91% (IC 95% 85–94) per il vaccino Pfizer/BioNTech e 88% (IC 95% 75–94) per il vaccino Oxford-Astrazeneca a 28-34 giorni dalla prima dose. Leggi qui.

-Il Ministero della Salute aggiorna la definizione di caso COVID-19 in relazione alle varianti (VOC Variants of Concern), in particolare per la variante cosiddetta inglese “lineage B.1.1.7”, identificata nei casi COVID-19 con mancata rilevazione del gene S nella RT-PCR, e per le altre varianti circolanti, cosiddette brasiliana, sudafricana e indiana, identificate dal link epidemiologico (es. provenienza da Paesi a rischio). Leggi qui.

-Uno studio pubblicato su Eurosurveillance, condotto nella provincia di Treviso su oltre 6000 operatori sanitari vaccinati tra il 27 dicembre 2020 – 24 marzo 2021 e confrontati con 1000 operatori sanitari non vaccinati, ha messo in evidenza un'efficacia del vaccino Pfizer/BioNTech nel prevenire tutte le infezioni sia sintomatiche che non sintomatiche, pari a 95% (95% CI: 62–99) ad almeno 7 giorni dalla seconda dose. Leggi qui.


 

 

20 MAGGIO 2021

-Lo studio inglese Real-time Assessment of Community Transmission (REACT) ha utilizzato test antigenici per stimare la prevalenza di COVID-19 in un campione di oltre 120 mila persone della popolazione generale, a partire da maggio 2020. I dati più recenti, ossia quelli riferiti al periodo 15 aprile - 3 maggio, segnalano un dimezzamento delle infezioni rispetto al periodo precedente (marzo-aprile 2021), con una prevalenza dello 0.10%, e con una delle maggiori riduzioni nella fascia di età 55-64 anni, che potrebbe essere un effetto della vaccinazione. Leggi qui.

-L’AIFA ha pubblicato il quarto Rapporto di farmacovigilanza sui vaccini COVID-19. I dati raccolti fanno riferimento alle segnalazioni di sospetta reazione avversa registrate tra il 27 dicembre 2020 e il 26 aprile 2021 nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza, per i vaccini in uso nella campagna vaccinale in corso in Italia, quindi Pfizer/BioNTech Comirnaty, Vaxzevria, Moderna e Janssen. Leggi qui.

-Uno studio di serie temporale pubblicato su BMJ riporta gli eccessi di mortalità registrati nel 2020 rispetto al riferimento (2016-2019) in 29 paesi ad alto reddito, per età e per genere, tenendo conto dei trend temporali, delle variazioni stagionali della mortalità e delle differenze demografiche tra paesi. Lo studio ha riportato un eccesso complessivo di mortalità pari a 970,000 (IC95% da 954 000 a 1 001 000). Nella maggiore parte dei paesi, tra cui l’Italia, l’eccesso di mortalità totale è stato più alto dei decessi COVID-19, anche a causa di una sottonotifica di questi ultimi. L’eccesso di mortalità è stato osservato soprattutto negli uomini. Leggi qui.


 

 

17 MAGGIO 2021

-Iss pubblica il primo report sull’impatto della vaccinazione in Italia attraverso record-linkage dell’anagrafe vaccinale e della sorveglianza integrata COVID-19. Al 3 maggio 2021, i dati per 13.7 milioni di persone vaccinate mostrano, a partire dai 35 giorni dall’inizio del ciclo vaccinale rispetto al periodo di riferimento (0-14 giorni dalla prima dose), una riduzione dell’80% delle infezioni, del 90% dei ricoveri e del 95% dei decessi. Queste riduzioni sono evidenti in tutte le fasce di età, in entrambi i generi e sono presenti negli operatori sanitari e negli ospiti delle RSA. Leggi qui.

-Eurostat pubblica l’aggiornamento sull’eccesso di mortalità in 27 paesi europei, tra cui l’Italia, in cui si evidenzia che nel mese di marzo 2021 l’eccesso di mortalità (+9%) segna un lieve aumento rispetto al mese di febbraio (+4.8%). Leggi qui.

-Il Lancet pubblica i risultati di un trial randomizzato controllato a singolo cieco e gruppi paralleli (OCEANS-III) su 15 mila adulti inglesi, per valutare l’efficacia di diversi messaggi chiave relativi al vaccino, stratificati in base alla diversa “esitazione vaccinale” (cosiddetta vaccine hesitancy), rispetto a un gruppo di controllo che aveva ricevuto solo le raccomandazioni presenti sul sito del NHS inglese. Nel gruppo dei più scettici, sono risultati in grado di aumentare l'attitudine a vaccinarsi i messaggi chiave relativi ai benefici personali, quelli mirati a superare le perplessità legate alla sicurezza del vaccino, e una combinazione di messaggi chiave. Leggi qui.


 

 

13 MAGGIO 2021

-Le dinamiche dell'infettività e della trasmissibilità della SARS-CoV-2 e le complessità cliniche dei fenotipi multipli di COVID-19 sono attualmente in fase di studio. In questo articolo su The Lancet Respiratory Medicine, Osuchowski et al. esaminano le complessità della fisiopatologia della COVID-19, i suoi vari fenotipi e la risposta dell'ospite anti-SARS-CoV-2 a livello umorale e cellulare. Sebbene la SARS-CoV-2 si rivolga principalmente alle cellule epiteliali polmonari, anche l'intestino e altri epiteli possono essere infettati, con replicazione attiva e produzione del virus infettivo. COVID-19 si delinea come una nuova entità nosologica, con probabile base patogenetica a livello dell’endotelio dei vasi sanguigni. La review traccia le nuove sfide per la ricerca tra cui lo sviluppo di una piattaforma globale sui pazienti post-COVID-19 e sulle sequele della malattia e la conduzione di studi clinici prospettici di alta qualità per le terapie anti-coagulanti e immunomodulatorie. Leggi qui.


 

 

10 MAGGIO 2021

-Uno studio statunitense (Tang et al.),  pubblicato su JAMA, in circa 5000 lavoratori ospedalieri vaccinati con BNT162b2 (Pfizer) - uno o due dosi - e 2000 non vaccinati tra dicembre 2020 e marzo 2021, ha trovato un'associazione tra la vaccinazione e una diminuzione del rischio di infezioni sintomatiche e asintomatiche da SARS-CoV-2. Leggi qui.

 


 

 

6 MAGGIO 2021

-La nuova indagine rapida di sequenziamento genomico su oltre 2000 campioni positivi sequenziati, condotta dall’Iss e dal Ministero della Salute insieme ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler, aggiorna i dati di prevalenza delle varianti di SARS-CoV-2: 91.6% la B.1.1.7 (variante inglese) in aumento rispetto alla survey precedente del 18 marzo, 4.5% la P.1 (variante brasiliana) con valore stabile rispetto al dato di marzo. Le altre varianti, la B.1.351 (sudafricana), la P.2, la B.1.617.2 (variante indiana) e la B.1.525 (variante ‘nigeriana’) sono sotto allo 0.5%. Leggi qui.

 

-La sezione europea della Federazione Internazionale del Diabete pubblica i risultati di una survey condotta tra agosto e ottobre 2020 su 3480 persone con diabete di 32 paesi europei (Italia inclusa). Il 50% dei rispondenti ha riportato problemi psicologici causati dalla pandemia e molti pazienti hanno segnalato difficoltà nell’accesso alle cure per la patologia. Il rapporto si conclude con delle raccomandazioni per rinforzare la risposta sanitaria alle malattie croniche come il diabete, nel contesto dell’attuale pandemia e di altre future crisi sanitarie. Leggi qui.

