Fattori di rischio della contaminazione da β-HCH nella popolazione residente lungo il fiume Sacco: le conferme da un nuovo studio Print

valle saccoLa Valle del Sacco è stata riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente come Sito di Interesse Nazionale (SIN) per la presenza di diverse fonti di inquinamento industriale.

Nel 2008 la Regione Lazio ha istituito il Programma di Sorveglianza Epidemiologica e Sanitaria che includeva i residenti entro 1 Km dal Fiume Sacco nei comuni di Colleferro, Segni, Gavignano, Anagni, Sgurgola e Morolo, e che prevedeva la raccolta di informazioni sulla salute e sullo stile di vita della popolazione e la determinazione del beta-esaclorocicloesano (β-HCH) nel sangue e di altri parametri ematochimici.

I primi risultati di questa attività sono stati già pubblicati ( https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3729409/ - Porta D, 2013). Il presente studio, svolto in collaborazione con il Dipartimento di Prevenzione della ASL ROMA 5 ed il National Health Institute Finlandese, approfondisce l’analisi dei principali determinanti della contaminazione umana da β-HCH, come la dieta e l’appartenenza degli individui alla stessa famiglia.

Lo studio documenta che età, consumo di acqua dai pozzi locali e consumo di cibi locali (in particolare uova e manzo) sono i principali fattori di rischio per la contaminazione umana da β-HCH. È emerso inoltre un rischio maggiore di avere alti livelli di β-HCH nel sangue nelle persone con un BMI (indice di massa corporea) elevato. 

Per maggiori informazioni, cliccando qui trovate il link alla pubblicazione.