• deplazio
    il Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario del Lazio (DEP)
    con sede a Roma è un’istituzione attiva da oltre 30 anni
  • ambientale-valutativo
    il personale del DEP ha specifiche competenze di metodi
    epidemiologici in campo ambientale e valutativo
  • rischi ambientali
    Il DEP fornisce ai decisori le migliori conoscenze epidemiologiche
    per pianificare interventi di riduzione dei rischi per la salute
  • esiti
    Il DEP effettua studi di valutazione degli esiti delle cure sanitarie
  • cure sanitarie
    Il DEP fornisce evidenze per migliorare la qualità
    e l'efficacia delle cure sanitarie
  • inquinamento
    Il DEP valuta i rischi a breve e lungo termine associati
    all’esposizione ad inquinanti atmosferici
  • cambiamenti climatici
    Il DEP valuta l’impatto sulla salute dei cambiamenti climatici
    e degli eventi estremi ad essi associati

Registro Regionale Dialisi e Trapianti Lazio (RRDTL)

Il ruolo attivo delle farmacie nelle malattie croniche: un’indagine cross-sectional in Piemonte PDF Stampa E-mail

cronicitaNon è possibile “guarire” dalle malattie croniche, tuttavia un sano stile di vita e una corretta aderenza alle terapie farmacologiche possono evitare complicazioni e comorbilità.

Il Piano Nazionale della Cronicità promuove il ruolo attivo delle farmacie nei percorsi assistenziali integrati orientati al paziente cronico, con particolare riferimento al monitoraggio dell’aderenza ai trattamenti farmacologici.

Uno studio, nato dalla collaborazione tra il Servizio Sovra-zonale di Epidemiologia della Regione Piemonte, l’Università degli Studi di Torino e il Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio, è stato realizzato per valutare la reale capacità delle farmacie di “intercettare” i problemi legati ad una ridotta aderenza al trattamento nei pazienti diabetici e nei pazienti ipercolesterolemici.

Hanno aderito allo studio sei farmacie della Regione Piemonte e sono stati intervistati più di 400 soggetti. L’aderenza al trattamento è stata valutata somministrando un questionario con intervista “faccia a faccia”. Circa l’85% dei pazienti è risultato aderente al trattamento, percentuale molto più elevata rispetto a quanto evidenziato dalla letteratura nazionale e internazionale. Se, da un lato, le farmacie possono costituire un setting adeguato per valutare il corretto utilizzo delle terapie croniche, è molto probabile che i questionari somministrati con intervista “faccia a faccia” abbiano indotto una sovrastima dell’aderenza terapeutica.

È pertanto necessario sperimentare nuovi strumenti di rilevazione che restituiscano una misura più oggettiva dell’aderenza alle terapie croniche in pratica clinica.

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