  


 

 

 

3 MAGGIO 2021

-Il Lancet ha pubblicato i risultati di uno studio di coorte (Mathur et al.) su oltre 17 milioni di adulti inglesi basato sulla piattaforma OpenSAFELY, che ha valutato il rischio di infezione e di malattia grave da SARS-CoV-2, tra febbraio e dicembre 2020 nelle diverse etnie presenti nel paese, evidenziando come nella prima ondata (Febbrario-Agosto 2020) il rischio di infezione, ospedalizzazione e decesso sia risultato maggiore nelle etnie diverse da quella causasica, mentre nella seconda ondata (Settembre-Dicembre 2020) il rischio è stato maggiore nei soggetti di etnia asiatica. È possibile che le cause siano multifattoriali e tutto ciò sottolinea l’importanza di superare le disuguaglianze nell'accesso alle cure, alla vaccinazione e ai test diagnostici. Leggi qui.

-In occasione della Settimana europea della salute mentale che si terrà dal 10 al 16 maggio 2021, proprio il Il 10 maggio dalle 10.30 alle 17:15 CET. si svolgerà il webinar Mental health and the pandemic: living, caring, acting! L’evento racconterà le storie dei pazienti COVID-19 e cosa significa vivere in un tempo segnato dalla pandemia, facendo il punto sulle evidenze scientifiche e su come rafforzare i sistemi sanitari. Clicca qui per informazioni e per iscriverti.


 

 

29 APRILE 2021

-Recenti studi suggeriscono che le persone affette da HIV (in particolare con un basso numero di cellule CD4 o un'infezione da HIV non trattata), in caso di infezione da SARS-CoV-2 potrebbero avere un decorso clinico più grave rispetto a coloro che sono HIV-negativi. In particolare lo studio di Ambrosioni et al., pubblicato su Lancet, affronta diversi aspetti come l’impatto dell’infezione da SARS-CoV-2 sulla progressione della infezione da HIV, il monitoraggio dei pazienti HIV durante la pandemia, le evidenze sulle terapie farmacologiche, e le scarse evidenze su questa popolazione, come gli RCT sui vaccini anti-COVID-19 che rendono urgente la produzione di prove relative alla risposta immunitaria di questi pazienti.
Leggi qui.

-Uno studio condotto tra settembre 2020 e marzo 2021 su oltre 20 mila casi covid-19 di 7 paesi europei (Cipro, Estonia, Finlandia, Irlanda, Italia, Lussemburgo e Portogallo) evidenzia un maggior rischio di ricovero ospedaliero e in terapia intensiva, ma non di mortalità, nei casi di variante B.1.1.7/SGTF (variante inglese), B.1.351 (variante sudafricana) e P.1 (variante Brasiliana), rispetto ai casi con infezione da ceppo virale originale. Il rischio è presente anche nella fascia di età 40-59 anni, e lo studio sottolinea l’urgenza di estendere la campagna vaccinale a questa fascia e delle misure di distanziamento sociale per ridurre l’incidenza della malattia e prevenire i casi gravi. Leggi qui.

 -Uno studio longitudinale su 6.9 milioni di inglesi in sovrappeso con età 20+ anni (BMI medio 26·78 kg/m2) valuta il rischio di infezione da SARS-CoV-2 e la gravità, evidenziando una relazione a forma di J tra BMI e ospedalizzazione per COVID-19 (Hazard Ratio di 1.05 per unità di BMI al di sopra di 23 kg/m2 e con i decessi, ed una relazione lineare con i ricoveri in terapia intensiva (Hazard Ratio di 1.10). Si evidenzia anche un maggior rischio di ricovero nelle persone di 20–39 anni rispetto alla classe 80–100 anni, e un rischio minore nelle popolazioni caucasiche. Leggi qui.


 

26 APRILE 2021

-Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) pubblica una nuova interim guidance sui benefici della vaccinazione anti-COVID-19, riassumendo i risultati dei trial e della real world evidence disponibili e le implicazioni in termini di rilassamento delle misure di distanziamento sociale, tenendo conto della circolazione di varianti del virus più infettive. Un aspetto importante da considerare sono le possibili disuguaglianze generate da un accesso differenziale al vaccino di diverse fasce della popolazione. Leggi qui.


 

 

22 APRILE 2021

-Il New England Journal of Medicine ha pubblicato i risultati del trial randomizzato di fase 3 (Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Messico, Peru, Sudafrica, Stati Uniti), aggiornati al 22 gennaio 2021, sul vaccino nCoV-19 prodotto da Johnson & Johnson, basato su un vettore di adenovirus umano inattivo (human adenovirus type 26 - Ad26), che ha recentemente ricevuto l’autorizzazione da parte di EMA e AIFA.
Lo studio documenta, su oltre 19 mila volontari con 18+ anni, un'efficacia nel prevenire il rischio di malattia severa-critica pari a 76.7% (adjusted 95% CI, 54.6 to 89.1) a due settimane dalla somministrazione dell’unica dose di vaccino. L’analisi sui dati del Sudafrica suggerisce un’elevata efficacia del vaccino (73.1% entro due settimane dalla somministrazione) anche dove è prevalente la variante del virus 20H/501Y.V2, e l'analisi sui sottogruppi evidenzia una efficacia nella classe 60+ con patologie croniche. Leggi qui.

 -È online il terzo rapporto AIFA sulla Sorveglianza dei tre vaccini anti COVID-19 in uso: tra il 27 dicembre 2020 e il 26 marzo 2021 su oltre 9 milioni di dosi (sia prima che seconda) somministrate, che riporta i dati sulle segnalazioni di effetti indesiderati e reazioni avverse per classi di età. Leggi qui.

-Il Dipartimento britannico Health and Social Care ha lanciato una “antiviral taskforce” che si occuperà di ricerca sui farmaci per il trattamento di pazienti esposti alla malattia COVID-19. La taskforce continuerà il lavoro di ricerca sugli studi clinici condotti finora nel Regno Unito sull’efficacia e sicurezza di trattamenti antivirali per la cura domiciliare. Leggi qui.

-ISTAT ha pubblicato i primi dati di mortalità per causa riferiti alla prima ondata della pandemia (marzo e aprile 2020) per regione, genere, età, luogo del decesso. I dati sono descritti da tabelle e infografiche. Il 60% dell’eccesso di mortalità registrato a livello nazionale (+49mila decessi) era direttamente attribuibile al COVID-19. Da notare incrementi nella mortalità per polmoniti (+211%), demenze (+49%), cause mal definite (+43%), diabete (+41%) e cardiopatie ipertensive (+40%), rispetto al periodo di riferimento (2015-2019). Leggi qui.


 

 

19 APRILE 2021

-In un commento pubblicato su Lancet vengono elencate 10 ragioni a sostegno dell’ipotesi che la trasmissione di SARS-CoV-2 possa avvenire per via aerea (airborne), soprattutto negli ambienti chiusi. Già nei mesi scorsi numerosi ricercatori avevano invitato l’Oms a modificare il proprio punto di vista, sottolineando come le prove di trasmissione aerea di Sars-Cov-2 si stessero accumulando. Trisha Greenhalgh, tra le autrici del commento, invita le istituzioni che si occupano di salute pubblica ad agire senza ulteriori ritardi. Leggi qui.
 
-New England Journal of Medicine pubblica lo studio israeliano sull’efficacia pratica o effectiveness del vaccino anti-COVID-19 Pfizer-BioNTech su oltre 500 mila persone di età 16+ anni, valutata a partire da una settimana dalla seconda dose (follow-up mediano di 15 giorni tra dicembre 2020 e febbraio 2021).
I risultati indicano che nel 92% dei casi il vaccino è stato in grado di prevenire il rischio di infezione e di malattia grave, con valori simili per fascia di età e genere, e mostrano un lieve decremento dell’effectiveness (a 86%) solo nei soggetti con 3 o più malattie croniche. Leggi qui.
 
