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Spazi verdi e sviluppo cognitivo all'età di 7 anni in una coorte di Roma: il ruolo di mediazione del diossido di azoto PDF Stampa E-mail

green verdeLe aree verdi presenti nelle nostre città svolgono numerose funzioni utili, tra cui quella di mitigare l'impatto delle esposizioni ambientali, nella popolazione e in particolare nei bambini, che tuttavia crescono sempre più in contesti urbani esposti a diversi fattori di rischio ambientali.

Lo studio condotto dal DEP si pone dunque l’obiettivo di valutare l’associazione tra il verde urbano e lo sviluppo cognitivo in una coorte di bambini di 7 anni residenti a Roma, e considerare il potenziale ruolo mediatore del diossido di azoto (NO2).

Gli aspetti innovativi di questo studio sono essenzialmente tre: la definizione dello sviluppo cognitivo dei bambini tramite il test WISC-III, con il quale sono stati valutati diversi punteggi relativi alle diverse aree cognitive dei bambini, tramite l’uso di vari sottotest; l’exposure assessment relativo al verde urbano (NDVI) basato sull’uso dei dati satellitari; l’uso della tecnica dell’Inverse Probability Weighting per correggere il bias di selezione.

Alla nascita sono stati arruolati 719 bambini e di questi ne sono stati inclusi nella presente analisi 465, con dati su esposizione ed esito disponibili. Nessuna associazione è emersa considerando l’NDVI medio in un buffer di 300 m. Per incrementi di NDVI in un buffer di 500 m. intorno all’indirizzo di residenza alla nascita si è evidenziato un miglioramento nelle performance dei sottotest riguardanti l’attenzione, la concentrazione e il ragionamento aritmetico. Questa associazione risulta essere in parte mediata dalla riduzione di NO2, poiché l'aggiunta di tale inquinante nel modello spiega il 35% della stima.

Sebbene studi recenti sottolineino i benefici sulla salute degli spazi verdi nel contesto urbano, resta ancora molto da chiarire su come questo effetto possa cambiare in base al tessuto sociale, ai diversi sottogruppi di popolazione e agli esiti in studio. È dunque importante proseguire la ricerca in questo ambito per prevenire i problemi di salute dei bambini e programmare una corretta pianificazione del verde urbano come strategia di mitigazione da promuovere.

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