Antipsicotici per il trattamento della demenza negli anziani: uno studio di coorte retrospettivo nel Lazio Stampa

antipsicoticiGli antipsicotici (AP) sono utilizzati per il trattamento dei sintomi comportamentali e psichiatrici associati alla demenza, ma a fronte di un modesto beneficio sulla sintomatologia, sono documentati importanti effetti avversi dovuti al loro uso, tra cui l’occorrenza di ictus e un incremento della mortalità.

Uno studio di coorte retrospettivo, condotto dal DEP, ha analizzato dati dei Sistemi Informativi Sanitari sia per identificare i residenti nella regione Lazio con più di 64 anni, affetti da una forma di demenza non istituzionalizzati e trattati per la prima volta con antipsicotici, sia per descrivere la pratica prescrittiva relativa a questi farmaci a livello regionale.

Quasi la metà dei pazienti trattati con antipsicotici ha avuto una durata del trattamento superiore a quanto raccomandato dalle linee guida. I pazienti con demenza che utilizzano farmaci antidepressivi hanno una maggiore probabilità di ricevere prescrizioni di antipsicotici, mentre l’uso concomitante di farmaci per diverse patologie è associato ad un minor utilizzo di AP. Nonostante la presenza di malattie cardio-cerebrovascolari costituisca una controindicazione all’uso di antipsicotici, nella popolazione studiata tali condizioni non influenzano la probabilità di ricevere prescrizioni di questi farmaci. Le persone in condizioni socio-economiche più svantaggiate hanno minori possibilità di ricevere AP di seconda generazione (atipici) rispetto a quelli convenzionali (tipici); questi ultimi hanno un peggiore profilo di rischio.

I risultati evidenziano dunque profili prescrittivi degli antipsicotici tra gli anziani con demenza non in linea con quanto raccomandato dalle linee guida e quindi potenzialmente inappropriati. L’identificazione di caratteristiche associate all’uso di questi farmaci costituisce un elemento critico per poter definire strategie di intervento atte a ridurre l’uso di antipsicotici in questa popolazione fragile e migliorare pertanto l’appropriatezza e l’equità del trattamento.

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