-Un’analisi tramite modelli epidemici in Francia ha valutato che le misure di distanziamento sociale progressivamente più rigide instaurate a partire dall’inizio di gennaio 2021 hanno permesso di mantenere il numero di riproduzione effettivo (Re) inferiore a 1, nonostante la crescita della prevalenza della variante B.1.1.7.  Leggi qui.
 

 

15 APRILE 2021

-In uno studio di coorte condotto in Inghilterra (Frampton et al., Lancet) su 341 pazienti Covid-19 ricoverati tra novembre e dicembre 2020, l’ infezione causata dalla variante B.1.1.7 (variante inglese) non è risultata associata a una maggiore gravità clinica dell’infezione rispetto ad altri ceppi virali circolanti. Leggi qui.

 -Uno studio (Lazzerini et al., su Eurosurveillance) su oltre 2000 bambini, condotto grazie alla collaborazione di 20 ospedali italiani, tra febbraio e maggio 2020, ha analizzato i fattori di rischio di infezione da SARS-CoV-2 tra cui, oltre al contatto con un caso Covid-19, sono emersi la presenza di una malattia cardiaca e tra i sintomi, febbre e anosmia, mentre l’età 2-9 anni sembra essere a minor rischio rispetto alla classe di età 10-18 anni. Leggi qui. 

-Annals of Internal Medicine ha pubblicato uno studio metodologico (Follman et al.) sugli approcci di analisi nei trial clinici di fase 3 su efficacia e sicurezza dei vaccini, che proseguono per rispondere a domande fondamentali come la durata dell’immunità. In questi trial la presenza di un gruppo trattato solo con il placebo potrebbe non essere più etica e quindi, secondo i ricercatori, anche questo gruppo dovrà ricevere il vaccino. Quello che propongono è un disegno crossover in cieco che permetta di valutare all’interno dello stesso gruppo l’efficacia tardiva e quindi la durata dell’immunità. Il disegno proposto è definito “deferred-vaccination design”. Leggi qui.


 

 

12 APRILE 2021

-Lo studio randomizzato di fase 2 Steroid in COVID-19 (STOIC), condotto nel Regno Unito, ha sottoposto alcune persone in una fase iniziale dell'infezione SARS-CoV-2 ad un trattamento con glucorticoidi (budesonide) inalatori, e altre ad un trattamento standard, fino alla scomparsa dei sintomi. I partecipanti sono stati seguiti presso il proprio domicilio dall’inizio dello studio e per i successivi 14 giorni. Tra gli esiti misurati, il rischio di ricovero o di ricevere cure urgenti sembra diminuire del 90% nel gruppo assegnato al trattamento cortisonico. Leggi qui.

 

-Sebbene stia aumentando la disponibilità di vaccini contro il virus SARS-CoV-2, ci sono ancora molte incertezze sull’immunità indotta, anche per la presenza delle varianti. Lancet ha pubblicato i risultati di uno studio di coorte prospettico, SIREN, condotto in Gran Bretagna su oltre 25.000 operatori sanitari. Una precedente infezione da SARS-CoV-2 è associata ad un rischio di infezione dell'84% inferiore rispetto alla coorte non precedentemente infetta.. Leggi qui.

 

8 APRILE 2021

-Epicentro presenta la variabilità regionale della copertura vaccinale della popolazione 80+, con dati aggiornati al 23 marzo scorso. La percentuale di vaccinati over 80 per 100 abitanti media nazionale è pari a 55,6% e 8 regioni hanno una copertura minore o uguale alla media nazionale. La copertura varia tra 41.9 in Calabria a 88.9% nella Provincia Autonoma di Bolzano. I dati sottolineano la necessità di un costante monitoraggio della campagna vaccinale in corso. Leggi qui. 

-Lancet (Taquet et al.) ha pubblicato i risultati del primo studio di coorte di grandi dimensioni, sull’incidenza di esiti neurologici e psichiatrici in oltre 200 mila pazienti seguiti per 6 mesi dopo la diagnosi di COVID-19 e confontati con gruppi di pazienti senza l’infezione, selezionati dal database del TriNetX Global Health Research Network (dati da 28 paesi). L’incidenza di queste condizioni era maggiore nei pazienti COVID-19 rispetto ai pazienti con un’altra malattia respiratoria come l’influenza (Hazard Ratio = 1.44), in particolare tra i pazienti che erano stati ricoverati in terapia intensiva considerando solo le prime diagnosi di malattia neurologica/psichiatrica (HR = 2.87, IC95% 2·45–3·35). Leggi qui.


 

 

5 APRILE 2021

-JAMA Pediatrics ha pubblicato i risultati di uno studio condotto negli Stati Uniti che ha stimato il numero di bambini e adolescenti che ha subito la perdita dei genitori per COVID-19. Le stime, basate su modelli demografici e non su dati amministrativi, riportano che circa 40.000 bambini di età compresa tra 0 e 17 anni, tre quarti dei quali adolescenti, hanno perso almeno un genitore per COVID-19. I bambini afroamericani sono stati quelli maggiormente colpiti. Leggi qui.

 -È stato condotto uno studio (Li et al., su Building and Enviroment), a partire da un cluster di COVID-19 in un ristorante a Guangzhou (Cina) poco ventilato, per valutare la probabilità di trasmissione in aria (airborne) e la distribuzione spaziale di SARS-CoV-2, utilizzando misure di gas traccianti e modelli di fluidodinamica computazionale. Lo studio suggerisce che un'adeguata e corretta ventilazione degli ambienti ed evitare condizioni di affollamento sono fattori da tenere in considerazione per prevenire la diffusione di SARS-CoV-2. Leggi qui.

-Eurosurveillance pubblica uno studio inglese che confronta la sieropositività alla proteina Spike (valutato tramite Roche S assay) in due gruppi di circa 80 adulti di età 70+ anni, il primo trattato con una sola dose di vaccino Pfizer/BioNTech e il secondo trattato con due dosi a tre settimane di distanza, confrontando poi la risposta anticorpale di entrambi i gruppi con quella di 100 convalescenti a 3-6 settimane dall’infezione.
La sieropositività alla nucleoproteina (N) virale è stata interpretata come evidenza di passata infezione. Lo studio, nei pazienti con passata infezione e trattati con una dose, mostra una risposta anticorpale anti-proteina spike maggiore a quella dei convalescenti, mentre la seconda dose non sembra provocare un ulteriore aumento della risposta anticorpale. In pazienti senza infezione, solo la somministrazione della seconda dose sembra in grado di generare una risposta anticorpale adeguata, che arriva anche a valori superiori a quella dei convalescenti. Leggi qui. 

-Un’analisi spaziale a livello di ZIP code in tre città americane (Chicago, New York, e Philadelphia), con dati aggiornati a settembre 2020, rivela la presenza di cluster spaziali dei test e degli outcome COVID-19, e l’associazione di tali cluster all’indice di vulnerabilità sociale (Social Vulnerability Index definito dai CDC), rilevando meno test, più positivi, più casi confermati e più decessi COVID-19 negli zip code con maggiore vulnerabiltà sociale. Leggi qui.


 

 

1 APRILE 2021

-L’ISS ha pubblicato il nuovo report sulla sorveglianza COVID-19 nelle RSA con dati aggiornati al 14 marzo 2021 per 833 strutture. I dati mostrano un picco di incidenza ad ottobre-novembre 2020 e una riduzione con l’avvio della campagna vaccinale, iniziata il 27 dicembre 2020, sia negli ospiti che negli operatori sanitari, evidente anche nei mesi di febbraio-marzo, in controtendenza con l’incremento della curva epidemica a livello nazionale. Leggi qui.

