• deplazio
    il Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario del Lazio (DEP)
    con sede a Roma è un’istituzione attiva da oltre 30 anni
  • ambientale-valutativo
    il personale del DEP ha specifiche competenze di metodi
    epidemiologici in campo ambientale e valutativo
  • rischi ambientali
    Il DEP fornisce ai decisori le migliori conoscenze epidemiologiche
    per pianificare interventi di riduzione dei rischi per la salute
  • esiti
    Il DEP effettua studi di valutazione degli esiti delle cure sanitarie
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    all’esposizione ad inquinanti atmosferici
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    e degli eventi estremi ad essi associati

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La malattia renale cronica nel Lazio: un algoritmo di classificazione basato sui SIS PDF Stampa E-mail

renale cronLa malattia renale cronica è una condizione comune, che può portare all'insufficienza renale, aumentando così il rischio di complicazioni cardiovascolari e disfunzioni multiorgano come anemia cronica, infiammazioni e malattie delle ossa, diminuendo la qualità della vita dei pazienti costretti alla terapia sostitutiva della funzionalità renale, con un incremento dei costi sanitari ma soprattutto del rischio di mortalità.

Le informazioni sulla prevalenza della malattia renale cronica in Italia sono tuttavia scarse, così il DEP ha condotto uno studio con lo scopo di sviluppare un algoritmo basato su sistemi informativi sanitari del Lazio, identificando le persone con malattia renale cronica e fornendo le stime di prevalenza.

Sono stati identificati 99.457 individui affetti da malattia renale cronica residenti nel Lazio, con un’età media di 70 anni e con una proporzione di maschi pari a 56%. Il tasso di prevalenza standardizzato è pari a 1,8%. Vi è un gradiente per età: la prevalenza è 0,3% tra 0 e 18 anni, e 10,2% sopra gli 85 anni. Il 78,7% della popolazione individuata è agli stadi precoci della malattia.

L’algoritmo proposto sembra essere un utile strumento per stimare la prevalenza di persone con malattia renale cronica e può essere utilizzato per guidare lo sviluppo e l'implementazione di percorsi di cura basati sull'evidenza scientifica. Gli operatori sanitari dovrebbero considerare attentamente la maggiore prevalenza di malattia di minore gravità, poiché la gestione ottimale nelle fasi iniziali della patologia può ridurre il rischio di complicanze.

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