• deplazio
    il Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario del Lazio (DEP)
    con sede a Roma è un’istituzione attiva da oltre 30 anni
  • ambientale-valutativo
    il personale del DEP ha specifiche competenze di metodi
    epidemiologici in campo ambientale e valutativo
  • rischi ambientali
    Il DEP fornisce ai decisori le migliori conoscenze epidemiologiche
    per pianificare interventi di riduzione dei rischi per la salute
  • esiti
    Il DEP effettua studi di valutazione degli esiti delle cure sanitarie
  • cure sanitarie
    Il DEP fornisce evidenze per migliorare la qualità
    e l'efficacia delle cure sanitarie
  • inquinamento
    Il DEP valuta i rischi a breve e lungo termine associati
    all’esposizione ad inquinanti atmosferici
  • cambiamenti climatici
    Il DEP valuta l’impatto sulla salute dei cambiamenti climatici
    e degli eventi estremi ad essi associati

Registro Regionale Dialisi e Trapianti Lazio (RRDTL)

Sistema di monitoraggio dello stato di salute e di assistenza sanitaria alla popolazione immigrata: risultati anno 2016 PDF Stampa E-mail

quaderni-epidemiologia

Il Dipartimento di Epidemiologia ha partecipato alla realizzazione del volume monografico “Sistema di monitoraggio dello stato di salute e di assistenza sanitaria alla popolazione immigrata: risultati anno 2016”,

pubblicato nella collana editoriale "Quaderni di Epidemiologia" realizzata dall'INMP (Istituto Nazionale salute, Migrazioni e Povertà), che riporta un insieme di indicatori socio-demografici e sanitari per la popolazione immigrata e per quella italiana, con un approccio comparativo.

 I dati riportati nel volume riguardano la domanda e l’offerta di assistenza ospedaliera e territoriale, e la salute materno-infantile, in otto regioni e province autonome italiane, tra cui il Lazio, presentati sia sinteticamente, sia per singola unità territoriale all’interno del volume.

I risultati principali mostrano un minor tasso di ospedalizzazione tra la popolazione straniera rispetto a quella italiana. La proporzione di ricoveri è maggiore tra le straniere rispetto alle italiane, contrariamente a quanto emerge tra i maschi. Tra le principali cause di ricovero emergono i traumatismi e gli avvelenamenti tra gli stranieri, le malattie del sistema circolatorio tra gli italiani; mentre tra le straniere la causa di ricovero più frequente è rappresentata dalle complicazioni della gravidanza, del parto e del puerperio, con una percentuale più che tripla rispetto alle italiane, dovuta soprattutto a degenze per motivi ostetrici. La proporzione di ricoveri ordinari in modalità di urgenza è superiore tra gli stranieri rispetto agli italiani, soprattutto tra le donne. Il tasso di ospedalizzazione evitabile è risultato lievemente più elevato nella popolazione straniera, con forte variabilità tra regioni, lasciando ipotizzare un minore accesso all’assistenza primaria.

Per quanto riguarda la salute materno-infantile, le straniere presentano un’età al parto inferiore rispetto a quella delle italiane, e meno frequentemente partoriscono con taglio cesareo; inoltre sono meno assistite in gravidanza, ma usano di più il consultorio; infine, presentano un numero maggiore di gravidanze che esitano in IVG. Il tasso di natimortalità risulta maggiore tra i bambini con madre straniera, mentre il tasso di ricovero entro il primo anno di vita è maggiore tra gli italiani.

Gli autori per il Lazio sono:
Laura Cacciani, Alessandro Natali, Nera Agabiti, Marina Davoli.

 

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