-La nuova indagine ISS sulle varianti di SARS-CoV-2 mostra, al 18 marzo 2021, un'ampia diffusione sul territorio nazionale della “variante inglese” del virus con una prevalenza media pari a 86,7% (range: 63,6%-100%), ed una prevalenza pari al 4,0% (range 0%-32,0%) per la “variante ‘brasiliana”. Questi risultati confermano quanto in questa fase sia essenziale contenere e ridurre la diffusione del virus SARS-CoV-2, mantenendo o riportando rapidamente i valori di Rt a valori Leggi qui.

-Morbidity and Mortality Weekley Report ha pubblicato l’analisi delle cause di decesso (ICD-10) negli Stati Uniti per tutto il 2020. La diagnosi di COVID-19 è stata riportata in 378048 schede, nel 40% delle quali era anche presente una condizione componente la catena di eventi morbosi che ha condotto al decesso (polmonite, insufficienza respiratoria, arresto cardiaco) o una condizione concomitante che ha contribuito ad esso. Tra queste ultime le condizioni più frequenti erano ipertensione, diabete mellito e demenza. Leggi qui.


 

 

29 MARZO 2021

-Uno studio multicentrico italiano pubblicato su JAMA ha confrontato due tecniche di ventilazione non invasive, come il casco e l’ossigenoterapia ad alti flussi, per il trattamento di pazienti COVID-19 con modesta o severa insufficienza respiratoria, ammessi in terapia intensiva. Lo studio non ha evidenziato una differenza tra i due gruppi per quanto riguarda il numero mediano di giorni liberi da supporto respiratorio entro i 28 giorni dall’inizio del trattamento. Anche nella maggior parte degli esiti secondari non sono risultate differenze tra i gruppi a confronto. Leggi qui.

-Lancet Public Health ha pubblicato i risultati di un’indagine di siero prevalenza dell’infezione da virus SARS-CoV-2 per stimarne la diffusione tra persone senza fissa dimora accolte in diversi centri di accoglienza, centri di aiuto e mense gestiti da Medici senza Frontiere in Francia. Lo studio mostra che la proporzione di persone maggiormente infettate dal virus e che possiedono una risposta anticorpale varia significativamente tra i diversi luoghi esaminati e tra gruppi: è più alta tra le persone senza fissa dimora che vivono nei dormitori o ostelli (89%); di una certa rilevanza tra coloro che si trovano nei centri di accoglienza (50%) e minore nelle mense (28%). Leggi qui.

-Uno studio italiano (Gandini et al, su Lancet Regional Health Europe) cross sectional e di coorte, condotto da settembre 2020 fino a febbraio 2021, ha utilizzato i dati raccolti dal Ministero della Pubblica Istruzione e dal sistema unico regionale veneto sulla notifica dei casi, per confrontare l’incidenza di SARS-CoV-2 tra gli studenti e il personale scolastico (docente e non) rispetto alla popolazione generale. Lo studio mostra tra gli studenti un’incidenza di COVID-19 inferiore rispetto alla popolazione generale (incidenza overall:108/10,000) e l’assenza di un’associazione temporale tra riapertura delle scuole in diverse regioni italiane e incremento dell’indice Rt regionale. Leggi qui.


 

 

25 MARZO 2021

-Numerosi studi hanno già evidenziato il ruolo di diversi fattori di rischio e patologie pregresse nel decorso della malattia da COVID-19, anche tra i lavoratori. Alcune categorie di lavoratori risultano essere maggiormente a rischio. Una revisione della letteratura pubblicata su JOEM fornisce una guida pratica e raccomandazioni per il ritorno al lavoro in sicurezza sulla base di tre “pilastri”: i fattori individuali; i fattori di comunità e i fattori legati al tipo di attività lavorativa. Leggi qui.

-La stagione influenzale 2020/21 è stata eccezionale, in quanto nonostante l’elevato numero di campioni analizzati non si è raggiunta la soglia epidemica del 10% di positività in tutta la regione europea dell’OMS, probabilmente grazie alle misure di prevenzione del virus SARS-CoV-2 (es. riduzione degli spostamenti delle persone, uso di mascherine). Leggi qui.

-Uno studio pubblicato sul Lancet e una revisione sistematica pubblicata su Annals of Internal Medicine affrontano il tema della durata della risposta anticorpale contro SARS-CoV-2.
Lo studio del Lancet condotto a Wuhan, Cina su oltre 9000 persone arruolate con sintomi o diagnosi di COVID-19 con follow-up da aprile a dicembre 2020, riporta una persistenza dei titoli di anticorpi neutralizzanti e della quota di persone con anticorpi IgG.
La revisione di 66 studi osservazionali su casi di infezione confermati con RT-PCR suggerisce che l’80% dei casi adulti sviluppa anticorpi IgM che iniziano a diminuire a 27 giorni dalla diagnosi (prove di qualità moderata), che il 95% sviluppa anticorpi IgG che possono essere rilevati fino a 120 giorni dalla diagnosi (qualità moderata) e che il livello di anticorpi aumenta con l’età e con la gravità della malattia (qualità bassa).

Studio del Lancet (He et al.).

Revisione sistematica di Annals of Internal Medicine (Arkhipova-Jenkins et al.).

-Uno studio di coorte (pubblicato su BMJ) su oltre 2500 studenti di 6-16 anni di 55 scuole svizzere, seguiti tra giugno-luglio a ottobre-novembre 2020, evidenzia un incremento della sieroprevalenza a SARS-CoV-2 tra i due periodi (e nessuna variazione tra le fasce di età), a fronte di una limitata presenza di cluster di casi a livello di singole classi, contrariamente a quanto atteso sulla base delle esperienze di altri paesi. Questo risultato potrebbe essere attribuibile alle misure di prevenzione attive a scuola tra cui il contact tracing, la quarantena preventiva e l’utilizzo delle mascherine da parte del personale scolastico e degli studenti delle scuole superiori. Leggi qui.


 

 

22 MARZO 2021

-Lo European Centre for Disease Prevention and Control pubblica uno statement sui test antigenici rapidi che possono essere auto-somministrati dalla popolazione, che se da una parte permettono una rapida identificazione dei casi e quindi del contenimento dell’infezione, dall’altra pongono alcune criticità ad esempio relative al monitoraggio dell’epidemia, tra cui la misura del tasso di positivi e di nuovi casi. Leggi qui.

 

-“Making the Link: Gender Equality and Health” è una nuova pubblicazione del network europeo Eurohealthnet che fa una sintesi delle evidenze su genere, salute e disuguaglianze prima e durante la pandemia, portando alcuni esempi di buone pratiche tra cui i centri antiviolenza attivi in Italia. Leggi qui.


 

 

18 MARZO 2021

-Continua la sperimentazione sull’efficacia dei vaccini contro le varianti del coronavirus. NEJM riporta i risultati di un trial condotto in Sudafrica su adulti, con un’età media di 30 anni, senza patologie croniche e HIV-negativi, assegnati in modo random a due dosi di vaccino ChAdOx1 nCoV-19 (prodotto da Astrazeneca) o placebo. Sintomi COVID da lievi a moderati sono comparsi nel 3,2% dei partecipanti che hanno ricevuto il placebo e nel 2,5% di quelli che hanno ricevuto il vaccino, per un’efficacia pari a 21.9%. Leggi qui.

-Eurostat pubblica i dati di mortalità totale del 2020 per tutti i 27 paesi dell’Unione, stimando un eccesso totale di 580 mila decessi tra marzo e dicembre 2020 rispetto al periodo 2016-2019 preso come riferimento. L’eccesso è stato osservato in tutti i mesi, ma è stato più alto nel mese di novembre (+41%) con una forte eterogeneità tra paesi che riflette la diversa evoluzione dell’epidemia. Leggi qui.


 

 

15 MARZO 2021

-L’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato i risultati del modulo COVID-19 delle indagini PASSI (18-69enni) e PASSI d’argento (ultra 65enni), che fanno un quadro sulla percezione del rischio e le misure di prevenzione adottate, sull’impatto dell’emergenza sulle condizioni economiche e lavorative e sulle esperienza di malattia e sullo stato emotivo. Leggi qui.

-Una rapid review sui test molecolari per SARS-CoV-2 pubblicata su Eurosurveillance analizza le evidenze disponibili sui test molecolari in base al campione biologico utilizzato (naso-faringeo, oro-faringeo, sangue, etc), al numero di giorni dall’insorgenza dei sintomi, alla gravità e allo stadio clinico della malattia. La rilevazione dell’RNA virale nel tratto respiratorio durante la convalescenza può essere prolungata. Gli autori suggeriscono l’utilizzo dell’esame sierologico per confermare la presenza di anticorpi neutralizzanti nei casi di bassa viremia (elevati valori Ct della PCR) in campioni delle vie respiratorie superiori. Leggi qui.


 

 

11 MARZO 2021

-BMJ ha pubblicato uno studio inglese (Challen et al.) che confronta la mortalità nei casi con infezione dai ceppi di SARS-CoV-2 predominanti fino a settembre 2020, con i casi con la variante inglese del virus comparsa nel mese di ottobre. L’analisi condotta tra il 1 Ottobre 2020 e il 29 Gennaio 2021, con follow-up al 12 Febraio 2021, mostra un Hazard Ratio di mortalità pari a 1.64 (95% confidence interval 1.32 to 2.04) nei soggetti infettati dalla variante rispetto ai casi di infezioni dai ceppi originali. Leggi qui.

-Annals of Internal Medicine (Paltien et al.) propone una valutazione dell’impatto clinico ed economico di uno screening di massa, basato su test antigenici rapidi di uso domestico sulla popolazione americana utilizzati con cadenza settimanale. Questo intervento, secondo diversi scenari a 60 giorni, porterebbe ad evitare tra 634 mila e 7 milioni di infezioni, e tra 3390 e 41700 decessi, con importanti risparmi in termini economici. Leggi qui.

-L'articolo di Kompaniyets et al. - pubblicato su Morbility and Mortality Weekley Report – documenta, su oltre 3 milioni di americani con accesso in pronto soccorso o ricovero nel 2020, che l’obesità è un fattore di rischio per ospedalizzazione e decesso in ospedale legati all'infezione da Covid-19, con rischi crescenti all'aumentare dell’indice di massa corporea, particolarmente elevati tra gli adulti di età inferiore a 65 anni. Leggi qui.

-The Lancet Global Health pubblica i risultati di una revisione sistematica sugli studi di sieroprevalenza di SARS-CoV-2: la metanalisi mostra una sieroprevalenza di infezione pari a 4.7% nella regione europea WHO, inferiore a quella di India (19.6%), Africa (16.3%) e del Mediterraneo orientale (13.4%). La sieroprevalenza è maggiore nei sottogruppi a maggior rischio come gli operatori sanitari e i contatti stretti di casi COVID-19. Leggi qui.


 

 

8 MARZO 2021

-Una nuova sezione Vaccines Explained series dell’OMS spiega come si originano le varianti del virus SARS-CoV-2 e come la vaccinazione possa contribuire a bloccarne la diffusione e prevenire nuove future varianti. Leggi qui.

-Uno studio francese basato su due survey, condotte a distanza di 20 giorni nel mese di gennaio 2021, ha stimato che la variante “inglese” è più contagiosa del 59% rispetto al virus originale e che la sua prevalenza potrà raggiungere il 96% (95% CrI: 94–97%) entro il 1 aprile. Questi dati sottolineano l’importanza di rafforzare la sorveglianza genomica tramite un monitoraggio rapido e accurato delle varianti attuali e di quelle future.Leggi qui.

-In un podcast pubblicato in The Lancet Voice, sir Michael Marmot parla di come le disuguaglianze siano associate ai peggiori esiti del COVID-19, suggerendo cosa debba cambiare nella società post-pandemia. Ascolta qui.

-In tutto il mondo le carceri sono luoghi centrali della pandemia, ma le strategie messe in atto dai paesi sono diverse, e né l’Oms né l’Unione Europea hanno prodotto specifiche linee guida per le vaccinazioni nelle carceri. Negli Stati Uniti, dove la popolazione carceraria è pari a 2.3 milioni, la probabilità di contrarre l’infezione da SARS-CoV-2 è fino a 5 volte più alta rispetto alla popolazione generale. Un editoriale (Barksy et al.) pubblicato su NEJM sottolinea il ruolo centrale della vaccinazione nelle carceri insieme a politiche di scarcerazione, test e tracciamento delle visite domiciliari. Leggi qui.


 

 

4 MARZO 2021

-L'OMS ha pubblicato un nuovo aggiornamento delle Living guidelines on drugs to prevent covid-19 tra le persone che non hanno contratto il virus. Le raccomandazioni sono quelle di non usare l’idrossiclorochina in via preventiva. Gli studi finora disponibili mostrano che l’effetto sulla mortalità e sulle ospedalizzazioni risulta essere piccolo o nullo, mentre è probabile un aumento degli eventi avversi. Il panel raccomanda inoltre di orientare la ricerca su altri farmaci. Leggi qui.

-Una revisione Cochrane sull’accuratezza diagnostica di segni e sintomi per identificare le persone affette da COVID-19 che si presentano al Pronto soccorso o dal proprio medico di famiglia. La revisione ha identificato 44 studi che hanno coinvolto più di 26mila partecipanti e che riportano dati relativi a 84 segni e sintomi, tra i quali tosse e febbre. Nessuno di questi risulta essere abbastanza accurato per una diagnosi certa di COVID-19. Leggi qui.

-Una nuova indagine ISS sulla prevalenza delle nuove varianti del virus SARS-CoV-2 conferma un’ampia diffusione della variante inglese (prevalenza=54%, range: 0%-93,3%) e una espansione della variante brasiliana in Lazio, Toscana e Umbria (prevalenza=4.3% (range: 0%-36,2%), mentre la prevalenza della variante sudafricana è ancora bassa (prevalenza=0,4% range: 0%-2,9%). Leggi qui.

 

1 MARZO 2021

-In uno studio osservazionale (Dagan et al.), condotto in Israele e pubblicato su NEJM, circa 500,000 sanitari che avevano ricevuto il vaccino Pfizer sono stati confrontati con personale sanitario non vaccinato negativo al SARS-CoV-2, documentando una efficacia crescente della vaccinazione, sia nel prevenire le nuove infezioni (sia sintomatiche che non) che gli esiti più gravi (ospedalizzazione e decesso).
Considerando la capacità di prevenire le nuove infezioni, l’efficacia cresce dal 46% (intervalli di confidenza al 95% [CI], 40 to 51 da 14 a 20 giorni dopo la prima dose, al 92% (95% CI, 88 to 95) a partire da 7 giorni dopo la seconda dose di vaccino. L’efficacia è presente in tutti i gruppi di età e nei sottogruppi con condizioni croniche (obesità, diabete, ipertensione). Leggi qui.

-L’OMS ha pubblicato un policy brief sul long-COVID, la sindrome che colpisce un paziente Covid ogni 10 a 4 mesi dall’infezione, caratterizzata da persistenza di problemi di salute quali dolori muscolari, disturbi di memoria, dispnea e palpitazioni. È fondamentale una sorveglianza di questi pazienti e una risposta sanitaria coordinata e omogenea tra i diversi paesi e le diverse aree di uno stesso paese, così come iniziative per la sensibilizzazione ed empowerment dei pazienti nella gestione di questa condizione. Leggi qui.


 

 

25 FEBBRAIO 2021

-Un’analisi pooled di studi randomizzati di fase 2/3 (UK), 3 (Brasile) e 1/2 (Sud Africa) sul vaccino nCoV-19 prodotto da Astrazeneca e Università di Oxford, che ha recentemente ricevuto l’autorizzazione da parte di EMA e AIFA, documenta su oltre 17 mila volontari con 18+ anni un'efficacia nel prevenire il rischio di infezione sintomatica dopo la seconda dose pari al 66·7% (95% CI 57·4–74·0). L’efficacia è maggiore se la seconda dose è somministrata a maggiore distanza (≥12 settimane) rispetto a Leggi qui.

-L’ONU ha pubblicato una guida per i governi locali e nazionali per promuovere una gestione sostenibile delle infrastrutture da applicare anche in fase di ripresa economica e sociale post COVID-19, fornendo una serie di strumenti ed esperienze locali anche sul tema della resilienza ai disastri naturali e ai cambiamenti climatici. Leggi qui.

-Il Lancet (Mansfield et al.) ha pubblicato i risultati di uno studio di serie temporali interrotte sugli effetti indiretti della pandemia sul ricorso a visite mediche e cure primarie per disturbi mentali e altre condizioni - come alcolismo, asma, COPD, diabete e malattie cardiovascolari - in Inghilterra, su circa 10 milioni di persone.
Durante il periodo di misure restrittive, dopo una prima riduzione delle visite per tutte le condizioni, si osserva invece un rapido incremento temporale delle visite, in particolare per angina instabile e sintomi acuti dell’alcolismo, mentre le altre condizioni fino al mese di luglio rimangono comunque al di sotto dei livelli di visite pre-lockdown. Leggi qui.

-A partire dai dati disponibili dal sistema informativo di mortalità attivo in Cina “China’s Disease Surveillance Points”, che riguarda circa 300 milioni di abitanti, è stato valutato l’eccesso di mortalità totale per causa e per area geografica durante i primi tre mesi di pandemia (gennaio-marzo 2020).
In tre distretti della regione di Wuhan, è stato osservato un eccesso significativo di mortalità, soprattutto nelle aree centrali e suburbane dei distretti considerati, non solo per polmonite ma anche per altre cause. Viceversa, in altre regioni della Cina non è stato osservato nessun eccesso significativo di mortalità e un minor tasso per polmonite, patologie respiratorie e incidenti stradali. Leggi qui.

-L’esperienza della pandemia ha messo in luce la necessità di essere preparati ad eventi pandemici inattesi, in termini di capacità diagnostiche, dispositivi di protezione individuali, prevenzione e controllo delle infezioni, sorveglianza virologica ed epidemiologica. Per questo, il Centro di Prevenzione e controllo delle malattie del Ministero della Salute ha aggiornato il Piano pandemico influenzale, inserendo una serie di azioni mutuate dall’esperienza SARS-CoV-2 in corso. Leggi qui. 


 

 

22 FEBBRAIO 2021

-Il comitato di Bioetica della Commissione Europea ha pubblicato una serie di raccomandazioni per assicurare un accesso equo ai vaccini in questa e nelle future pandemie riguardo i sottogruppi più fragili che potrebbero avere maggiori difficoltà ad accedere ai servizi sanitari, ponendo l'accento sulla necessità di abbattere i costi, su quella di evitare la discriminazione nell’accesso, e sulla comunicazione alla popolazione e alla qualità dei servizi vaccinali. Leggi qui.

-Gli Stati Membri dell'Unione Europea hanno sottoscritto una strategia comune sui test rapidi antigenici in particolare per quanto riguarda il loro uso e la condivisione dei dati a livello comunitario. Leggi qui.

-Sulla base delle evidenze scientifiche sempre maggiori, ISS ha aggiornato le linee guida sulle pratiche clinico-assistenziali appropriate per la presa in carico del percorso nascita in donne con infezione sospetta o confermata da virus SARS-CoV-2. Leggi qui.


 

 

18 FEBBRAIO 2021

-È online il rapporto ISS che riporta i dati della prima indagine di prevalenza sulla variante inglese, con una prevalenza nazionale del 17.8%, a conferma di una grande diffusione sul nostro territorio ma non omogena tra le regioni, probabilmente in base alla data di ingresso della variante stessa. Leggi qui.

-Epicentro pubblica un approfondimento sulle possibili differenze di genere della cosiddetta sindrome long-COVID, dovuta alla persistenza di sintomi variabili e debilitanti per molti mesi dopo l'infezione iniziale. Leggi qui.

-I dati real world preliminari sul vaccino Pfizer e BioNTech sul personale sanitario in Israele confermano la capacità della prima dose vaccino di stimolare una risposta anticorpale, con valori di IgG 21 giorni dopo la vaccinazione simili a quelli ottenuti negli studi clinici. Leggi qui.

-Un’analisi del BMJ (Crozier et al.) torna a parlare dei test antigenici rapidi a flusso laterale, in particolare illustrando l’utilizzo che ne stanno facendo le autorità di Liverpool nella strategia basata su: test-to-protect, per isolare rapidamente casi sospetti in contesti ad alto rischio; test-to-release, per “liberare” dalla quarantena persone non più infettive; e test-to-enable, per consentire i contatti sociali. Leggi qui.


 

 

15 FEBBRAIO 2021

-Uno studio osservazionale statunitense (Rentsch et al., su BMJ), basato sull'analisi di cartelle cliniche, valuta se una profilassi con anticoagulanti nelle prime 24 ore di ospedalizzazione diminuisca, rispetto a nessuna somministrazione degli stessi, il rischio di mortalità tra pazienti con COVID-19.
Tra i pazienti che hanno ricevuto il trattamento di profilassi, eparina o enoxaparin sono stati i farmaci più utilizzati. Gli esiti principali sono stati la mortalità a 30 giorni, la mortalità intraospedaliera e altre complicanze. Leggi qui.

-Appena pubblicato il report della ECDC che, sulla base delle prove disponibili, ha sviluppato una serie di raccomandazioni sull’uso delle mascherine di tipo medico per contrastare la diffusione del virus SARS-CoV-2. Anche se le prove sono incerte si raccomanda l’uso delle mascherine di tipo medico negli spazi chiusi pubblici e in luoghi all’aperto affollati, soprattutto per le persone anziane e con patologie. Nelle abitazioni private l’uso è raccomandato per persone con sintomi da COVID-19 o per infezione conclamata e per i loro conviventi. Leggi qui.


 

11 FEBBRAIO 2021

-Il Ministero della Salute redige un documento sulle raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19. Leggi qui

-Come è noto, è stata segnalata sia in Europa che negli Stati Uniti una malattia iperinfiammatoria che si può presentare nei bambini da 2 a 4 settimane dopo una grave forma di COVID-19. Uno studio francese, retrospettivo (Ouldali et al., pubblicato su JAMA), condotto su un campione di bambini con sospetta sindrome infiammatoria multisistemica, valuta gli esiti clinici dopo un trattamento con immunoglobuline o immunoglobuline in associazione a metilprednisolone. Leggi qui.

-Un insight del JAMA (Rasmussen et al.) fa il punto sulla relazione tra COVID-19 e gravidanza anche in relazione alla vaccinazione. Riguardo quest'ultimo aspetto, anche se non sono disponibili dati sul periodo della gravidanza né sulla fase di allattamento, i medici curanti devono tenere presenti le evidenze sulla sicurezza provenienti da studi sperimentali su modelli animali e quelle su altri vaccini. Leggi qui.

-Kampf e Kulldorff sul Lancet pubblicano un appello affinché ci sia una mobilitazione da parte degli scienziati, degli operatori sanitari, dei decisori politici e dei giornalisti, che spinga a far valutare il costo-beneficio dei lockdown e di altre misure di contenimento per l’epidemia, anche in termini di ricadute indirette sulla salute in termini di diagnosi e cura di patologie non COVID-19. Leggi qui.


 

 

8 FEBBRAIO 2021

-Il 9 febbraio inizia una nuova serie di seminari promossi dall’OMS sulla vaccinazione anti-COVID-19, dedicati agli operatori sanitari e per stakeholder nazionali, regionali e globali.
Le prime date:
9 febbraio: First session for national, regional and global stakeholders
16 febbraio: First session for health workers

-L’OMS, con il nuovo Early AI-supported Response with Social Listening, analizza ogni settimana in 20 paesi i contenuti dell’infodemia, ovvero la parallela “epidemia” di informazione che interessa soprattutto i social network. Leggi qui.

-Secondo un editoriale pubblicato su The Lancet Rheumatology, 10 milioni di cittadini britannici sono in attesa di intervento chirurgico di elezione, e tra questi 86mila attendono l’intervento di artroplastica cancellato durante il lockdown. Allungare i tempi di attesa può peggiorare la qualità della vita a causa del dolore e delle limitazioni nei movimenti e rappresenta uno dei tanti problemi causati dal COVID-19 sulle altre patologie. Leggi qui.


 

 

4 FEBBRAIO 2021

-Il coronavirus SARS-CoV-2 si diffonde principalmente attraverso le goccioline del respiro delle persone infette (droplets),mentre è rara la trasmissione con il contatto di superfici. Un editoriale pubblicato su Nature sollecita le grandi agenzie sanitarie internazionali come OMS e CDC ad aggiornare le linee guida sulla trasmissione del coronavirus SARS-CoV-2. Sono infatti numerose le agenzie sanitarie che, a livello nazionale, suggeriscono la sanificazione delle superfici come mezzo di contenimento dell’epidemia. Leggi qui.

-Il Lancet ha pubblicato i risultati dell’analisi ad interim dello studio randomizzato di fase 3 su efficacia e sicurezza del vaccino anti-COVID-19 Gam-COVID-Vac (Sputnik V) - che trasporta il materiale genetico della proteina Spike del virus in due vettori di adenovirus umano inattivi (Ad26 e Ad25) - sviluppato in Russia e sperimentato su 22mila volontari, di cui il 10% con più di 60 anni e un quarto con patologie croniche (diabete, ipertensione, malattia ischemica cardiaca, obesità).
Con un follow-up mediano di 48 giorni dalla prima dose (e con la seconda dose somministrata il giorno 21), il vaccino si è mostrato efficace nel breve termine, prevenendo il rischio di infezione nel 91,6% dei casi (IC 95% 85,6 to 95,2), e l’efficacia rimane elevata nei diversi sottogruppi di età e genere. Il vaccino sembra indurre una risposta immunitaria anticorpale (IgG) e cellulare (IFN-γ). Non sono emerse criticità relative alla sicurezza del vaccino. Leggi qui.

-Una revisione sistematica (Rattka et al., su Heart) su 10 studi sui pazienti con infarto STEMI pubblicati fino ad agosto 2020 documenta un minore tasso di ricovero ospedaliero per questi pazienti durante la pandemia, e un aumento (+7 minuti) del tempo intercorso tra ingresso in ospedale e angioplastica (door-to-balloon time), mentre non sembrano esserci differenze nella mortalità ospedaliera di questi pazienti rispetto al periodo precedente. Leggi qui.


 

 

1 FEBBRAIO 2021

-C’è un legame stretto tra Covid-19 e patologie cardiovascolari, sia perché le persone affette da queste condizioni sono a maggior rischio di sviluppare gli effetti più gravi dell’infezione, sia per le conseguenze cardiovascolari causate dalla stessa. Il 3 febbraio (ore 10-13) le evidenze e i dati raccolti durante il primo anno di pandemia saranno presentati in un evento organizzato dalla commissione europea su “Lessons learned from COVID19 for Cardiovascular Health: Health Systems Resilience & Digital Transformation”. Leggi qui.

-Di fronte al COVID-19 i sistemi sanitari di tutto il mondo sono stati messi sotto pressione per il carico di assistenza sanitaria richiesta dai pazienti affetti. Un gruppo di ricercatori italiani ha indagato l’impatto di tutto ciò sulla mortalità nei pazienti ricoverati in un ospedale lombardo, nel periodo febbraio-maggio 2020. Da un punto di vista di sanità pubblica i risultati suggeriscono l’importanza strategica di politiche mirate ad evitare il ricovero per COVID-19. Leggi qui.


 

 

28 GENNAIO 2021

-Centers for Disease Control and Prevention ha pubblicato i risultati di uno studio (Falk et al.) che ha coinvolto studenti delle scuole primarie e secondarie e docenti di 17 scuole statunitensi. L’uso della mascherina riportato dai partecipanti allo studio è stato molto alto (>92%).Tra i 5,530 partecipanti sono stati riportati 191 casi di COVID-19, un numero più basso rispetto a quello registrato nello stato di riferimento. Il 3.7% di questi casi sono stati associati alla trasmissione in ambiente scolastico, tutti tra gli studenti. Leggi qui.

-Una revisione pubblicata su Annals of Internal Medicine (Oran et al.) sugli studi di sieroprevalenza o di screening di massa pubblicati fino a novembre 2020, con gli studi di maggiori dimensioni condotti in Spagna (60mila soggetti) e in Inghilterra (365mila), evidenzia che circa un terzo delle persone con infezione da SARS-CoV-2 sono asintomatiche, e la maggior parte di esse (i tre quarti) continua a non sviluppare sintomi anche alle valutazioni successive. Leggi qui.

-Gli Stati Uniti, uno dei primi paesi ad avere iniziato la vaccinazione anti-covid-19, ha però il 39% dei rispondenti ad una delle ultime survey nazionali che sostiene che probabilmente o sicuramente non si vaccinerà. Come persuadere queste persone affinché si possa raggiungere l’80% della popolazione (necessario per ottenere la cosiddetta immunità di gregge)? Wood e Schulman, in un articolo pubblicato sul New England Journal of Medicine suggeriscono delle possibili strategie prese in prestito dalle tecniche di marketing. Leggi qui.

-Il network europeo per le neuroscienze (European Brain Council) ha pubblicato uno Statement sull’impatto del COVID-19 sulla salute mentale e neurologica, in cui vengono sintetizzate le evidenze di impatto diretto e indiretto della pandemia su queste patologie, come le manifestazioni neurologiche presenti in due terzi dei pazienti Covid-19, il burn-out degli operatori sanitari e il maggior ricorso a cure psichiatriche o psicologiche nella popolazione post-lockdown. Leggi qui.


25 GENNAIO 2021

-JAMA ha pubblicato i risultati preliminari di uno studio clinico in corso (Gottlieb et al.), randomizzato, sull’efficacia degli anticorpi monoclonali Bamlanivimab in monoterapia rispetto alla combinazione con Etesevimab e con placebo su persone con sintomi da COVID-19 lievi e moderati, in regime ambulatoriale. Gli esiti clinici valutati sono stati la riduzione della carica virale, miglioramento dei sintomi e degli eventiLeggi qui.

-WHO ha sviluppato un risk-meter con un quiz di 10 domande per valutare il rischio associato ai propri comportamenti, con raccomandazioni a seconda del luogo in cui ci si trova, soprattutto in relazione al distanziamento e al tempo che si trascorre in un determinato posto. Leggi qui.

Video Youtube alla fine del quiz

-L’Associazione italiana di Epidemiologia insieme ad Epidemiologia e Prevenzione e a Scienza in Rete ha sviluppato il cruscotto MADE per il monitoraggio e l’analisi dei dati dell’epidemia di CODIV-19 fino al dettaglio provinciale. Il sistema utilizza i dati pubblicati giornalmente dalla Protezione Civile e si aggiorna automaticamente ogni sera verso le ore 19. Leggi qui.


 

21 GENNAIO 2021

-Un nuovo rapporto della London School of Hygiene and Tropical Medicine riporta i risultati della validazione di un modello previsionale della durata del ricovero e dell’occupazione dei posti letto ospedalieri, utilizzando i cinque percorsi intraospedalieri reparto-terapia intensiva di oltre 14 mila pazienti Covid-19 ricoverati tra marzo e luglio 2020 in Gran Bretagna, con una eterogeneità a livello regionale. Leggi qui.

 

-Il COVID-19 Social Study (  https://www.covidsocialstudy.org/) è una web survey settimanale che coinvolge oltre 70 mila persone in tutta la Gran Bretagna. Gli ultimi dati rivelano che da settembre a dicembre l’aderenza delle persone al lockdown è aumentata, mentre è molto basso il ricorso ai test diagnostici, con solo il 18% dei partecipanti con più di 60 anni che risulta averne effettuato uno a seguito dell’insorgenza di sintomi. Leggi qui.

-Un numero di studi sempre maggiore valuta, soprattutto tramite survey, la salute mentale di bambini e adolescenti in relazione al Covid-19, in particolare all’isolamento forzato causato dal virus. Una survey condotta a giugno 2020 dal Campus biomedico e da Sapienza Università di Roma, su un campione nazionale di 992 tra bambini e adolescenti con disturbo da deficit di attenzione, ha rivelato durante i giorni di lockdown totale o parziale, un aumento dei sintomi di noia, rabbia e scarso interesse in entrambi i gruppi di età, anche se i bambini sono risultati più vulnerabili ai cambiamenti emotivi. Leggi qui.


 

18 GENNAIO 2021

-Uno studio (Whang et al., su JAMA Ophtalmology) condotto su oltre 120,000 bambini di età compresa tra 6-13 anni in 10 scuole primarie cinesi, a Feicheng, nello Shandong, mostra dopo 5 mesi di didattica a distanza durante il lockdown, un aumento della prevalenza di miopia rispetto ai dati di prevalenza degli anni 2015-2019, con un incremento da 27.7% nel 2018 a 37.2% nel 2020 nei bambini di 8 anni. Leggi qui.

-Lo European Center for Disease Prevention and Control pubblica, con il contributo di valutatori indipendenti, un documento di analisi strategica e di performance della propria risposta di sanità pubblica in termini di sorveglianza pandemica, di supporto dato ai paesi membri e di produzione di evidenze scientifiche nel periodo gennaio-settembre 2020, con indicazioni sulle aree critiche per migliorare l’efficacia della risposta anche nel lungo periodo. Leggi qui.

 

-Continua la pubblicazione di materiale divulgativo sul COVID-19 da parte dell’OMS. Questa volta dedicato a due temi: sui criteri per assicurare una vaccinazione equa ed efficiente e sui motivi per cui gli scienziati devono continuare a indagare sulle origini del virus.

 

Leggi documento 1
Leggi documento 2.


 

 

 

14 GENNAIO 2021

-Una nuova sezione sul sito di Epicentro sui vaccini, per essere aggiornati su quelli già disponibili, su quelli che lo diventeranno e sul piano di vaccinazione italiano. Leggi qui.

-L’obesità può contribuire all’insorgenza di eventi avversi nella malattia da COVID-19. Uno studio (Hendren et al.) pubblicato su Circulation analizza i dati di registri di patologia cardiovascolare relativi a pazienti ricoverati in 88 ospedali statunitensi. Lo studio conferma che le persone con obesità, ospedalizzate per COVID-19, sono a maggior rischio di mortalità o ventilazione meccanica, anche se sotto i 50 anni di età. Leggi qui.


 

 

 

11 GENNAIO 2021

-Anche se l’Rt è inferiore a 1 è importante mantenere il livello di incidenza basso e costante, altrimenti eventuali allentamenti delle misure di contenimento potrebbero portare a una ripresa della curva epidemica. Lo dimostrano i risultati di uno studio FBK-ISS-INAIL sui dati dell’epidemia in Italia fino a settembre 2020. Leggi qui.

 

-Lancet pubblica il più lungo follow-up di pazienti ricoverati per COVID-19, condotto su 1733 persone a Wuhan in Cina a 6 mesi di distanza dal ricovero. Lo studio (Huang et al.) evidenzia rischi elevati all’aumentare della criticità dei pazienti (senza/con supporto ossigeno o con ventilazione meccanica) in particolare associati ad alterazioni nella perfusione polmonare, a depressione e ad astenia o debolezza muscolare. Leggi qui.

 

-Uno studio (Bendevid et al, su European Journal of Clinical Investigation) ha stimato la crescita dei casi COVID-19 in relazione alla messa in atto di misure non farmacologiche per il controllo dell’epidemia da SARS-CoV-2, confrontando il numero di casi in paesi che hanno adottato misure molto restrittive, con quelli di paesi che hanno attuato minori restrizioni. Leggi qui.


 

 

7 GENNAIO 2021

 

-L’Istituto Superiore di Sanità pubblica il rapporto sui casi di Covid-19 nelle scuole da settembre a dicembre 2020 e sulle evidenze disponibili relative all’impatto della chiusura e riapertura delle scuole sulla curva epidemica in Italia e in altri paesi. Leggi qui.

-Ricercatori di Harvard e di Yale, in una lettera pubblicata su Annals of Internal Medicine, analizzano i pro e i contro dell'utilizzo di una sola dose di vaccino anti-COVID-19 anziché le due dosi previste. Anche se esistono informazioni sufficienti sull’efficacia della dose singola, ci sono d’altro canto implicazioni importanti in termini etici, di massimizzazione dei benefici e minimizzazione dei rischi, che i ricercatori suggeriscono di non ignorare. Leggi qui.


 4 GENNAIO 2021

-Una revisione sistematica pubblicata su Cancer (Desai et al.) riporta i risultati di 18 studi di coorte che valutano la mortalità overall in pazienti con diagnosi di tumore e con infezione da SARS-CoV-2. Tra i 2922 pazienti, in maggioranza ospedalizzati, il tasso di mortalità stimato è stato pari al 30% (95% IC 25%-35%). Considerando nell’analisi sia pazienti ospedalizzati che altri setting il tasso di mortalità è diminuito al 15% (95% IC 9%-22%), con una significativa eterogeneità tra gli studi. Leggi qui.

-Due recenti studi inglesi, seppure con approcci diversi, confermano che la nuova variante SARS-CoV-2 B.1.1.7 che ha colpito il sud-est dell’Inghilterra è più trasmissibile dei ceppi precedenti: le misure di contenimento esistenti potrebbero non essere sufficienti, e potrebbe risultare necessario raggiungere una maggiore copertura vaccinale nel paese, oltre a monitorare gli spostamenti da UK verso altri paesi.

 

Leggi qui il report dell'Imperial College.
Leggi qui il report della London School.


 

 

 



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